https://www.lineameteo.it/viewtopic.php?f=1&t=12485&p=345841#p345841
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marvel
Dom 14 Dic, 2014 21:59

Re: Proiezione VLR (Very Long Range)
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[quote user="gubbiomet" post="345831"][quote user="marvel" post="345816"]Ancora l'analisi (con cui concordo sostanzialmente) del Colonnello Mario Giuliacci che ci fa sapere che prima di Natale non c'è niente da fare per il freddo serio.


[size=18][color=red]Potrà arrivare un'ondata di freddo intenso prima di Natale?[/color][/size]
Giovedì 11 Dicembre 2014
[img cache=false]http://www.meteogiuliacci.it/mm?id=19796[/img]
Tutte le irruzioni notevoli per intensità e durata di aria gelida  artica proveniente direttamente dal circolo polare sul Continente europeo nascono dalle vicende atmosferiche della Stratosfera polare.

Tali irruzioni però sono sempre preannunciate 7-10 giorni prima da una intrusione dell'anticiclone canadese/Aleutine (freddo al suolo ma caldo oltre 4-5 km)  entro il circolo polare, con conseguente  riscaldamento della stratosfera polare e sostituzione del vortice ciclonico polare con una circolazione anticiclonica. Il vortice  polare,  spodestato dalla sua sede ("splitting"),  è costretto a spostarsi  verso  il lato euroasiatico e da qui poi, si propaga poi rapidamente  verso più basse latitudini, portando aria gelida  e nevicate anche in pianura su  gran parte del continente europeo.

 In un normale inverno sono in media appena 2-3  i casi di  forti  e durature irruzioni di aria artica. Ma sono tali eventi a lasciare segni profondi nella stagione invernale.

Da quanto detto una eventuale colata di aria artica di notevoli proporzioni è preceduta, 7-10 giorni prima,  da un surriscaldamento graduale della stratosfera polare ("stratwarming") di circa 10-20 gradi (stratwarming minor) o, in casi più rari (una volta ogni 4-5 inverni), addirittura di più di 25 gradi (stratwarming major).

 Insomma lo strawarming è un buon indice precursore di tutti gli eventi invernali nei quali il freddo è grande assoluto protagonista.

Ed eccoci allora al punto.

Fino a circa 20 dicembre(vedi figura) non è previsto uno" splitting" del vortice polare dalla sua sede perché, come mostra la figura,  il vortice stratosferico è ancora ben saldo e compatto nella sua sede naturale.

Ma ammesso che la stratosfera inizi a riscaldarsi intorno al 20 dicembre, prima che lo  stratwarming provochi la defenestrazione del  vortice polare fuori dalla sua sede passerebbero  almeno 7-10 giorni

Ecco perché non prevediamo irruzioni di aria artica di notevole intensità prima di Natale.

Ciò non esclude che possa arrivare qualche ondata"minore" di freddo come quella avvenuta tra mercoledì e giovedì appena passati.

http://www.meteogiuliacci.it/articoli/potra-arrivare-un-ondata-di-freddo-intenso-prima-di-natale.html[/quote]

Sai la stima che ho per te e per il colonnello Giuliacci, ma non credo che 10-14 giorni di distanza ci sia bisogno di interrogare la stratosfera per dire che non ci sarà nessuna ondata di freddo intensa ... 
Questi studi che rispetto e seguo,  credo che debbano dare indicazioni più a lunga gittata.....  :bye:[/quote]

Io la penso esattamente come te, ma non posso certo negare che la stratosfera non sia proponendo nulla di particolare per il prossimo futuro. ;)
D'altronde c'è una cosa che Giuliacci non dice, ovvero che le oscillazioni termiche stratosferiche, individuate dai modelli, permettono di vedere più in là di quanto i modelli stessi non vedano. Nel senso che se i modelli deterministici prevedono un forte riscaldamento (di tipo Major), noi possiamo spingerci ancora più avanti e capire le probabilità che questo possa sfondare in troposfera (situazione di coupling) oppure no, e addirittura ipotizzare su quali quadranti emisferici potranno andare ad esprimersi le eventuali colate dovute allo split del VP.
Non è certo un caso che da anni si stiano studiando queste dinamiche a fini predittivi. 
Dinamiche ancora difficili da simulare, visto che non tutti i tasselli del meccanismo sono stati chiariti, ma in gran parte conosciute e quindi utilizzate, anche se ancora "empiricamente".

Comunque ad oggi siamo in grado di prevedere un probabile riscaldamento stratosferico per la fine di dicembre. Ci sono delle possibilità che l'evento possa anche essere di tipo major, anche se al momento non andrei oltre al 50%. 
Se così fosse, comunque, gli effetti troposferici non si dovrebbero palesare prima dell'Epifania, forse entro la prima decade del mese gennaio, anche se al momento sono prevalenti le probabilità che si tratti di un fenomeno di tipo displacement, quindi senza bilobazione o split. Il displacement lo darei quasi certo, per un 80% rispetto ad un 20% per uno split (concesso giusto per l'incertezza intrinseca in queste previsioni). 
Quindi con queste informazioni, e ferma restando questa la situazione, non dovremmo ricevere un granché da questo eventuale, primo episodio di riscaldamento stratosferico... sempre che le cose vadano in questo modo e sempre che avvenga una propagazione in troposfera (anche quella resta in dubbio).

Restando ancora nel campo delle ipotesi, e lavorando alacremente di fantasia, per immaginare quale evento stratosferico potrebbe cambiare le carte in tavola a nostro favore, potrei immaginare un secondo impulso stratosferico in grado di gonfiare un forcing sulla wave2, che arrivi a collaborare, in successione, con il forcing aleutinico, per stringere a tenaglia il VPS-VP e produrre un eventuale split... ma qui sto semplicemente fantasticando, infatti al momento non c'è la benché minima traccia di tutto ciò.  :D 

 :bye:


