Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia l'inverno, nuove gioie o vecchi dolori?
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Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia L'inverno, Nuove Gioie O Vecchi Dolori?
Vista sempre più profonda per rompere le palle
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia L'inverno, Nuove Gioie O Vecchi Dolori?
Ultima modifica di Fili il Sab 27 Dic, 2025 23:20, modificato 1 volta in totale
gfs18 identico a gfs12: appena le carte si mettono in modo sbagliato, ovviamente solo conferme anche a 200h. :evil: in pratica rischiamo di passare da una prolungata fase sottomedia per correnti artiche, ad una altrettanto lunga sopramedia per libeccio. In sole 12 ore. :ohno:
Ultima modifica di Fili il Sab 27 Dic, 2025 23:20, modificato 1 volta in totale
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia L'inverno, Nuove Gioie O Vecchi Dolori?
Martedì comunque sarà una giornata molto particolare, l'irruzione sui Balcani veicolerà una piccola parte di aria gelida in Adriatico: in sole 24 ore i valori in quota passeranno da +8 a -8, un crollo termico degno degli Stati Uniti :wink:
Città come Camerino, Cingoli lunedì avranno 15 gradi di massima con sole, martedì sera neve con temperature intorno allo 0, mercoledì mattina -3/-4 e venti gelidi.
Irruzione breve ma molto intensa per le adriatiche. Di qua della dorsale il calo sarà sensibile ma ovviamente meno accentuato. Mi aspetto brevi nevicate con lievi accumuli nelle solite zone (Fossato in pole/Gualdo/Nocera/Colfiorito/Visso) martedì sera/prima parte della notte, forse qualche sparuto fiocchetto arriverà anche a lambire Foligno, Gubbio, Perugia, Spoleto, Città di Castello :wink:
Gelida l'alba del 31, con ultimo stau residuo in Dorsale, poi totale rasserenamento dalla mattina e gelate imponenti all'alba del nuovo anno (stile 2017, ma quella fu un'altra storia......).
Città come Camerino, Cingoli lunedì avranno 15 gradi di massima con sole, martedì sera neve con temperature intorno allo 0, mercoledì mattina -3/-4 e venti gelidi.
Irruzione breve ma molto intensa per le adriatiche. Di qua della dorsale il calo sarà sensibile ma ovviamente meno accentuato. Mi aspetto brevi nevicate con lievi accumuli nelle solite zone (Fossato in pole/Gualdo/Nocera/Colfiorito/Visso) martedì sera/prima parte della notte, forse qualche sparuto fiocchetto arriverà anche a lambire Foligno, Gubbio, Perugia, Spoleto, Città di Castello :wink:
Gelida l'alba del 31, con ultimo stau residuo in Dorsale, poi totale rasserenamento dalla mattina e gelate imponenti all'alba del nuovo anno (stile 2017, ma quella fu un'altra storia......).
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia L'inverno, Nuove Gioie O Vecchi Dolori?
Modelli che dopo la mini sventagliata fredda di fine anno ,sono indecenti..soprattuto gfs
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia l'inverno, nuove gioie o vecchi dolori?
Cerchiamo di prendere quello che di buono c'è da questa breve fase fredda, perchè il dopo è quasi da bandiera bianca.
Come ha già detto Fili, lecito sperare in qualche buferetta lungo l'Appennino tra la sera del 30 e le prime ore del 31.
Per le zone di fondovalle credo non ci si potrà aspettare più di qualche fiocco coreografico con temperature positive.
Gran freddo poi nella notte di Capodanno, poco dopo il calar del sole le temperature scenderanno sotto lo zero nelle zone di pianura più fredde. Verso mezzanotte si possono ipotizzare valori tra i -3°C e i -6°C nelle pianure umbre.
Tra 1 e 2 Gennaio i primi sbuffi umidi da ovest potrebbero portare qualche fioccata qualora resistesse qualche sacca fredda, ma le probabilità sono molto molto basse, per non dire nulle.
Come ha già detto Fili, lecito sperare in qualche buferetta lungo l'Appennino tra la sera del 30 e le prime ore del 31.
Per le zone di fondovalle credo non ci si potrà aspettare più di qualche fiocco coreografico con temperature positive.
Gran freddo poi nella notte di Capodanno, poco dopo il calar del sole le temperature scenderanno sotto lo zero nelle zone di pianura più fredde. Verso mezzanotte si possono ipotizzare valori tra i -3°C e i -6°C nelle pianure umbre.
Tra 1 e 2 Gennaio i primi sbuffi umidi da ovest potrebbero portare qualche fioccata qualora resistesse qualche sacca fredda, ma le probabilità sono molto molto basse, per non dire nulle.
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia L'inverno, Nuove Gioie O Vecchi Dolori?
Debacle modellistica totale davvero.
Siamo passati in un amen da avere la concreta possibilità di una prima decade sottomedia (seppure con dinamiche diverse), alla quasi certezza di averla sopramedia.
Il tutto in 12 ore praticamente.
Così davvero passa la voglia eh :(
Siamo passati in un amen da avere la concreta possibilità di una prima decade sottomedia (seppure con dinamiche diverse), alla quasi certezza di averla sopramedia.
Il tutto in 12 ore praticamente.
Così davvero passa la voglia eh :(
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia l'inverno, nuove gioie o vecchi dolori?
Per il periodo tra 3 e 7 gennaio sia GFS che ECMWF sono nettamente caldofili rispetto al fascio degli spaghi.
Questo da far notare giusto per appigliarsi a qualcosa e sperare in un'inversione di tendenza nei prossimi run.
Ma tanto varrà la regola che la ragione ce l'ha sempre la visione peggiore per noi :D

Questo da far notare giusto per appigliarsi a qualcosa e sperare in un'inversione di tendenza nei prossimi run.
Ma tanto varrà la regola che la ragione ce l'ha sempre la visione peggiore per noi :D
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia L'inverno, Nuove Gioie O Vecchi Dolori?
Non c'è piu gusto neanche a seguire le dinamiche invernali. Ogni anno stessa storia, quando si è vicini ad un evento succede sempre qualcosa che ci penalizza.
Cyborg ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Non c'è piu gusto neanche a seguire le dinamiche invernali. Ogni anno stessa storia, quando si è vicini ad un evento succede sempre qualcosa che ci penalizza.
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia l'inverno, nuove gioie o vecchi dolori?
Mi pare che qualcosa di simile, dal punto di vista modellistico in periodo natalizio, avvenne nel 2019 o 2022, non ricordo bene.
Sparate modellistiche per tutta la seconda parte di dicembre e poi nulla di fatto.
Bisogna fare l' abitudine anche a questo.
Sparate modellistiche per tutta la seconda parte di dicembre e poi nulla di fatto.
Bisogna fare l' abitudine anche a questo.
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia L'inverno, Nuove Gioie O Vecchi Dolori?
Ultima modifica di Caldonevone il Dom 28 Dic, 2025 09:47, modificato 1 volta in totale
Questo dimostra come "fare meteorologia" guardando i modelli oltre i 3 giorni ha pochissimo senso. Per carità va fatto ma dando un peso basso. In molti (me compreso) ci caschiamo sempre. Come diceva qualcuno giorni fa probabilmente è un aggrapparsi, una ricerca del minimo cavillo, un sognare il vero inverno, cioè qualcosa che nell' era odierna da noi capita raramente. Poi però bisogna svegliarsi.
Ultima modifica di Caldonevone il Dom 28 Dic, 2025 09:47, modificato 1 volta in totale
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia L'inverno, Nuove Gioie O Vecchi Dolori?
C'è la possibilità che vada alla ecmwf, cioè con un rientro freddo da ovest e possibilità per nevicate Appenniniche e soprattutto dolomitiche (la situazione neve a nordest è imbarazzante).
Purtroppo però la certezza appare il totale smantellamento degli anticicloni in atlantico e la ripresa delle westerlies. Il che significa inverno per noi in standby fino a data da destinarsi.
Ultima modifica di Fili il Dom 28 Dic, 2025 09:48, modificato 1 volta in totale
Cyborg ha scritto: [Visualizza Messaggio]
C'è la possibilità che vada alla ecmwf, cioè con un rientro freddo da ovest e possibilità per nevicate Appenniniche e soprattutto dolomitiche (la situazione neve a nordest è imbarazzante).
Purtroppo però la certezza appare il totale smantellamento degli anticicloni in atlantico e la ripresa delle westerlies. Il che significa inverno per noi in standby fino a data da destinarsi.
Ultima modifica di Fili il Dom 28 Dic, 2025 09:48, modificato 1 volta in totale
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia l'inverno, nuove gioie o vecchi dolori?
É veramente difficile commentare qualcosa senza diventare volgari…
Mi fermo qui, avete già detto tutto voi
Mi fermo qui, avete già detto tutto voi
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia L'inverno, Nuove Gioie O Vecchi Dolori?
E quel rientro, se avverrà, prima avverrà e più sarà incisivo.
Anche perchè serviva proprio una pausa senza false illusioni :lol:
Fili ha scritto: [Visualizza Messaggio]
E quel rientro, se avverrà, prima avverrà e più sarà incisivo.
Fili ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Anche perchè serviva proprio una pausa senza false illusioni :lol:
Titolo: Re: Analisi Modelli Dicembre 2025 - Inizia L'inverno, Nuove Gioie O Vecchi Dolori?
Ultima modifica di Lelemet il Dom 28 Dic, 2025 10:15, modificato 2 volte in totale
Per capire cosa ne pensava l'IA di questa ormai costante volatilita' dei modelli in questi scenari, ecco le sue osservazioni :
"Quella che in gergo tecnico viene spesso chiamata "Falla Iberico-Marocchina" o "Goccia Fredda Portoghese" è diventata il vero incubo degli inverni mediterranei e della dinamicità atlantica.
Il motivo per cui questa figura barica sembra "fissata" a ovest del Portogallo, tagliando i ponti alle ondate di freddo, risiede in una combinazione di fattori legati al cambiamento della circolazione atmosferica globale :
- Lo spostamento verso Nord della Cella di Hadley.
Il riscaldamento globale ha causato un'espansione della Cella di Hadley (la circolazione tropicale). Questo "gonfiamento" spinge gli anticicloni subtropicali, come quello delle Azzorre o quello Nord-Africano, molto più a nord rispetto al passato.
Il risultato: quando l'alta pressione si posiziona costantemente tra le Azzorre e la Penisola Iberica, le depressioni atlantiche non riescono più a scorrere verso l'Europa centrale. Vengono "bloccate" e costrette a scavarsi una sede proprio a largo del Portogallo.
- Il "Jet Stream" pigro e ondulato.
A causa della riduzione della differenza di temperatura tra il Polo Nord (che si scalda velocemente) e l'Equatore, la Corrente a Getto (Jet Stream) ha perso velocità e forza "zonale" (da Ovest verso Est).
• Invece di scorrere dritta, la corrente inizia a serpeggiare (onde di Rossby).
• Queste onde spesso diventano stazionarie. Una volta che una depressione si infila nella "fossa" a ovest del Portogallo, il getto debole non ha la forza di trascinarla via, creando una situazione di blocco dinamico.
- La "Tagliola" dei flussi di calore.
Quella falla agisce come un perno.
• Finché la depressione staziona lì, richiama costantemente aria calda subtropicale verso nord-est (cioè verso l'Italia e il Mediterraneo centrale).
• Questo richiamo mite "pialla" ogni tentativo dell'alta pressione atlantica di elevarsi verso l'Islanda o la Groenlandia. Senza questa elevazione (il famoso blocking), il freddo artico resta confinato a nord o scivola verso gli USA o la Russia, lasciando noi sotto una "campana" di stabilità mite.
- Il ruolo delle anomalie termiche oceaniche (SST).
Negli ultimi anni, il tratto di oceano Atlantico tra i Caraibi e l'Africa ha mostrato temperature superficiali sopra la media. Questo calore in eccesso fornisce energia costante alle basse pressioni che si formano in zona, rendendole più difficili da scalzare e alimentando il "ponte" di aria calda verso l'Europa.
In pratica, quella falla è il "motore caldo" che ha sostituito il dinamismo del passato, trasformando molti dei nostri inverni in una sequenza di giornate nebbiose o eccezionalmente miti.
Modelli come GFS (americano) ed ECMWF (europeo) sono tra le macchine di calcolo più avanzate al mondo, ma soffrono di un "bias" sistematico proprio sulle configurazioni di blocco e sulle stazionarietà legate al Global Warming (GW). Il motivo per cui non riescono ancora a "digerire" questa costante non è la mancanza di dati, ma la natura stessa degli algoritmi con cui sono costruiti. Ecco i tre "colli di bottiglia" principali:
- Il limite della "Teoria del Blocco".
Non esiste ancora una teoria fisica universale e completa che spieghi come i blocchi atmosferici (come l'anticiclone scandinavo o la falla portoghese) nascano, si mantengano e decadano.
• Sottostima cronica: è scientificamente provato che i modelli numerici sottostimano la frequenza e la durata dei blocchi.
• L'algoritmo "conservativo": gli algoritmi tendono a riportare l'atmosfera verso uno stato di "media climatologica". Poiché la falla portoghese stazionaria è una configurazione relativamente "nuova" nella frequenza attuale, il modello tende a risolverla prematuramente, prevedendo un ritorno alla normalità (flusso zonale da ovest) che poi nella realtà non avviene.
- Le variabili del GW : Termodinamica vs Dinamica.
Il Global Warming è inserito nei modelli, ma viene gestito meglio a livello termodinamico (quanto scalda l'aria) che dinamico (come si muove l'aria).
Il problema della risoluzione: per "vedere" come il calore dell'oceano atlantico influenzi la stazionarietà di una piccola goccia fredda a ovest di Lisbona, servirebbe una risoluzione spaziale ancora più estrema.
• Feedback oceano-atmosfera: I modelli meteorologici a breve/medio termine (NWP) sono meno efficaci dei modelli climatici a lungo termine nel calcolare l'interazione profonda tra le anomalie termiche marine (SST) e la persistenza delle basse pressioni. In pratica, il modello vede la falla, ma non capisce quanto sia "ancorata" al calore dell'oceano sottostante.
- La "Pigrizia" del Jet Stream.
Il GW sta rallentando la Corrente a Getto. I modelli faticano a prevedere le "onde stazionarie" (quando il getto smette di muoversi e resta bloccato in un'ansa).
Se l'algoritmo prevede che l'onda debba muoversi di 500 km al giorno (secondo la fisica classica), ma il GW la rende ferma, il modello "sposta" virtualmente la perturbazione sulla mappa, creando l'abbaglio. Solo quando si arriva a ridosso dell'evento (sotto le 48-72 ore) i sensori reali (satelliti e boe) "costringono" il modello a correggere la rotta, portando ai bruschi ribaltamenti che vediamo.
- Verso una soluzione: l'Intelligenza Artificiale.
Proprio per superare questi limiti "fisici" : centri come ECMWF stanno affiancando ai modelli tradizionali quelli basati su Machine Learning (come GraphCast o Pangu-Weather). Questi nuovi modelli non usano solo le equazioni della fisica, ma "imparano" dai dati degli ultimi anni. Se l'IA nota che negli ultimi 5 anni una falla sul Portogallo tende a restare lì per 10 giorni, la inserirà nella previsione anche se le equazioni classiche direbbero il contrario.
"Quella che in gergo tecnico viene spesso chiamata "Falla Iberico-Marocchina" o "Goccia Fredda Portoghese" è diventata il vero incubo degli inverni mediterranei e della dinamicità atlantica.
Il motivo per cui questa figura barica sembra "fissata" a ovest del Portogallo, tagliando i ponti alle ondate di freddo, risiede in una combinazione di fattori legati al cambiamento della circolazione atmosferica globale :
- Lo spostamento verso Nord della Cella di Hadley.
Il riscaldamento globale ha causato un'espansione della Cella di Hadley (la circolazione tropicale). Questo "gonfiamento" spinge gli anticicloni subtropicali, come quello delle Azzorre o quello Nord-Africano, molto più a nord rispetto al passato.
Il risultato: quando l'alta pressione si posiziona costantemente tra le Azzorre e la Penisola Iberica, le depressioni atlantiche non riescono più a scorrere verso l'Europa centrale. Vengono "bloccate" e costrette a scavarsi una sede proprio a largo del Portogallo.
- Il "Jet Stream" pigro e ondulato.
A causa della riduzione della differenza di temperatura tra il Polo Nord (che si scalda velocemente) e l'Equatore, la Corrente a Getto (Jet Stream) ha perso velocità e forza "zonale" (da Ovest verso Est).
• Invece di scorrere dritta, la corrente inizia a serpeggiare (onde di Rossby).
• Queste onde spesso diventano stazionarie. Una volta che una depressione si infila nella "fossa" a ovest del Portogallo, il getto debole non ha la forza di trascinarla via, creando una situazione di blocco dinamico.
- La "Tagliola" dei flussi di calore.
Quella falla agisce come un perno.
• Finché la depressione staziona lì, richiama costantemente aria calda subtropicale verso nord-est (cioè verso l'Italia e il Mediterraneo centrale).
• Questo richiamo mite "pialla" ogni tentativo dell'alta pressione atlantica di elevarsi verso l'Islanda o la Groenlandia. Senza questa elevazione (il famoso blocking), il freddo artico resta confinato a nord o scivola verso gli USA o la Russia, lasciando noi sotto una "campana" di stabilità mite.
- Il ruolo delle anomalie termiche oceaniche (SST).
Negli ultimi anni, il tratto di oceano Atlantico tra i Caraibi e l'Africa ha mostrato temperature superficiali sopra la media. Questo calore in eccesso fornisce energia costante alle basse pressioni che si formano in zona, rendendole più difficili da scalzare e alimentando il "ponte" di aria calda verso l'Europa.
In pratica, quella falla è il "motore caldo" che ha sostituito il dinamismo del passato, trasformando molti dei nostri inverni in una sequenza di giornate nebbiose o eccezionalmente miti.
Modelli come GFS (americano) ed ECMWF (europeo) sono tra le macchine di calcolo più avanzate al mondo, ma soffrono di un "bias" sistematico proprio sulle configurazioni di blocco e sulle stazionarietà legate al Global Warming (GW). Il motivo per cui non riescono ancora a "digerire" questa costante non è la mancanza di dati, ma la natura stessa degli algoritmi con cui sono costruiti. Ecco i tre "colli di bottiglia" principali:
- Il limite della "Teoria del Blocco".
Non esiste ancora una teoria fisica universale e completa che spieghi come i blocchi atmosferici (come l'anticiclone scandinavo o la falla portoghese) nascano, si mantengano e decadano.
• Sottostima cronica: è scientificamente provato che i modelli numerici sottostimano la frequenza e la durata dei blocchi.
• L'algoritmo "conservativo": gli algoritmi tendono a riportare l'atmosfera verso uno stato di "media climatologica". Poiché la falla portoghese stazionaria è una configurazione relativamente "nuova" nella frequenza attuale, il modello tende a risolverla prematuramente, prevedendo un ritorno alla normalità (flusso zonale da ovest) che poi nella realtà non avviene.
- Le variabili del GW : Termodinamica vs Dinamica.
Il Global Warming è inserito nei modelli, ma viene gestito meglio a livello termodinamico (quanto scalda l'aria) che dinamico (come si muove l'aria).
Il problema della risoluzione: per "vedere" come il calore dell'oceano atlantico influenzi la stazionarietà di una piccola goccia fredda a ovest di Lisbona, servirebbe una risoluzione spaziale ancora più estrema.
• Feedback oceano-atmosfera: I modelli meteorologici a breve/medio termine (NWP) sono meno efficaci dei modelli climatici a lungo termine nel calcolare l'interazione profonda tra le anomalie termiche marine (SST) e la persistenza delle basse pressioni. In pratica, il modello vede la falla, ma non capisce quanto sia "ancorata" al calore dell'oceano sottostante.
- La "Pigrizia" del Jet Stream.
Il GW sta rallentando la Corrente a Getto. I modelli faticano a prevedere le "onde stazionarie" (quando il getto smette di muoversi e resta bloccato in un'ansa).
Se l'algoritmo prevede che l'onda debba muoversi di 500 km al giorno (secondo la fisica classica), ma il GW la rende ferma, il modello "sposta" virtualmente la perturbazione sulla mappa, creando l'abbaglio. Solo quando si arriva a ridosso dell'evento (sotto le 48-72 ore) i sensori reali (satelliti e boe) "costringono" il modello a correggere la rotta, portando ai bruschi ribaltamenti che vediamo.
- Verso una soluzione: l'Intelligenza Artificiale.
Proprio per superare questi limiti "fisici" : centri come ECMWF stanno affiancando ai modelli tradizionali quelli basati su Machine Learning (come GraphCast o Pangu-Weather). Questi nuovi modelli non usano solo le equazioni della fisica, ma "imparano" dai dati degli ultimi anni. Se l'IA nota che negli ultimi 5 anni una falla sul Portogallo tende a restare lì per 10 giorni, la inserirà nella previsione anche se le equazioni classiche direbbero il contrario.
Ultima modifica di Lelemet il Dom 28 Dic, 2025 10:15, modificato 2 volte in totale
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