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burjan
Sab 14 Nov, 2009 18:18

Re: I realisti sul Global Warming
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[quote user="marvel" post="137230"][quote user="burjan" post="137216"]Io sono totalmente d'accordo con Francesco. 

Minori emissioni di CO2 coinciderebbero in realtà, in gran parte, con minori emissioni di ogni altro agente inquinante; i processi che li producono sono sostanzialmente gli stessi. 

Ri-orientare la nostra società verso produzioni e consumi meno inquinanti, proteggere le foreste, razionalizzare l'energia, ridurre sprechi ed indirizzarsi verso uno stile di vita più sobrio dovrebbero essere successi vissuti come tali da tutti, non solo dai serristi. 

Se Copenaghen andrà bene, avremo tutti da guadagnare.[/quote]

Non credo assolutamente nell'equazione "meno Co2 = meno inquinamento", anche perché si parte già con il piede sbagliato, visto che sono già previsti e già attivi commerci di quote, scambi e quant'altro possa permettere a chi c'ha i soldi di fare ciò che vuole! Tanto che questo meccanismo sta incrementando la delocalizzazione in paesi terzi delle attività più inquinanti! Schifezze degne del più spinto capitalismo! 
Poi mi fa letteralmente rabbrividire la frase "indirizzarsi verso uno stile di vita più sobrio" ... mi fa tanto "bolscevismo"!!! 
Non che io voglia o possa tenere chissà quale stile di vita, per carità, ma non credo spetti a nessuno dirmi quale è il limite per il mio standard di vita (che vogliamo restaurare l'urss?)!
Piuttosto che si incoraggi lo sviluppo di tecnologie meno o non inquinanti, cosicché se uno vuole farsi, ad esempio, un'auto sportiva possa prenderne una elettrica. La Tesla già le produce e sono fantastiche (se potessi mi prenoterei subito la berlina serie S), ma nel resto delle case automobilistiche  si continuano a produrre motori a combustione! Eppure la tecnologia c'é già, costa poco, inquina davvero poco e permetterebbe subito di abbandonare i combustibili fossili (senza dover passare per le varie fasi "spremitasche" Euro 1, 2, 3, 4, 5... ) 
Ma che non si cercasse, come spesso mi é capitato di sentire, di sfruttare l'occasione per ingabbiarci in un regime antiliberale! 
Questo é un rischio, a mio avviso, reale!
(non a caso i partiti ecologisti, spesso e volentieri, sono la facciata di partiti di estrema sinistra)

E poi, ripeto, mi sembra veramente demagogico ed ingenuo basare il proprio consenso verso le politiche per la  riduzione della Co2 emessa, sulla speranza che questo conduca ad altri risultati. 
Non sarebbe invece il caso che si iniziasse a decidere direttamente su come risolvere problemi concreti e maggiormente inquadrabili come l'inquinamento da idrocarburi nelle città, la distruzione degli ecosistemi, la tutela delle popolazioni più a rischio e investimenti per uno sviluppo meno inquinante, da noi e nei paesi poveri? Senza disperdere inutilmente risorse (questo si che sarebbe anti-ecologico) per combattere un pericolo non certo?
Perché invece ci si vuole girare tanto intorno?
Chi non ci guadagnerebbe abbastanza?
Scienza (una parte del mondo scientifico) e politica diventano un'accoppiata molto pericolosa nel momento in cui, come sta succedendo ormai da tempo, ci sono continue ingerenze dell'una nell'altra e reciproche autolegittimazioni! 
Un po' come unire sotto un unico dominio potere esecutivo e giudiziario... ora si sta cercando di ottenere anche quello legislativo (trattati)! 

Questa cosa é grave e pericolosa per tutti, anche per l'ambiente, dato che si vuole agire senza "sapere"![/quote]

Finalmente, il Re comincia a spogliarsi.  :D 

Allora, la partita è politica. Diciamolo forte e chiaro, che è meglio. 

Carissimo, pensi proprio che le lotte contro l'inquinamento da idrocarburi nelle città, la distruzione degli ecosistemi, la tutela delle popolazioni più a rischio e investimenti per uno sviluppo meno inquinante, da noi e nei paesi poveri, si possano ottenere senza rischiare di comprimere le libertà di mercato ed introdurre non elementi di socialismo reale, ma reali controlli della sovranità popolare sui processi di produzione, anche a carattere sovranazionale?

Solo la funzione sociale legittima la proprietà privata. Lo dice l'art. 41 della Costituzione italiana.

Non parliamo dell'URSS, nessun regime è stato ecologicamente omicida come quello sovietico, il più industrialista mai apparso nella storia. 

Ma difendo, strenuamente difendo il mio e di altri diritto a sostenere che uno stile di vita "sobrio" sia UN VALORE IN SE'. Non da imporre con la forza, ma con le battaglie sui valori, condotte coi metodi della democrazia e della cultura.  

Nelle democrazie moderne, il "pendolo" oscilla normalmente fra fasi di maggiore statalismo e controllo sociale sull'economia e fasi più liberiste. 
Si rompe questo salutare ciclo riequilibratore, delegittimando le forze socialiste, socialdemocratiche e anche ecologiste con aggettivi quali "illiberale" o "di estrema sinistra". E qui mi fermo con la politica, sono andato anche troppo avanti. 

Come diceva il buon vecchio Karl, dietro le sovrastrutture ideologiche e le apparenti oggettività scientifiche ci sono sempre le convenienze economiche, l'appartenenza di classe, le preferenze individuali più profonde di ciascuno di noi. 

Sono felice che questa discussione ne sia una ulteriore prova.  :inchino: 

P.S. Il sistema delle quote è una porcata. D'accordo.


