Interrompo il silenzio stampa perché tanto mettere la testa sotto la sabbia non serve a molto. Il processo di distacco emozionale dalla meteorologia è un bel pezzo avanti e penso si concluderà a breve. E' un sistema di difesa cerebrale, come quello che tifa la squadra che perde sempre. Poi si disinteressa del risultato e inizia ad osservare i gesti atletici a prescindere dalla maglia. (Iter che tra l'altro ho già seguito io nel calcio, non perché la mia squadra perdesse sempre, ma perché non accetto le eccessive commistioni economiche. Per cui mi guardo i gol su youtube, di qualsiasi giocatore, purché siano belli).
Chiusa la filippica, vorrei postare FINALMENTE quella che ritengo una spiegazione convincente, chiara e soprattutto SEMPLICE. Senza tanti indici ed elucubrazioni. E' un post del forumista 4ecast di MNW:
Il riscaldamento globale come saprete meglio di me, è osservato agire in modo molto diverso a seconda della latitudine. Si scalda forte l'Artico, dal mar Glaciale magari con il concorso della fase AMO+ su verso la troposfera polare e si scalda meno o rimane più o meno costante l'area tropicale. Cioè si indebolisce la circolazioen legata al vortice polare ma non quella legata all'anticiclone subtropicale. A margine, la circolazione occidentale si indebolisce. E lo fa con un getto che no scorre più fluido ma procede sempre più a strappi dovuti a pulsazioni dinamiche.
Ora a differenza di quanto pensavamo tempo fa, cioè che questo tipo di circolazione divenendo meno zonale portava a maggiori scambi meridiani, se escludiamo la stagione invernale porta alla risalita dell'anticiclone subtropicale alle medie latitudini con gli strappi al getto che vedono poi il distacco di gocce fredde alle latitudini temperate. In pratica la tendenza degli ultimi anni è quella di avere omega block molto allungati in senso longitudinale e cadute del getto con cavi molto profondi che lasciano in loco la goccia fredda.
Essendo l'omega piuttosto asimmetrico nel senso di grande onda calda e piccolo cavetto freddo, il suo spostamento è anche molto lento ed il pattern anticiclonico sembra che rimanga in loco e gli analisti meteo usano la parola persistenza mentre invece il tutto si sposta verso est in modo pachidermico, interessando con anomalia positiva di temperatura e negativa di precipitazione per 2 o 3 anni le stesse zone. Ma poichè siamo passati da parlare di blocco ad omega ad anomalia positiva di GPT, non è che lì non piove mai. Piove ma piove meno. E veniamo al nostro aprile che è proprio la parentesi in cui a mio avviso un pò pioverà, anche se non risolverà di molto la siccità (soprattutto al nord-est).
Che ne pensate? Io concordo a pieno. :bye:
Ognuno ha il diritto, se non il dovere di pensarla a proprio modo su queste dinamiche ed osservazioni meteorologiche.
Dovessi dire la mia in un certo qual senso di certo lascerei un attimino da parte catastrofismi, global warming antropico, e similari.
Cioè ragazzi stiamo vivendo un periodo "abbastanza" siccitoso, di siccità vera e propria se ne potrà parlare se arrivati a metà giugno anche la primavera sarà trascorsa asciutta. Primavera che ancora per altro deve iniziare.
Ritengo la chiave catastrofistica del tutto esagerata in quanto secondo questo criterio, basta avere un anno a 500 mm di precipitazione per gridare al global warming antropico, a qualcosa che è cambiato nello scacchiere mondiale a livello configurativo per quanto riguarda la situazione barica...
Di contro, non ho mai sentito parlare nel 2002 di global cooling, quando nei mesi estivi si accumularono precipitazioni a 3 cifre ovunque, temperature autunnali ecc.
Non ho sentito parlare di global cooling antropico altresì nell'inverno 2005, quando piogge e nevi imperversarono per mesi e mesi sull'Italia...
Insomma, non credo sia esatto tirar fuori il global warming così, quando ci fa comodo, ma davvero pensiamo che nel passato, senza scomodare tempi geologici, non vi siano state situazioni climatiche così estreme e ripetute nel tempo???
Abbiamo un 150 anni di rilevazioni continue sulle spalle...molto meno di un battito di ciglia in confronto alla storia pregressa del nostro pianeta terra...
Boh..sarà che ho a che fare sempre con tempi geologici e mi rendo conto delle estreme fluttuazioni avvenute nel tempo geologico, considerando normale e ciclica ogni cosa... mi aiuterà il fatto che in un metro di roccia son chiusi milioni di anni ad esempio, e decine di cicli trasgressivi-regressivi...mari che aumentano e diminuiscono di livello e linee di costa che avanzano-regrediscono con facilità e ciclicità talmente ripetute che si fa anche fatica a distinguere una fase dall'altra...
In ultimo, nei prossimi giorni inizierò il lavoro di tesi con un Professore dell'Eni di milano: mi è capitato un pozzo nel Mare di Barents su cui dovrò fare caratterizzazioni di tutti i tipi, anticipo solamente che quei sedimenti sono stati sepolti fino a 2500 m di profondità, poi riesumati fino a 1000 m di profondità, ed oggi sono di nuovo a 1500 m di profondità ma in netta risalita verso la superficie. Il responsabile di questi respiri? Formazione-scioglimento ripetuta più volte, della calotta glaciale sulla Scandinavia. Ancora ad oggi la Scandinavia è in rebound isostatico dopo l'uscita dall'ultima glaciazione che abbandonò il pianeta terra solo 10.000 anni fa all'incirca...
:bye: