https://www.lineameteo.it/viewtopic.php?f=22&t=9051&p=214786#p214786
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riccardodoc80
Gio 14 Apr, 2011 10:09

Re: Violento sisma magnitudo 8.9 in Giappone!!!! + Disastro Nucleare a Fukushima!!!!
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Dopo le migliaia di vittime causate dallo tsunami, e dopo il disastro di fukushima di cui ancora ne stiamo valutando le reali conseguenze......ecco che spuntano fuori altri problemi come quello della grande massa di rifiuti che è stata risucchiata nell'oceano e che avrà un pesante impatto non solo sull'ambiente ma anche sulla biologia marina........ :blink: 

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[size=14][color=red]“I detriti dello tsunami nell’oceano. Quelle storie del Giappone alla deriva”, di GIOVANNI SOLDINI[/color][/size]

GIOVANNI SOLDINI* dal Corriere della Sera del 9 aprile 2011
Case, auto e ricordi: in 3 anni la massa arriverà sulle coste della California

Automobili, barche distrutte, intere case con tutti i mobili, migliaia di oggetti di plastica. E’ una gigantesca isola galleggiante quella che sta fluttuando nelle acque dell’Oceano Pacifico, al largo del Giappone. Dopo il terremoto, lo tsunami dell’ 11 marzo scorso ha travolto oltre duecentomila case finite in mare. La massa di relitti si sta lentamente muovendo seguendo le correnti, rendendo molto pericolosa la navigazione. Per gli esperti i primi resti dello tsunami come barche da pesca e tutto ciò che non assorbe acqua raggiungeranno la California entro un anno mentre gli oggetti domestici navigheranno per tre anni prima di spiaggiarsi. È un disastro ambientale di dimensioni epocali, senza precedenti, senza misure di intervento possibili. Il problema non è solo di chi rischia la vita navigando in quelle acque (pescherecci, navi mercantili, barche da diporto) dato che è pressoché impossibile evitare ostacoli semi sommersi (gli americani stanno addirittura pensando di riscrivere le rotte delle loro navi nel nord del Pacifico). In gioco è l’ecosistema di tutto un oceano. Trasformato in spazzatura da milioni di piccoli frammenti di plastica. Alcuni finiranno sulla coste della California, altri verranno risucchiati dalla Great Pacific Garbage Patch, l’ «isola di plastica» o anche Il primo pensiero che ti viene è che dietro quel tetto, quel pezzo di casa, quell’automobile, c’era una famiglia, un uomo, una storia. Ma subito dopo penso a un’altra cosa, che è ancora più grave, perché riguarda il futuro, riguarda la vita che sarà ancora messa in pericolo. Le migliaia di detriti dello tsunami che ha colpito le coste giapponesi l’ 11 marzo scorso fluttueranno verso la California, l’Oregon, l’Alaska, le Hawaii prima di tornare indietro impiegando sei anni, cambieranno consistenza, forma e saranno scambiate per cibo dai pesci e dagli «isola della spazzatura» . È uno sterminato concentrato di rifiuti che ha cominciato a formarsi negli Anni Cinquanta, ha raggiunto lo spessore di un metro e si stima occupi il 3 per cento della superficie del Pacifico. Non l’ho mai vista. Ma mi fa impressione l’idea di questo buco nero che per via delle correnti catalizza gran parte della plastica galleggiante che c’è nel mare. E la plastica non è un problema da poco. Quasi tutti i pesci, i cetacei e gli uccelli trovati morti sulle spiagge di tutto il mondo hanno la pancia piena di pezzi di plastica. Che scambiano per calamari o altri cibi per loro appetitosi. È successo anche in Italia nel dicembre del 2009, quando un gruppo di capodogli si spiaggiò sulle coste della Puglia e l’autopsia dimostrò che la causa della morte era l’ingente quantità di plastica che era stata mangiata. Ma le acque dell’Oceano Pacifico non trasportano solo detriti. Nel mare di fronte a Fukushima si registrano livelli altissimi di radioattività a causa dell’acqua scaricata dalla centrale. Una catastrofe per il Giappone e per tutti i paesi vicini. Le correnti non hanno confini e porteranno le acque radioattive chissà dove. di fronte a una tragedia di simili dimensioni mi viene da pensare che una possibile strada da percorrere c’è. Non è sufficiente metterci una toppa. Bisogna rendersi conto che i costi ambientali non possono più essere lasciati fuori dal conto economico. È solo facendo i conti fino in fondo che apparirà chiaro che l’unica via possibile da perseguire per il futuro del pianeta e dell’umanità è quella delle energie rinnovabili, dei materiali biodegradabili e dello sviluppo sostenibile. *velista 

http://giovannitaurasi.wordpress.com/2011/04/09/i-detriti-dello-tsunami-nell%E2%80%99oceano-quelle-storie-del-giappone-alla-deriva-di-giovanni-soldini/

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[size=14][color=red]I detriti dello tsunami giapponese arriveranno in America?[/color][/size]

[img align=left]http://techtip.it/articoli/immagine/3417?on=corpo[/img]

L'oceanografo Curt Ebbesmeyer ritiene di sì.
Ebbesmeyer ha seguito negli anni le tracce di scarpe da ginnastica, mazze da hockey e altri oggetti caduti da navi container in viaggio nei mari giapponesi, e ritiene che le correnti oceaniche riusciranno nel giro di un anno a portare fino alle spiagge americane i detriti generati dall'onda di maremoto.
Ovviamente la preoccupazione maggiore è che questi rottami possano risultare radioattivi, a causa dell'incidente di Fukushima. A questo proposito James Hevezi, capo dell' American College of Radiology Commission on Medical Physics, afferma che la possibilità c'è, ma che probabilmente i livelli di radioattività, dopo tanto tempo trascorso in mare, sarebbero molto bassi.

Le correnti che trasporterebbero fino in america i detriti giapponesi sono le stesse che danno origine al cosiddetto "vortice del pacifico", un curioso fenomeno per cui migliaia di tonnellate di minuscoli detriti di plastica provenienti da tutto il mondo restano perennemente intrappolati in un'area del pacifico senza poterne più uscire. L'area in cui si trovano imprigionati questi detriti è larga migliaia di km e spessa 30 metri. Essendo composta da particelle minutissime create dall'effetto delle onde e delle intemperie sugli oggetti di plastica, questa enorme isola di immondizia è entrata nella catena alimentare, in quanto le particelle sono abbastanza piccole da essere ingerite dai pesci, che le scambiano per cibo.
C'e' da chiedersi quali potrebbero essere le conseguenze se materiale radioattivo raggiungesse questa zona.

http://technews.it/EdQDO
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[img cache=false]http://www.ticinolive.ch/wp-content/uploads/2011/04/detriti-tsunami-300x189.jpg[/img]

Video: http://www.ticinolive.ch/cultura/tsunami-in-giappone-gli-effetti-collaterali-nelloceano-pacifico-16093.html/attachment/detriti-tsunami


