https://www.lineameteo.it/viewtopic.php?f=1&t=13776&p=384175#p384175
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melelao
Lun 18 Gen, 2016 23:20

Re: [LUNGO TERMINE] Ultima Settimana Di Gennaio: Anticiclone Alla Riscossa?
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[quote user="snow96" post="384123"][quote user="daredevil71" post="384066"][quote user="melelao" post="384063"] 

Per avere 15 gg di freddo ininterrotto devi cambiare regione secondo me: io sono umbro (anche se da 10 anni vino altrove) e non mi è mai capitato di assistere a una fase fredda così prolungata eccezion fatta, forse, per il 2005 (ma è un'eccezione appunto). Come si è ripetuto qualche giorno fa, la media delle massime, nelle zone di pianura umbre è di circa +10°C, togli un paio di gradi per le località collinari. Avere massime di +3°C è possibile (fa parte della normale variazione delle temperature), ma allo stesso tempo è normale avere +15°C con lo scirocco a palla.
Sebbene ondate di freddo siano possibili (con diversi livelli di intensità a seconda degli anni) e, a cadenza pluridecennale, possano anche risultare molto forti (nel 1929 e nel 1956 gli oliveti situati alle quote più basse subirono forti danni a causa delle gelate da inversione, fino a -15°C, anni comunque dove anche a Roma si scese a -10°C e oltre) sono spesso inframezzate da periodi di più miti. Ma un discorso analogo si può fare un po' per tutta l'Italia peninsulare.
Ovviamente si dibatte molto sul fatto che una volta "facesse più freddo": io sono agnostico in proposito e tendo a pensare che molto spesso si soffra di memoria selettiva. Tempo fa, per lavoro (modello per prevedere le rese dei cereali), ho dovuto fare un'analisi dell'andamento climatico in tre stazioni meteo rappresentative del Nord (Verona), Centro, (Roma) e Sud (Brindisi) degli ultimi 60 anni. Ne è venuto fuori che le temperature medie sono aumentate, così come le ondate di calore estive. Al contrario i giorni di gelo intenso sono diminuiti. Ma attenzione: la variazione (in un senso e nell'altro) è stata relativamente modesta a Roma e Brindisi, mentre è stata molto pronunciata a Verona, come se il clima padano si fosse "mediterraneizzato". 

Sulle mimose in fiore: la pianta in questione è a fioritura invernale e non ha bisogno di fabbisogno di freddo (passare tot ore al di sotto di una certa temperatura per fiorire): quindi se fa abbastanza caldo fiorisce. Non  è la prima volta che si assiste a una fioritura precoce (in genere metà febbraio), certo è insolito. Però niente di "apocalittico" neanche qui. Non ci piove, comunque, che se la pianta ha fiorito è perché - nelle settimane scorse - la temperatura è stata elevata.[/quote]
Grazie a tutti per le risposte...ho capito....in effetti io ho vissuto in provincia di Pavia dal 1971 al 1998 stabilmente e per motivi familiari passavo diverso tempo in Friuli e Veneto... la mia memoria storica del freddo in inverno è basata in quel periodo in quei luoghi...onestamente pensavo che in fascia collinare attorno ai 500 m precedentemente a questo periodo in Umbria faceva + feddo. Scusate l'OT[/quote]

Si, in aggiunta a quanto già detto da Melelao appunto, ti confermo che molto dipende anche dalla posizione orografica della collina. San Venanzo non lo conosco, ma vedo le segnalazioni da Porano che è andata sotto zero la prima volta 3 gg fa. Al contrario Spoleto, a 400 m, è andata sotto già diverse volte nella fase mite, seppur di poco, perché è molto più soggetta a inversioni.

Per quanto riguarda il confronto con la Pianura Padana, io ho fatto il tuo percorso inverso: mi sono trasferito a Vicenza nel 2006 ... e speravo facesse più freddo!
Dei mitici nebbioni padani ho vissuto solo il ricordo dei vicentini, ne ho visti veramente pochi. Le temperature minime non le trovo particolarmente basse, anzi. Ho notato che c'è una tremenda inerzia termica e prima di andare giù per irraggiamento ce ne vuole. Spesso mi capita di riscontrare minime più basse a Spoleto che non a Vicenza. 
E' invece abbastanza più freddo di giorno, prevalentemente per nebbia (non nebbione) o foschia. Ma se non c'è la nebbia, anche in questo caso, le differenze sono più esigue.
Sai qual'è l'unica vera grande differenza della PP rispetto alle colline del centro: le sciroccate. La cosa bella (per me) è che qui in PP si sentono molto meno. Passano sopra al lago fresco/freddo della PP e le T in pianura si mantengono moderatamente basse. Ma basta salire di 100 m, tipo sui colli Berici o Euganei per trovare T simili a quelle del centro Italia. Certo, la latitudine conta, quindi qualche grado in meno c'è.[/quote]

Beh, io che ho vissuto per anni nella "bassa" (Cremona, Piacenza, Mantova) dico che di inverni tosti ne ho passati. Neve (rimaneva a terra per settimane), ghiaccio, nebbia o nubi basse. Gli oleandri periodicamente bruciati dal gelo. Settimane con temperature costantemente sotto i 4°C. Minime a doppia cifra. Gli ultimi due anni però sono stati molto miti.
Credo che Vicenza, per posizione (maggior altitudine e miglior esposizione ai venti nonché vicinanza al mare) abbia un clima più mite.
Concordo anche sul fatto che Spoleto sia la città più fredda dell'Umbria non appenninica (anche d'estate!) Anche se mi sono oscuri i motivi... ;)


