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mausnow
Mar 28 Feb, 2012 14:01

Re: Parliamo Di Dati: La Neve In Appennino E Sulle Alpi Negli Ultimi 40 Anni
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Allora... anzitutto, mi unisco ai complimenti per queste dettagliatissime analisi...   :inchino: 
Poiché sui dati non si discute, anzi... non ci piove (purtroppo!  :P ) 

Tutto ciò premesso, vorrei però, se possibile, fare qualche considerazione:

1) Credo che nel clima italiano basti anche una minuscola variazione per causare grandi cambiamenti. Essendo un clima "al limite", è come camminare sul filo di un esilissimo crinale ove basta un colpo di vento per precipitare sull'uno o l'altro versante; allo stesso modo, basta poco perché si concretizzi uno scenario o il suo contrario.
Questo ancor più sulle zone appenniniche e pre-appenniniche, ove l'aumento di anche pochissimi gradi può esser determinante per la durata della neve al suolo, per la formazione e la permanenza di stalattiti di ghiaccio dai costoni rocciosi.

(come dire che nelle zone urbane come Perugia, poco è cambiato... schifetto era e schifetto rimane,... ovviamente 2012 escluso!  8)) )

2) La variazione dello schema circolatorio generale impedisce quella "democraticità precipitatoria" tipica dello zonale (e zonale freddo) che garantiva pioggia un po' dappertutto e neve laddove doveva cadere, ciò che appunto è accaduto in quel magico ventennio/trentennio, con la dama bianca dotata di manto uniforme, meno ventata, più spessa e duratura, con i compianti canaloni sibillini ben colmi fino a giugno inoltrato.
Poi le interazioni con l'Orso erano quasi una garanzia; il cammellone chi mai lo vedeva? HP azzorriano discreto, fresco e benvenuto d'estate, semipermanente d'Islanda sempre lì, insomma le masse d'aria erano tutte lì belle, ordinate, al loro posto ed obbedienti... ma...
... si vede che poi si sono rotte le ba**e di far le precisine e apriti cielo.  :twisted: 

Chiaro che con un HP sempre invadente ad Ovest che si allea orograficamente con la barriera alpina, questa democraticità va a farsi benedire e la Natura deve trovare nuove vie di sfogo; poi avviene che le precipitazioni sono a macchia di leopardo, oppure dipendenti da stau, fattori orografici e via dicendo,e magari i contrasti e le estremizzazioni diventano all'ordine del giorno.

3) Perché avviene tutto questo? Beh, ora è meglio non parlarne, ci vorrebbe un secolo di dibattito!...

4) Il punto più spinoso: tutto ciò è un dramma? Sì e no. No per i cicli naturali, basti ricordare che un battito di ciglia temporale fa, ovvero nel MedioEvo, la situazione era ben più rovente di quella attuale, con i ghiacciai alpini ridotti al lumicino, fiumi in secca e mari cresciuti di livello. Ma le popolazioni in genere ne trassero benefici, specie alle alte latitudini. Anche perché si viveva maggiormente in simbiosi con i ritmi naturali.
Ora sì, è un dramma, basti solo pensare ai nostri consumi di acqua. Se fossimo in grado di ridimensionarci senza che sia un trauma, alla fine quale sarebbe il problema? Si sciolgono i ghiacciai? Scompaiono i nevai? Crollano pareti rocciose prima tenute insieme dal gelo? Per la Natura questo non è nulla, fa parte della sua normale ciclicità.

Il problema siamo solo noi, forse dovremmo decrescere. Scusate la celentanità. 
 :bye:


