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marvel
Gio 14 Nov, 2013 19:23

Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 21-09-2013)
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Questa sotto è una mia traduzione di un articolo uscito su http://notrickszone.com/

In fondo all'articolo un mio breve commento.  :bye: 

[size=22][color=red]Scienziati tedeschi: il Ciclo Solare 24 verso un Minimo simile al Dalton o al Maunder.
Presagi di un raffreddamento climatico[/color][/size]

[i]A ottobre 2013 c'è stato un notevole aumento dell'attività solare, e il numero delle macchie solari (SSN, sunspot numbers) è salito a 85,6. Che corrisponde circa al 77% del valore medio, per un ciclo solare, calcolato a partire dal 1750. Nei grafici sottostanti è possibile verificare la situazione attuale:[/i]

[img cache=false]http://kaltesonne.de/wp-content/uploads/2013/11/oct1.gif[/img]

[i]Ottobre 2013 si è allontanato considerevolmente dal ciclo solare 5. Tuttavia noi continuiamo a credere che il ciclo solare 24 sarà simile al ciclo 5. Di quanto importanti siano le incertezze sulla corretta descrizione del 5° ciclo, è stato dimostrato in un recente ricerca pubblicata da Rainer Arlt del Leibniz Institute di Potsdam e da Ilya Usoskin, dell'Università finlandese di Oulo, che dopo aver esaminato i cicli solari tra il 1750 e il 1850, sono giunti alla conclusione che il conteggio delle macchie solari dovrebbe essere ridotto di un 20%. Il ciclo 24 è rappresentato nella curva rossa e, tuttavia, è ancora molto inferiore alla media dei 23 cicli solari precedenti e ancor più basso rispetto ai grandi cicli dei massimi solari avvenuti tra il 1940 e il 1990.

In ottobre è stato attivo principalmente l'emisfero meridionale del Sole. 

In un confronto con gli altri cicli, il ciclo 24 (calcolato fino al mese di ottobre) si inserisce tra il ciclo 5 e il ciclo 14:[/i]

[img cache=false]http://kaltesonne.de/wp-content/uploads/2013/11/oct2.gif[/img]

[i][b]Il che indica che stiamo avvicinandoci ad un Dalton-like Minimum, cioè ad un periodo simile a quello di Dalton. [/b]

In una pubblicazione recente sulla rivista Space Science Reviews 2013, i rinomati scienziati solari Ken McCracken, Juerg Beer, Friedhelm Steinhilber e Jose Abreu, hanno riportato uno studio sui minimi solari degli ultimi 9300 anni. Sulla base di misurazioni degli isotopi di berillio e di carbonio, come indicatori per l'intensità dei raggi cosmici, che sono modulati dall'attività solare, [b]gli scienziati sono arrivati ​​al risultato che il minimo dal 2007 al 2009 ha avuto caratteristiche simili rispetto ai minimi occorsi durante il Minimo di Dalton tra il 1780 e il 1820. [/b]
Hanno scoperto l'esistenza di una periodicità di 208 anni (Suess-de Vries) dei grandi minimi solari del passato. 
Pertanto essi prevedono in un prossimo futuro un evento di tipo Dalton, ma non un Minimo di Maunder.

[b]Il Prof. Lockwood, invece, vede elevate probabilità per un minimo di tipo Maunder.[/b]

Un altro scienziato solare, il Professor Michael Lockwood dell'Università di Reading, ha evidenziato che l'attività solare è diminuita a partire dalla fine del secolo scorso, in modo più importante rispetto a quanto abbia mai fatto in tutte le epoche precedenti negli ultimi 9000 anni. Lockwood ha individuato 24 minimi solari negli ultimi 9000 anni, e in nessun caso l'attività solare è crollata così drammatico come sta facendo nell'attuale periodo.
Ora egli prevede una probabilità che un altro Minimo di Maunder possa verificarsi, pari al 25 - 30%.

Soltanto pochi anni fa egli stimò  che tale probabilità fosse dell'8%. [/i]

[i]Successivamente Lockwood ha affermato:[b] "Abbiamo trovato una relazione significativa tra il verificarsi di inverni freddi in Europa e l'attività solare."[/b] "Il probabile meccanismo è nella variazione della radiazione ultravioletta del  sole, che ha un'influenza sul gradiente termico, sulla formazione dell'ozono e sui venti stratosferici. 
Questo a sua volta sconvolge l'andamento delle correnti a getto sull'Emisfero Settentrionale, e conduce ad avere schemi meteorologici di blocco e correnti orientali (antizonali) principale causa delle ondate di freddo.

Già nel nostro rapporto di settembre 2013, relativo alla pubblicazione da Ermolli et al, evidenziammo una variazione di radiazione UV, interna ad un ciclo, molto più forte rispetto a quella della radiazione totale (fattore 2-6). 
I cicli solari più deboli hanno una radiazione UV notevolmente più debole e conducono a periodi freddi nell'emisfero settentrionale. Sfortunatamente le misurazioni non possono continuare a causa del malfunzionamento del satellite SORCE, che misurava la radiazione del sole sopra l'atmosfera e così gli inverni freddi che ci attendono dovranno essere controllati senza misurazioni UV satellitari.

In una terza pubblicazione, Friedrich Steinhilber e Jürg Beer propongono una previsione per i prossimi 500 anni, utilizzando due diversi metodi. Qui sotto, il PHI, che è una misura dell'attività solare. M indica il minimo di Maunder, D il minimo di Dalton e G il Minimo di Gleisberg, il più debole del 1900:[/i]

[img]http://www.lineameteo.it/files/images/17/oct3.gif[/img]

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Ebbene, stiamo parlando di ricerche serie, di eminenti scienziati, professori universitari, stimati in tutto il mondo scientifico del settore.
Molti di loro, oltre a riconoscere l'unicità dell'attuale ciclo, ipotizzano addirittura dei paragoni arditi, quali quelli che coinvolgono alcuni tra i periodi più freddi dell'attuale fase interglaciale.
I meccanismi di influenza dell'attività solare sul clima terrestre sono ancora allo studio, ma sembrerebbero maturare, giorno dopo giorno, mese dopo mese, relazioni sempre più strette ed evidenti tra l'attività solare e i cambiamenti della circolazione atmosferica.
 
Di qui a fare previsioni sui prossimi inverni ce ne corre, ma il motore del clima, il Sole, dopo più di un secolo di attività forsennata, ha improvvisamente ed inaspettatamente cambiato marcia, lasciando di stucco il mondo intero.
Con questo Topic siamo stati tra i primi (forse i primi in Italia) ad accorgercene e a seguire puntualmente la situazione.
Adesso che il minimo moderno si è manifestato in tutta la sua eccezionalità, non ci resta che verificarne gli effetti, probabilmente saranno essi stessi a darci indicazioni importanti sull'incisività dell'attività della nostra stella sul clima terrestre e sui suoi cambiamenti. Insomma, probabilmente le risposte che attendiamo dalla scienza ci saranno anticipate dalla natura stessa.

Da appassionato delle scienze del clima, e della natura in genere, sono portato ad pensare che ci attende un periodo molto interessante, ma da uomo consapevole delle fragilità intrinseche al nostro instabile mondo, vi confesso che sarei molto più preoccupato delle conseguenze di un [b]global cooling[/b] rispetto a quelle, finora più che altro solo ipotizzate, di un reale e consistente [b]global warming[/b].

A presto.
 :bye:


