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gubbiomet
Mer 15 Ott, 2014 12:23

Re: Indice OPI, Parte Il Secondo Anno Di Monitoraggio
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[quote user="marvel" post="339743"]Allora, confesso che mi ero completamente dimenticato di questo topic... :oops:

L'OPI (October Pattern Index) appartiene a quel gruppo di indici (vedi anche SAI ed IZE) che intendono indagare sul prosieguo della stagione invernale (semestre freddo) a partire dall'osservazione di alcuni parametri climatici ottobrini.
Tutto nasce dall'iniziale constatazione dell'esistenza di una qualche correlazione tra alcune condizioni e caratteristiche osservate in questo mese e l'andamento della stagione invernale.
Mentre l'OPI studia l’andamento dell’indice AO (Artic Oscillation), comprensivo di valori e di orientamento dell'asse maggiore dello stesso Vortice Polare, l'indice IZE  (sviluppato da Carlo Colarieti Tosti) calcola la posizione latitudinale del fronte polare nel mese di ottobre attraverso le anomalie del flusso zonale e meridionale tra le basse e le alte latitudini a specifiche quote isobariche, poi c'è il SAI (Snow Advance Index, elaborato dal prof. Cohen), che effettivamente è il capostipite di tutti gli "indici ottobrini", e si concentra sull'osservazione dell'avanzamento della copertura nevosa nel decimo mese sul continente euroasiatico, quindi sulla Siberia.
Fondamentalmente sono tre diversi metodi di misurare la stessa cosa.
Il discorso, per il momento, è più statistico-correlativo che scientifico (in senso stretto), nel senso che si sta cercando ancora di capire il motivo reale per cui sussista una certa correlazione tra ciò che accade in questo mese e il prosieguo della stagione.
Si procede con un metodo empirico, come spesso accade in ambito scientifico, cercando di affinare e mettere a fuoco mano a mano gli strumenti di indagine.
Probabilmente per il comportamento del Vortice Polare vige il proverbio "il buon giorno si vede dal mattino", o anche "chi inizia bene è a metà dell'opera".  ;)
Ma, proprio come accade per i proverbi, spesso ci azzeccano, basandosi su una lunga esperienza (sui grandi numeri), ma naturalmente esistono anche le eccezioni. 
Ed è quello che è accaduto a questi indici lo scorso anno, che effettivamente è stato eccezionale (su questo ci sono pochi dubbi), avendo piazzato una buona previsione per la prima fase della stagione, ma andando fuori obiettivo nella seconda parte.
La valutazione di questo metodo predittivo andrebbe, quindi, giudicata sui grandi numeri, ma significherebbe dover attendere secoli di verifiche.
Più realisticamente credo che l'obiettivo sia quello di trovare una correlazione sempre più stretta, fino a riuscire a ricavare una "formula" che riesca a rappresentare in modo convincente, e anche in accordo con la teoria scientifica, il tipo di relazione che lega le grandezze e i fenomeni in gioco. Una volta fatto questo sarà anche più (relativamente) semplice capire anticipatamente quali e quando possano intervenire quei fattori perturbanti che rendono il sistema elaborato poco affidabile e quando invece l'affidabilità possa risultare notevole.
Quindi per il momento consiglio di seguire questi indici con grande interesse ma con un consapevole distacco emotivo, per il semplice fatto che, pur essendo frutto di buone intuizioni e di molto impegno, sono ancora in fase di rodaggio, verifica e sviluppo.
Diamogli del tempo.  :ok: 

 :bye:[/quote]

 :inchino:  :inchino:  :inchino:  :inchino:  :inchino:  :inchino: 
Se adesso l'Ing. ci dice anche qualcosa su quelle mappe delle temperature dei mari gli inchini raddoppiano..  :D


