https://www.lineameteo.it/viewtopic.php?f=11&t=14800&p=427901#p427901
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burjan
Mar 11 Apr, 2017 23:02

Re: "Il Giocattolo rotto" e la nostra passione per la meteorologia
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Penso che molto bene abbia fatto Poranese a trasformare il mio post in un topic, lo ringrazio perchè ha capito le mie intenzioni prima di me. 
Chiarisco innanzitutto che a me passa la voglia non di occuparmi di meteo, ma di occuparmene come abbiamo ed ho, in fondo pure io, sempre fatto. Di occuparcene come di una cosa bella, di una fonte di piaceri, di visioni spettacolari che ci riscattano delle molte amarezze della vita. La meteo al servizio delle settimane bianche e del mare.  
Passa la voglia di stare lì settimane intere con l'idea che "tanto tutto tornerà come prima", "ma quando arriva sta neve" o "quando arriva sto freddo". Passa la voglia di occuparsi di meteo col piacere di godere del tempo che vogliamo. 
E' ora di assumere un approccio critico, se mi perdonate la parola grossa "militante" a queste faccende. Il mutamento climatico è già diventato il più grande pericolo per la civiltà umana e per la pace. All'ultimo G7, mentre in una stanza gli USA si battevano a livello di negoziati commerciali contro il recepimento dell'accordo di Parigi, nell'altra stanza uno sconsolato Ministro della Difesa doveva ammettere che in 17 (diciassette) scenari locali i cambiamenti climatici mettevano a rischio la sicurezza degli USA. 

Il grafico dell'EA ci mette di fronte ad un progressivo ed inesorabile mutamento dell'assetto delle figure bariche sull'Europa. Un mutamento che dura cinquant'anni, progressivamente, inesorabilmente,  e che alla fine si realizza in una situazione stabile: guardate che è quanto accaduto al termine dell'ultima glaciazione. Da due anni non è mai stato negativo: non era mai accaduto. 
Guardate che significherebbe, come sta significando,  blocco totale delle perturbazioni atlantiche, siccità monstre su gran parte dell'Europa mediterranea alternato a gravi ondate di gelo. Guardate cosa è successo quest'inverno. 

E' inutile quindi stare lì a spillare le carte a sperare che il giocattolo si aggiusti, perchè non lo farà. E' ora che tutti coloro che conoscono più degli altri le dinamiche dell'atmosfera utilizzino questa loro conoscenza per gridare a tutti i venti che il cambiamento climatico globale, innescato al 90% da motivazioni antropiche, sta distruggendo il nostro mondo e sta mettendo a gravissimo rischio la sicurezza nostra e dei nostri figli. E' ora, se mi permettete il linguaggio desueto, che si cominci a utilizzare il linguaggio della denuncia, non dell'attesa vana. Il linguaggio della pratica, della sensibilizzazione, non del lampione. 

Se non ci credete, se pensate che quel che ritiene l'ormai totale unanimità del mondo scientifico sia una bufala, nonostante le stesse evidenze della vostra finestra aperta in questa serata dell'11 Aprile che sembra Giugno, siete padronissimi di farlo. 

Non è colpa mia se però poi tutte le previsioni più fosche si stanno puntualmente avverando.


