Anche questa storia che il terremoto si stia spostando verso nord insomma è di quelle da catalogare nel libro della fantascienza...
Veramente se ne sentono di tutti i colori, non ultima la propagazione degli epicentri verso nord, con addirittura eventuale fine ultimo della risalita degli stessi, l'Umbria!
Cioè un conto è dire gli epicentri stanno lievemente divagando dalla zona epicentrale di partenza del maggiore shock sismico, e un conto è dire che stanno muovendo verso nord, influenzando sempre più le zone dell'alto lazio/umbria.
Si nota (come era già avvenuto nei giorni precenti il 6 aprile) come spesso dalla dicitura "aquilano" si passi alla dicitura "Gran Sasso". E fin qui mi sta bene fare considerazioni sui motivi per cui ci sia questa virata del sistema, ma si rimane comunque in un distretto, geologicamente parlando, molto circoscritto (meno di 10 km in linea d'aria dalla zona ipocentrale originaria).
Ciò può suggerirci che ad esempio il graben aquilano abbia con il suo movimento intaccato il fianco dello stesso residente sul Gran Sasso, strutture del genere insomma sono interconnesse spesso e volentieri di certo sono dell'ordine anche delle decine di km!
La divagazione degli ipocentri quindi, può avvenire tanto a nord, come a sud, come in ogni altro punto cardinale ma pur sempre nel raggio del circondario almeno per ora. Nostro malgrado si sono leggermente come detto spostati verso nord..unico effetto tangibile e primario: scosse avvertite maggiormente anche dagli umbri, di certo non si può dire l'apparentemente collegato discorso: il terremoto si sta spostando verso l'umbria..infatti si sta sentendo sempre di più e con maggior intensità da queste parti.
Siamo proprio fuori senno se iniziamo a dar credito a giornalisti che si reinventano esperti sismologi a cui dar credito. Dicono le medesime boiate che può dire una meteorina che parla di meteo...con il solo effetto che il primo soggetto viene ascoltato come un messia, essendo ai più sconosciute le leggi dinamiche che regolano il sottosuolo ed i suoi movimenti.
Si potrebbe quindi chiudendo asserire il contrario: l'umbria con buone probabilità è in una fase di "scarico tensionale", il terremoto del 1998 ha dato una smossa all'ambiente non indifferente e per ora pare che le destabilizzazioni abruzzesi non abbiano prodotto mezza scossa di riflesso umbro. Ciò induce un CAUTO ottimismo sul fatto che le maggiori faglie umbre per ora se ne rimangano li semi-quiescenti senza provocarci alcun allarmismo.
D'altronde geologicamente parlando il 1998 non è stato 11 anni fa, ma paragonando i tempi della scala geologica al nostro tempo è come se fosse successo tutto stanotte per cosi dire..se ci fossero state situazioni tettoniche al limite certamente qualche sisma seppur minimo si sarebbe osservato. Finora non è stato così...non vedo perchè procurarcelo sinceramente.
A volte lo spettacolo ed il sensazionalismo fa colpo...eccome se fa colpo, studiamo il più possibile gente per tenere informati almeno noi stessi, i nostri cari e chi ci gira intorno, al fine di non essere in balia delle stupidaggini del prossimo, non siamo più nel 1500 abbiamo la possibilità e di conseguenza il dovere di farlo..sia tramite università, sia tramite approfondimenti della gente che lavora e non ha tempo per dedicarsi allo studio.
Per chi non avesse voglia di leggere in toto il messaggio il succo è questo: ci sono più probabilità che il terremoto non interessi aree umbre, che ve ne siano. Poi la probabilità si sa, lascia il tempo che trova spesso, ma è infondato per questo motivo dire che le zone umbre prossimamente sono a rischio. Lo sono già da sempre, non cambia nulla da ieri a oggi