Stiamo pagando il riscaldamento del pianeta, altro che chiacchiere, su. Sti famosi 0,6°, che si sono fermati da 16 anni, mi sta bene tutto. Ma sono sempre i 16 anni più caldi degli ultimi 50-100, e sempre li stiamo. Inoltre i famosi 0,6° sono sicuramente oltre 1° qui nel mediterraneo e quasi nulli in altre zone. Lo dico, lo ripeto fino alla noia: il bacino del mediterraneo è probabilmente una delle zone mondiali dove il riscaldamento è stato più implacabile, proprio per il fatto di essere terra di confine, in equilibrio molto labile tra le due forze contrapposte, freddo e caldo.
Il freddo ha abbassato la guardia e il caldo sul mediterraneo è entrato come una lama nel burro.
Opinioni, solo semplici opinioni. Non ho dati e non ne cerco. La pelle, l'odore, le sensazioni non sempre sbagliano. Anzi, mi vien da pensare che più il sistema è complesso, più le sensazioni vanno ascoltate ...
Il fatto è che il riscaldamento globale (antropico o non antropico, esula da queste considerazioni e complicherebbe la discussione) si chiama globale perché calcolato sulle temperature medie delle stazioni di rilevamento sparpagliate, più o meno bene, in gran parte del globo (gran parte è un'eufemismo). La stasi termica è stata ammessa (anche se con un certo imbarazzo) anche dall'IPCC, che per giustificarla si è inventata anche la sottrazione di calore con l'immagazzinamento negli abissi con qualche meccanismo misterioso che bypasserebbe tutti gli strati intermedi (e non c'è una prova che questo sia accaduto).
Se fosse vero, e non ho reali motivi per dubitarne, che le temperature dell'area mediterranea sono cresciute, mentre le medie globali restano costanti, questo significherebbe che ci deve essere qualche posto al mondo dove le temperature sono diminuite mentre da noi crescevano.
Non ho motivi per dubitare anche di questa cosa.
La spiegazione di questo tipo di variazione si può inquadrare in qualche variazione della circolazione atmosferica su queste zone (almeno su queste zone), perché è assai improbabile che l'aumento delle temperature da gas serra sia stato incentivato più in un area piuttosto che in un'altra, dato che le concentrazioni dei gas serra sono omogenee a livello globale.
Un po' come quest'inverno, rigidissimo nel Nord America, ha visto un'Europa insolitamente mite.
Detto questo, non va ridicolizzato il discorso delle isole di calore e dell'antropizzazione del territorio, perché si tratta di un fenomeno reale, provato scientificamente e verificabile da chiunque di noi.
Allontanarmi dal centro di Terni (senza cambiare quota, significa, a seconda delle condizioni atmosferiche, perdere (sia di giorno che di notte) da 1 a 3 gradi.
Uscire da Roma (senza variazione di quota) significa perdere da 2 a 4 gradi!!!
Passare da una zona con boschi ad una di campi coltivati fa sicuramente spostare la colonnina di mercurio... e non mi venite a dire che le nostre aree urbane e le campagne (e siamo una regione e una nazione in cui queste variazioni sono state perfino contenute se paragonate ad altri paesi) sono restate immutate ed immacolate negli ultimi decenni.
Ignorare questo fatto significa semplicemente ignorare la realtà. ;)
Se vogliamo discutere costruttivamente, possiamo cercare di capire qual'era la circolazione predominante in periodi più freschi e quella in periodi più caldi...
:bye: