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Pigimeteo
Ven 14 Mar, 2014 20:45

Re: 2013/2014 - Il Vero Anno Senza Inverno. Qui Le Vostre Considerazioni
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Ho già riflettuto sulla questione per scrivere l'articolo sul numero di marzo del "Nuovo Serrasanta", per cui lo allego semplicemente, non per autocitarmi, ma solo per ragioni di comodità:

da "Il nuovo Serrasanta", n° 3, marzo 2014 8www.ilserrasanta.it), pag. 15:

[size=24][b]E’ ufficiale: l’inverno non è arrivato[/b][/size]
Ad eccezione del fresco dicembre, si tratta del secondo inverno più caldo dall’inizio del nuovo millennio. Un’anomalia solamente italiana ed europea, in un inverno globalmente gelido.

Doveva essere l’inverno più freddo dell’ultimo secolo e, per molti aspetti, a livello globale, lo è stato. Si pensi alle quattordici ondate di gelo subite dal Nord America da inizio ottobre in poi; alle temperature molto basse (anche se non da record) raggiunte in gran parte del Canada centro-orientale; alle nevicate abbondantissime sul Giappone, specialmente sull’isola di Honshu, che gode di un clima quasi sub-tropicale; alle temperature vicine ai 50°C sotto lo zero in Mongolia. In questo panorama da brividi, fanno eccezione l’Europa occidentale – non quella orientale, che ha visto gelo in abbondanza – e l’Alaska, dove un inverno così mite non si vedeva da decenni. Colpa, in maniera molto semplice, della particolare conformazione del vortice polare, la profondissima depressione in quota che gravita attorno al polo nord: la depressione, quest’anno molto intensa, ha assunto una conformazione bilobata, che ha di fatto prodotto un flusso di correnti occidentali molto vigoroso sui bordi occidentali del continente americano e di quello euroasiatico. Insomma, ci è toccato il classico inverno atlantico, mite e uggioso, con piogge frequenti ma non abbondantissime, umidità alle stelle, nebbia, cieli grigi, poche giornate di sole; le uniche due parentesi anticicloniche, la prima a metà dicembre e la seconda a metà febbraio, hanno visto l’espandersi verso l’Italia di un promontorio anticiclonico di matrice africana, che ha portato temperature basse e nebbia fitta in pianura e giornate serene e miti, ma non limpide, in collina e montagna. Nel complesso, per l’Appennino, alle quote inferiori ai 1500 metri, si è trattato di un inverno senza neve, con solo un paio di modeste imbiancate a fine gennaio: un’autentica catastrofe per gli operatori turistici. Oltre i 1500, un po’ di neve si è vista, ma nulla di eccezionale; a confronto, almeno, delle decine di metri di manto bianco accumulati sulle Alpi, dove un inverno così nevoso non si vedeva da decenni.
Il secondo inverno più caldo dall’inizio del secolo
I dati della nostra stazione meteorologica di Palazzo Mancinelli sono eloquenti. L’inverno 2013-2014, che (lo ricordiamo ancora) si è meteorologicamente chiuso il 28 febbraio, si piazza al secondo posto fra gli inverni più caldi dall’inizio del nuovo Millennio. Facendo la media delle temperature medie mensili di dicembre 2013 (4,8°C), gennaio (6,0°C) e febbraio 2014 (8,0°C), si ottiene un 6,2°C che viene solo battuto dall’inarrivabile inverno 2006-2007, che fece registrare una media primaverile di 7,3°C. In particolare, il mese di febbraio, con i suoi 8°C, è stato quello più caldo dall’inizio del secolo.
Un dato apparentemente sorprendente
Ma quanto ha fatto più caldo del normale? Se consideriamo la media trentennale (che si riferisce, però, alla zona di Gualdo Tadino sud), troviamo un gap positivo di 0,7°C (6,2°C contro 5,5°C). Il confronto con la media quindicennale, invece, è più eloquente: 6,2°C contro 4,8°C. Questo significa che, comunque, negli ultimi quindici anni gli inverni sono stati mediamente più freddi di quelli degli anni Ottanta e Novanta. Può sembrare un dato sorprendente ma non lo è se si considera che gli inverni più gelidi e nevosi, quelli che sono divenuti quasi mitici (e talvolta famigerati) nella memoria dei quarantenni e cinquantenni, sono stati quelli degli anni Sessanta e Settanta.
A livello di piovosità, l’inverno 2013-2014, con 352,6 mm di pioggia, non risulta eccezionale, almeno in confronto con inverni come quelli 2002-2003 e 2009-2010. Anche qui, però, un’osservazione interessante: rispetto alla media quindicennale, questo inverno risulta persino leggermente sotto norma (-17 mm); rispetto a quella trentennale, invece, ha un accumulo superiore alla media di quasi 40 mm. Anche qui, insomma, va osservato che negli ultimi quindici anni non solo ha fatto più freddo ma è piovuto anche di più, specialmente in inverno.
Ed ora? Che ci attende? Be’, la situazione appare molto fluida; però, se la primavera partisse a stento e fosse un po’ più fresca del normale, con anche episodi freddi e nevosi, direi che non mi stupirei più di tanto.
Pierluigi Gioia

Voto complessivo (come già detto ampiamente): zero paccato!  :mrgreen: 
 :bye:


