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GiagiMeteo
Ven 24 Gen, 2020 18:54

Re: Vi Racconto Una Storia...
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Dato che il mio precedente racconto ha riscosso successo questa sera ne racconterò un altro, risalente a qualche tempo dopo.

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Quella sera Giacomo era seduto al computer e non sapeva proprio che fare, quando gli tornò in mente una tre-giorni magica, in un periodo di vari anni precedenti, in cui la passione per la materia meteorologica si stava affermando del tutto nella mente del piccolo.
Dopo quel magico febbraio, anche l'inverno successivo era stato emozionante e nevoso per il piccolo Giagi, che oramai amava alla follia la neve e non vedeva l'ora, ogni volta, che le previsioni mettessero il tanto agognato fiocchetto sotto la nuvola scura. In quel novembre era successa una cosa terribile, la pioggia, caduta intensamente per tre giorni, aveva distrutto gli argini del torrente Feo, che aveva completamente sotterrato di detriti le fonti della Rocchetta, con i ciottoli arrivati fino in città. La tristezza del piccolo era incommensurabile, poiché quello che era stato distrutto era uno dei luoghi preferiti da Giagi, che ogni domenica, dopo la Messa, ci andava con il papà per una sana passeggiata. Ma dopo qualche giorno dall'alluvione, il pargolo, che aveva iniziato a capire come funzionassero le carte dei modelli e le osservava da siti quali MeteoGiornale e/o MeteoWeb (non conosceva ancora Wetterzentrale e Meteociél), vide che s'iniziavano ad intravvedere scenari interessanti e carichi di neve. Da poco il piccolo Giagi aveva familiarizzato con i concetti di "ase" e di "stau" e quello sarebbe stato il momento perfetto per tradurre la teoria in pratica. Il 25 di novembre era una giornata grigia e pioveva e la madre di Giagi con lui stesso stavano effettuando delle commissioni, quando lei chiese:"Giacomo che ne pensi? Domani nevicherà?" al che lui rispose con una sicurezza che non avrebbe dovuto avere:"Certo, mamma, ne farà forse anche mezzo metro tra domani ed il 28." Tornati a casa Giacomo fa la spola tra computer e finestra. Sa che il momento migliore è dal dopocena in poi, ma è comunque ansioso, non sa se ne farà davvero mezzo metro e la fregatura è dietro l'angolo. Così, infatti, sembra inizialmente. Alle 20:45 ancora è tutta acqua ed il piccolo non si spiega come, dato che a quell'ora doveva essere già solida la precipitazione. Detto fatto, dopo 10 minuti il piccolo si riaffaccia alla finestra e trova uno spettacolo mozzafiato, nevica a fiocconi enormi, senza vento e già si è creata una prima patina per terra, nonostante la temperatura segnata dalla stazione meteorologica del piccolo (acquistata nel luglio 2012) segni +1,1°C. Alle 21:45 Giagi va a letto, con un paio di cm in terra e la certezza di trovare almeno 20 cm la mattina successiva. Non viene smentito, anzi... La quantità di neve alle 8 del mattino è di 35-40 cm e nevica ancora forte. Giagi non ci può credere, gira tutte le finestre della casa estasiato ed ammutolito ma la neve cade lenta, senza vento, si poggia ovunque ed ovatta qualsiasi rumore. Passano pochissime macchine, è tutto bloccato, la gente si rintana in casa, scuole ed uffici sono chiusi per neve. Alle 10:30 smette di nevicare, ma non definitivamente, in quanto fino al tardo pomeriggio continuerà con rovesci intermittenti, facendo restare al suolo circa 37-38 cm. Il pomeriggio è costituito di giochi con la sorella, la stessa del 2012, la quale è estremamente giocherellona e gli scatta delle foto che rimarranno impresse indelebilmente nella mente del pargolo. Fanno anche un pupazzo di neve, piccolo ma che esprime tutta la gioia di quelle bellissime ore. Il giorno successivo nevica ancora la pomeriggio, una nevicata a fiocchi maestosi e senza vento, che porta il totale a circa 50 cm di neve. Si può dire la prima previsione mai azzeccata del piccolo, che da ragazzo non ne chiapperà mezza, ma a 9 anni ci sapeva fare. Il giorno dopo si ritorna a scuola ma lungo la strada il piccolo vedrà un albero di cachi, straripante di neve e ciò gli farà successivamente comprendere di esser stato testimone di una delle nevicate più abbondanti di sempre per novembre a Gualdo Tadino. Tutta la storia verrà raccontata dall'ormai quindicenne ragazzo in una sera del gennaio 2020, in attesa di un blando peggioramento il giorno successivo ed in preda alla meteo-noia, che deciderà di rincuorarsi scrivendo questo racconto in un topic da lui stesso creato, in cui aveva già narrato le gesta del mitico 2012.

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Probabilmente questa è l'ultima, anche perché questi sono stati i due eventi che mi hanno segnato e che mi hanno avviato alla meteorologia.
PS: mia sorella non vuole che posti le foto in cui compare lei, che spesso sono le più belle, mi dispiace  :(


