https://www.lineameteo.it/viewtopic.php?f=9&t=9058&p=212253#p212253
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marvel
Mar 15 Mar, 2011 13:22

Re: Nucleare Ed Interessi Economici....
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[quote user="zerogradi" post="212241"][quote user="Fili" post="212235"]le energie alternative ATTUALI non basterebbero a coprire il 5% del fabbisogno energetico di una popolazione come quella italiana, a meno di non voler tappezzare ogni ettaro di terreno libero di pannelli solari e pale eoliche.

...non costruiamo centrali nucleari per il pericolo terroristico? ottimo discorso... allora non facciamo più niente: ponti, grattacieli, industrie, iperstrutture... diamola vinta ai terroristi, rintaniamoci tutti a vivere nei bunker e finita qui.

...ma che discorsi so?[/quote]

Basterebbe [b]un numero ridotto di campi solari di grandi dimensioni per coprire il 30-40% del fabbisogno energetico italiano[/b]...! Con quali costi?? Gli stessi del nucleare...
Ci sono gli studi, ci sono i progetti...solo che non si vuole fare!

Il Giappone dal nucleare riceve il 40% del fabbisogno energetico, non certo il 100%.[/quote]

Non ne sono assolutamente certo, non si può guardare solo all'ammontare quantitativo, ma anche a quello "qualitativo".
Un conto è la potenza e continuità che può dare una fonte di energia come quelle a combustibili fossili o nucleare, un conto quella derivante dal vento e dal sole. Basse potenze, molto localizzate e discontinue (non utilizzabili per la maggior parte delle attività produttive). Mandaci avanti un treno, un'acciaieria, una città come Roma a fotovoltaico ed eolico.  :roll: 
Non ha senso nemmeno costruire molte centrali a turbogas che possano supplire i deficit delle rinnovabili a richiesta, perché, come dicevo prima, devono funzionare comunque ad un certo livello con continuità... e ci sarebbero comunque un surplus di consumi e costi di manutenzione.
Il problema è complesso, sono d'accordo che il nucleare vada valutato molto attentamente e possibilmente evitato, ma le soluzioni definitive attualmente non ci sono, se non le solite (gas, petrolio, carbone) ma che ci costano troppo e ci rendono troppo vulnerabili rispetto ai fornitori e poco competitivi sui mercati.


