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marvel
Sab 14 Nov, 2009 19:46

Re: I realisti sul Global Warming
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[quote user="burjan" post="137248"]
Finalmente, il Re comincia a spogliarsi.  :D 

Allora, la partita è politica. Diciamolo forte e chiaro, che è meglio. 

Carissimo, pensi proprio che le lotte contro l'inquinamento da idrocarburi nelle città, la distruzione degli ecosistemi, la tutela delle popolazioni più a rischio e investimenti per uno sviluppo meno inquinante, da noi e nei paesi poveri, si possano ottenere senza rischiare di comprimere le libertà di mercato ed introdurre non elementi di socialismo reale, ma reali controlli della sovranità popolare sui processi di produzione, anche a carattere sovranazionale?

Solo la funzione sociale legittima la proprietà privata. Lo dice l'art. 41 della Costituzione italiana.

Non parliamo dell'URSS, nessun regime è stato ecologicamente omicida come quello sovietico, il più industrialista mai apparso nella storia. 

Ma difendo, strenuamente difendo il mio e di altri diritto a sostenere che uno stile di vita "sobrio" sia UN VALORE IN SE'. Non da imporre con la forza, ma con le battaglie sui valori, condotte coi metodi della democrazia e della cultura.  

Nelle democrazie moderne, il "pendolo" oscilla normalmente fra fasi di maggiore statalismo e controllo sociale sull'economia e fasi più liberiste. 
Si rompe questo salutare ciclo riequilibratore, delegittimando le forze socialiste, socialdemocratiche e anche ecologiste con aggettivi quali "illiberale" o "di estrema sinistra". E qui mi fermo con la politica, sono andato anche troppo avanti. 

Come diceva il buon vecchio Karl, dietro le sovrastrutture ideologiche e le apparenti oggettività scientifiche ci sono sempre le convenienze economiche, l'appartenenza di classe, le preferenze individuali più profonde di ciascuno di noi. 

Sono felice che questa discussione ne sia una ulteriore prova.  :inchino: 

P.S. Il sistema delle quote è una porcata. D'accordo.[/quote]

Beh, non me ne volere, ma ho sempre dichiarato di essere un animale apolitico, ma questo non significa che io sia privo di valori, di cultura politica e capace di valutare e giudicare tra le ideologie, i programmi e i valori delle varie fazioni. 
Questo, però, non significa che io e voglia fare del tema ecologico una questione politica, anzi, la mia apoliticità è dovuta essenzialmente a fatto che non mi riconosco in nessuna parte politica italiana e credo che la politica italiana non sia mai stata in grado di dare risposte in tal senso.  8)) 
Sono d'accordissimo con te quando dici che le lotte contro l'inquinamento, la distruzione degli ecosistemi, la tutela delle popolazioni rispetto ai rischi, ecc, si possono ottenere solo dando delle regole ai produttori e quindi anche al libero mercato, proprio come lo si dovrebbe fare per garantire i diritti dei lavoratori (che rappresentano solo una parte dei diritti dell'uomo, ma questo è un altro discorso) e dei consumatori!
E secondo me questa battaglia, oltre che con le regole, la si potrebbe vincere sfruttando proprio ciò che condiziona maggiormente il mercato libero, cioè il consumatore!  ;) 
Noi consumatori dovremmo premiare certi comportamenti/prodotti e punirne altri, noi dovremmo essere messi in condizione di poter scegliere quali produttori stanno seguendo la strada migliore e quali stanno agendo contro noi stessi e il pianeta. Questa è davvero l'arma vincente.
Il problema mi dirai, è che tra la popolazione non c'è ancora una cultura di valori che spingano in questa direzione.
Per quanto mi riguarda sto cominciando a premiare (spendendo di più di tasca mia) le aziende che producono biologico, e noto che il settore sta crescendo e che i prezzi iniziano a scendere. Inoltre sempre più aziende stanno passandoal bio.
Certo, non è ancora sicuro al 100%, ma lavoriamoci su perchè lo divenga.  :roll: 

Sono d'accordo anche sul fatto che uno stile di vita, come dici tu, "sobrio" sia un valore e che andrebbe anche proposto come tale, ma io ho un grande "difetto" (tra i tanti, ovviamente ;) ) ed è quello di credere nell'inviolabilità della libertà di ognuno di noi di scegliere come vivere e che cosa fare della propria vita. 

Il limite della nostra libertà, come è noto, è quello di non nuocere a quella dell'altro, per questo credo che sia molto pericoloso estrapolare da teorie scientifiche delle regole per generare delle limitazioni generali che stabiliscano dall'alto qual'è lo standard di vita da tenere e qual'è quello "sbagliato".   :| 
Se passasse l'idea che la CO2 prodotta da uno fa male a tutti gli altri, si rischierebbe di entrare in un vortice pericoloso che, ad effetto domino, si potrebbe estendere a chissà quante altre cose.
(e non è esattamente come il divieto di fumare nei luoghi pubblici ;) )
Limitare la libertà di qualcuno, per me, è veramente l'ultima soluzione (non contemplo la pena di morte), sul rispettare delle regole comuni sono ovviamente d'accordo, ma che ad ognuno resti la libertà di scegliere che cosa fare nella legalità.  :ok: 

Per quanto riguarda l'oggettività scientifica dissento dalla toria filosofico-sociale di Karl, la vera scienza è libera da qualsiasi condizionamento, purtroppo non sempre lasciano lavorare gli scienziati in pace.

Idem per il mio pensiero, rifiuto qualsiasi condizionamento che sia economico, politico, sociale o religioso...  diciamo che sto alle regole ma rifuggo come la peste incasellamenti, schieramenti e persino abitudini! :P


