Ma, ripeto, ognuno è liberissimo di pensarla come vuole.
Io, se non avessi un ragionevole motivo, non vorrei mai vedere una tendopoli nella mia città. Anche perchè la gente si chiede: "ma se preparano una tendopoli, vuol dire che ci sarà un terremoto?" ...boh, per me creerebbe solo allarmismo, ne piu ne meno delle "previsioni" di Giuliani.
Poi ripeto, ognuno la pensa come vuole, per carità.
Mi sa che sei fuori strada!
Questa della prevenzione non è una questione opinabile, è un dato di fatto.
La stessa protezione civile lo dice chiaramente, è fondamentale abitare in edifici sicuri ed è altrettanto fondamentale lavorare sulla prevenzione degli eventi. Non lo dico io, lo hanno detto Barberi 12 anni fa e lo dice oggi Bertolaso.
Abbiamo la fortuna di avere le persone giuste al posto giusto (in Italia non accade spesso), Guido Bertolaso è persona capace e competente, così come lo era Barberi, entrambi parlano di prevenire, di costruire edifici sicuri, di predisporre i piani comunali di evacuazione, di non costruire in zone alluvionali!
All'Aquila la stessa protezione civile stimava tra i 200 e i 2000 morti in concomitanza di un terremoto come questo e ciò è stato calcolato in base alla "potenzialità" delle faglie attive (stimata tra 6.0 e 7.0), agli eventi storici e soprattutto in base al patrimonio edilizio esistente.
Quindi il discorso della prevenzione si traduce in mettere in sicurezza la popolazione, non generare il panico, ma innanzitutto educare la gente al sisma e all'evacuzione, fare esercitazioni ricorrenti e individuare o magari costruire ex novo edifici antisismici in grado di svolgere questa funzione di accoglienza.
Si costruiscono stadi e molte opere inutili, non vedo perchè non si possano realizzare aree e luoghi deputati all'accoglienza della popolazione per situazioni di criticità.
Siamo o non siamo un territorio sismico?
Qualcuno mi ha detto che ad Orvieto è stato fatto, che sono state individuate e organizzate almeno 4 aree in grado di ospitare gli abitanti, il tutto coordinato dalla protezione civile comunale. Un esempio da imitare.
Fili ha scritto:
Questo per dire che finchè non sussiste il fatto grave, per tirare fuori le persone di casa serve solo l'evacuzione. Le tendopoli "preventive" serivrebbero solo a diffondere il panico.
Vatti a fare un giretto ad Amatrice o ad Ascoli, o anche a Teramo e Sulmona in questi giorni, poi vedi se serve solo l'evacuazione per tirare fuori la gente dalle case.
Nelle prime due cittadine ad esempio stanno aumentando le scosse, Campotosto epicentro degli ultimi eventi sismici (5.0/5.1) non è poi così lontano, la gente ha paura e dorme in macchina, non tutti ovviamente, stiamo parlando probabilmente di persone che magari abitano in case vecchie e nel centro storico o che sono particolarmente sensibili ... a Sulmona dormono nello stadio, se si può fare dopo, perchè non prima.
secondo te che panico si genererebbe se ci fosse una tendopoli o un luogo sicuro per accogliere queste persone?
Poranese457 ha scritto:
Non capisco invece il discorso della correlazione tra la messa in posa delle tendopoli di Colfiorito e la mancanza di vittime in quel luogo, esattamente l'opposto d quanto avvenuto a l'Aquila.
Cioè a Colfiorito non si sono avute vittime per due motivi: 1. perchè la scossa principale è stata di mattina ed ampiamente anticipata da quella notturna, con le persone quindi che avevano evacuato da diverse ore; 2. perchè vogliamo mettere il conglomerato urbano di l'Aquila con quello di Colfiorito????
La notte del 26 settembre alle 2.33 c'è stata una scossa di magnitudo 5.4 con epicentro a Cesi-Collecurti pochissimi km da Colfiorito, ci sono stati crolli e 3 morti.
La "salvezza" che dici tu semmai è stata la scossa di 4 richter pochi minuti prima delle 11.43, ma prova a pensare alle persone anziane, se non ci fossero state le tende a Colfiorito molte sarebbero rimaste in casa con ovvie conseguenze.
Si, le tende posizionate il 4 settembre a Colfiorito hanno salvato alcune vite e sicuramente hanno tranquillizzato la gente terrorizzata dalle continue scosse. Ovviamente parliamo di una zona epicentrale, la nostra, con poca densità abitativa, L'Aquila è una città, lì in proporzione un minimo di prevenzione avrebbe salvato decine e decine di vite.
Ripeto, per un terremoto come questo la protezione civile stimava a l'Aquila da 200 a 2000 morti, erano a conoscenza delle reali condizioni del patrimonio edilizio (poi rivelatosi anche peggio di quanto si ipotizzasse), quindi quelle persone non andavano tranquillizzate appena una settimana prima, ma piuttosto andavano precauzionalmente messe in un luogo sicuro!
L'Italia è il paese del dopo, facciamo le leggi sempre dopo e poi dimentichiamo, forse siamo un po' troppo fatalisti.