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burjan
Sab 12 Nov, 2011 15:26

Legge della persistenza o della compensazione?
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Si discute da sempre, in meteorologia, su quale sia la regola prevalente. 
Avendo a suo tempo coltivato con passione gli studi di statistica (unica disciplina praticata qui dentro in cui non mi senta un dilettante), sarei portato a dar ragione al grande Caroselli, che propende per la persistenza. 

La legge della compensazione è basata sulla teoria per cui la somma degli errori casuali, in un fenomeno, è uguale a zero. Ma è valida se la fonte degli errori è essa stessa casuale (fenomeno di tipo stocastico). L'estrazione deve svolgersi sempre nello stesso modo. 

Non è così se le condizioni base mutano. Se modifichiamo forma e numero delle palline, la somma degli errori casuali non sarà uguale a zero. 

A parità di condizioni, gli eventi tenderanno a disporsi intorno alla frequenza più probabile secondo la ben nota curva di Gauss. 

Su scala ristretta nel tempo e nello spazio, a parità di condizioni, siamo davvero davanti a errori casuali. 
Ed ecco, allora, la terrificante mappa delle anomalie pluviometriche in Europa negli ultimi tre mesi.
Guardate bene dov'era l'anomalia negativa più grave...

[img cache=false]http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/regional_monitoring/3cpnp1.gif[/img]

Ma sul medio-lungo termine, dato l'enorme numero di eventi che compongono una serie storica pluviometrica, è molto probabile che una variazione dei dati rispetto al periodo precedente non dipenda dal caso, ma dal mutamento delle condizioni base. Cioè, della circolazione atmosferica su scala globale. 
In altri termini, la sfiga c'entra poco.


