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snow96
Dom 13 Nov, 2011 11:25

Re: Legge Della Persistenza O Della Compensazione?
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[quote user="burjan" post="228839"]Provo a spiegarmi meglio. 

Nel breve termine, ossia in condizioni generali di assetto circolatorio immutate (non ho detto normali), è chiaro che il principio della compensazione, per effetto della legge degli errori casuali, tende a prevalere. Lo vediamo all'opera nei temporali estivi che si susseguono su più giorni: all'interno di zone omogenee, un giorno tocca all'uno, un giorno all'altro. Nella cesta ci sono tre palline con la lettera A e tre con la lettera B. A meno di non trovarci nel film "The day after tomorrow", con una glaciazione che arriva tutto d'un colpo, se estraggo dieci volte di seguito la lettera "A" è poi molto probabile, sempre più probabile, che esca la B e per altre dieci volte di seguito. Genova non è una coincidenza, dal punto di vista puramente statistico. Era abbastanza inevitabile. 

La circolazione atmosferica, però, pur essendo caotica, propone, specie alle nostre latitudini, enormi occasioni ed opportunità per le precipitazioni. Le tante estrazioni danno la possibilità alle palline di uscire di frequente. Se togliamo una pallina con la lettera "A", avremo come risultato, molto presto,  una persistente e permanente prevalenza della "B". La diminuzione della piovosità nelle zone interne dell'Italia centrale data dall'inizio degli anni '70 ed è il frutto di una sempre minore capacità di sfondamento verso Est da parte delle perturbazioni atlantiche. A un certo punto, una pallina è uscita dal cesto. 

Possiamo quindi dire che entrambe le tendenze sono all'opera. I fenomeni atmosferici si verificano in una situazione di persistenza degli schemi circolatori di lungo termine, che spiegano i dati climatologici, ma di compensazione degli eventi nello spazio e nel breve periodo.

I dati statistici hanno la possibilità di captare e normalizzare le onde; una media decennale sicuramente, forse anche una quinquennale, anche se più difficilmente. Una volta sei sul picco, l'altra sul ventre dell'onda e siamo sempre alla media del pollo. Per questo, se per tre mesi sono proprio sul fondo del fondo, devo aspettarmi di risalire e di brutto. 

Ma se per dieci anni sono sul fondo, significa che quello, purtroppo, è diventato il mio posto. Qualcuno, o qualcosa, ha tolto una pallina dall'urna.

E' la differenza fra clima e tempo: il tempo è casuale, il clima è strutturale.[/quote]

Secondo me dipende dalla scala di osservazione. Quello che dici te è corretto, ma sono pronto a scommettere che se osservassi un intervallo temporale di 100 anni, la curva sarebbe già diversa è nutrirei forti dubbi sul fatto che manca una pallina.
Vedo un processo statistico dentro a un altro processo statistico: la sottrazione o l'aggiunta della pallina è anch'essa "casuale", ma per avere il sostegno dei grandi numeri, dobbiamo ampliare l'osservazione.


