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burjan
Dom 07 Set, 2008 23:41

Re: La Guerra dei Dieci Anni
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7. LA JUGOSLAVIA DI TITO

[img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/71/Flag_of_SFR_Yugoslavia.svg/125px-Flag_of_SFR_Yugoslavia.svg.png[/img]

Gli Jugoslavi sono gli unici, all'Est, ad essersi liberati da soli, e a non avere l'Armata Rossa dentro casa. Fin dall'inizio, quindi, Tito, nonostante le professioni di lealtà a Stalin, può sviluppare una sua politica autonoma, che ben presto, già nel 1946, lo porterà a scontrarsi col dittatore georgiano e a separarsi dal movimento comunista internazionale. 

Viene nel frattempo costruita l'architettura istituzionale dello Stato: Slovenia, Croazia, Bosnia - Erzegovina, Serbia, Montenegro e Macedonia costituiscono altrettante repubbliche, mentre all'ungherese Voivodina ed all'ormai albanesizzato Kosovo viene dato lo status di province autonome entro i confini serbi. Ampi, fin dall'inizio, i poteri delle repubbliche, a scapito di quelli federali; l'unica istituzione unitaria forte è l'Armata Popolare Jugoslava, (JNA), terzo esercito d'Europa, custode dei valori dell'unità nazionale e del comunismo titoista.

La Jugoslavia titoista imbocca la strada della pianificazione centralizzata, ma progressivamente vi associa tentativi di autogestione delle fabbriche da parte dei lavoratori; i maggiori successi del modello si registrano in Slovenia, che, alla vigilia dell'indipendenza, col 7% della popolazione produrrà il 25% del PIL federale. In Serbia e Bosnia si trovano invece le maggiori industrie energetiche, meccaniche e degli armamenti, spesso antiquate e in perdita. 
La Croazia, specie dagli anni 70 in poi, inizia a fondare la sua economia sul turismo e sull'agroalimentare (bonissima la birra di Karlovac!).

[img]http://tbn0.google.com/images?q=tbn:OjywCgWLBsGIfM:http://xoomer.alice.it/aparlan/images/karlovacko_pivo.gif[/img]

Questa differenziazione economica si sovrappone a quelle etniche, e le spinte centrifughe sono sempre in agguato. 

Solo la forte personalità di Tito riesce a tenere faticosamente tutto insieme, ma talvolta non basta: quando le repubbliche settentrionali tirano troppo la corda, spuntano i carri armati. 

Ma è in politica estera che la Jugoslavia coglie i maggiori successi. Insieme all'indiano Nehru, Tito fonda il Movimento dei Non-Allineati: nè con l'est nè con l'ovest, socialismo innovativo, ricerca di nuove vie adatte a società tradizionali non industrializzate. A parole è tutto molto bello, in pratica il legame con gli USA, che foraggiano sottobanco, diventa sempre più forte. 

Nel 1980 termina  la lunga parabola di Tito. Lascia un paese preoccupato, pieno di debiti, ma con l'indipendenza nazionale salva, un grande prestigio internazionale, con 35 anni di pace e dove bene o male la gente mette insieme il pranzo con la cena. Poteva andare molto peggio, andrà molto peggio.


