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SISMINO
Mer 26 Apr, 2006 18:41

Re: Terremoto
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Salve a tutti. Sono Francesco Nucera, direttore della I.E.S.N. Rete Sismica Sperimentale Italiana (rete di cui fa parte anche la stazione di Olmeto del buon Marco) e mi inserisco nella discussione; oltretutto abitando a Osimo (An) ho percepito personalmente l'evento di Recanati.
Allora, mi permetto di dissentire da quanto affermato da Marco (ternano) sulla questione ipocentrale.
E' sin troppo ovvio che un terremoto superficiale, quantomeno compreso tra i 2 ed i 15 km di ipo, a parità di magnitudo farà molti più danni di uno profondo. E' questione di meccanica e cinematica, di sollecitazione più forte degli edifici, di dissipazione dell'energia rilasciata dal terremoto e, soprattutto dal tipo dicato onde che arrivano in superficie. 
Faccio esempi concreti: il 4.3 di Recanati, il cui fuoco è stato stimato a 36.5 km di prof, avrebbe DI CERTO, provocato danni se fosse stato superficiale. 
Un conto è avere l'ipocentro a qualche kilometro sotto il sedere un altro a 40...
Ricordo molto bene uno strano evento accaduto l'estate del 2000 a Mercatello sul Metauro, quando un semplice e piccolo...M 2.5 provocò lesioni evidenti in tutto il centro storico. Il fuoco era appena ad 1km di Z.
Di esempi così ne potrei enumerare migliai di migliaia.
Non vorrei essere presuntuoso, ma il concetto è abbastanza semplice e poco discutibile in qusto senso.
Se poi vogliamo prendere ad esempio un magnitudo 7, che sia a 10 o a 40 km di profondità, bhè questo cambierà poco le cose ahimè.
Quanto alle onde L ed R, vorrei precisare che ambedue sono onde superficiali, che si distinguono, per il loro tipo di trasmissione e non perchè siano ondulatorie o sussultorie. Anzi, entrambe vengono percepite in modo ondultatorio e sono quelle che noi tutti percepiamo quando  l'epicentro è distante, altrumenti sentiremmo solo quelle "sussultorie" che invece sono date dalle onde P (primarie) o in pochi casi S (econdarie). LQ ed LR  sono le cosidette Onde Terze di una fase sismica.
E sono le più distruttive proprio perchè si propagano sulla superficie ed in modo di "taglio" e per la loro naturale frequenza (bassissima) sono quelle che entrano in migliore risonanza con i periodi edifici e che subiscono la maggiore amplificazione di sito per la natura dei terreni.

E' poi arcinoto che i grandi terremoti litosferici, cioè quelli della litosfera, o quasi al limite del mantello, dovuti alla subduzione tra le plache, sono sì di grande magnitudo, ma in superifcie non provocano poi troppi danni. Anche perchè le onde dopo 700km di "viagio" subiscono una naturale attenuazione....
Prendete ad esempio l'evento di M 7.6 di qualche giorno fa nella Siberia orientale. Ipocentro a 33 km. A parte che la zona è disabitata, pensate cosa sarebbe successo se fosse stato a 8-10...
Ricordate cosa successe ad Izmit, in Turchia nel 1999???
Ultima annotazione sulla sismicità italiana.
Tutto ciò che è appenninico è di natura distensiva. Vedasi i grandi bacini di Garfagnana, Gubbio, Val Tiberina, Norcia e via dicendo scendendo...
Quella adriatica è invece compressiva per via del'azione indotta dalla microplacca adriatica, che fa parte dell'Africana, più che per l'effeto della "rotazione" dell'asse italico. Ed infatti le faglie off shore del Gargano e del Conero sono dei classici "thrust".
Spoleto. Il sovrascorrimento è noto da tempo, ma anche qui dissento sulla compressione.
L'analisi delle migliaia di eventi della sequenza dei mesi scorsi ha dimostrato, al contrario, un meccanismo focale normale - distensivo orientato nord-ovest / sudest  con immersione non troppo inclinata a sudovest, quindi "appenninico.
Anche se non è da escludersi una componente transcorrente forse originata da un'altra faglia minore trasversale, che si interseca proprio nella zona epicentrale di Eggi-Sant'Anatolia.
Questo spiega la varietà ipocentrale (pachetti superficiali e pacheti profondi).

Lungi da me innescare polemiche, che comunque sono sempre produttrici di interessante dibattito, ho solo voluto portare un piccolo contributo in questo argomento.

Saluti
Francesco


