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marvel
Sab 17 Ott, 2009 10:26

Le notizie non dette sul freddo di questi gg - record ed altro... ancora
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[color=red][b]Mittle Europa imbiancata[/b][/color]

L'ondata di maltempo e freddo non ha colpito solo l'Italia ma anche buona parte della Mittle Europa. Le gelide masse d'aria discese dall'artico, hanno infatti provocato abbondanti nevicate in Polonia nonchè in Repubblica ceca e Slovacchia, creando non pochi disagi alle popolazioni locali. Lunghe colonne sulle autostrade attorno a Brno, elettricità interrotta in alcuni paesi della Polonia. Neve che non ha risparmiato nemmeno Dresda, Monaco, Vienna, Praga, tutte piombate in un paesaggio dal sapore natalizio. Apporti più ingenti in altura ove il manto nevoso fresco ha raggiunto gli 80/100 cm sulle Alpi Austriache, 30/50 cm sui monti cechi e polacchi nonché tra 5/15 cm sui Balcani e Carpazi.

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Neve, gelo e [u]nuovi record storici [/u](Europa)[/b][/color]

Se fossimo dicembre l'alba odierna passerebbe QUASI nell'anonimato; il fatto è che siamo solo al 15 ottobre e che in molte località i termometri sono letteralmente precipitati. In Danimarca raggiungi i -6°C in pianura (Karup), in Belgio i -2°C, in Francia toccati i -4°C a Vichy, i -3°C a Troyes, i -5°C a Nevres (176m slm) e i -2°C a Mtez. In Germania colonnina a -3°C a Friburgo, -2°C a Francoforte, -18°C sul Zugspitze. In Austria -14°C a Sonnblick. In Svizzera -18°C a Jungfraujoch, -13°C a Saentis, -8°C a Davos, -2°C a Zurigo e Berna. In Jugoslavia -4°C a Sarajevo ([b]nuovo record storico[/b]) e 0°C a Mostar. In Slovenia -2°C a Lubiana (eguagliato il [b]record[/b]), Dubrovnik 6°C ([b]record[/b] eguagliato). A Queste temperature fanno da sfondo nevicate a Salisburgo, Graz, su gran parte della Polonia meridionale, sulla Baviera orientale e in Repubblica Ceca. A Praga la neve cade mista a pioggia. 

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Freddo polare su Europa ma anche sul continente nordamericano [/b][/color]

La miccia polare alla fine è esplosa, divorando un'improbabile estate e travolgendo [b]record[/b] storici; dagli Stati Uniti all'Europa [b]è il trionfo del freddo fuori stagione[/b]. In Montana [b]un'irruzione artica senza precedenti [/b]ha prodotto nuovi record storici di freddo: Missoula -13°C (precedente -5.6°C, 2002), Kalispell -17°C (precedente -10°C, 2002), Butte -14°C (precedente -12°C, 2008), Billings -10°C (precedente -6°C, 1959). A Minneapolis il 13 ottobre sono caduti 6cm di neve, 1cm in più rispetto al record del 1959. Il gelo degli ultimi giorni a distrutto interi raccolti di patate tra Montana, North Dakota e Manitoba. A Calgary (Canada) il 13 ottobre si sono toccati i -16.1°C, [b]il precedente record di -13.3°C risaliva al lontano 1928[/b]. A Banff (Manitoba) si sono toccati i -22°C, valore che si scosta dal precedente record assoluto di ben 8°C! [b]In Austria le nevicate delle ultime ore risultano essere le più precoci da quando vengono effettuate osservazioni meteorologiche sistematiche[/b]; il precedente record, risale al periodo 20-24 ottobre 2007. A Vienna si è passati dal record assoluto di caldo del 7 ottobre scorso, 28.9°C, ad una massima di appena 5°C. In Polonia la neve ha ricoperto Varsavia e Cracovia, dove [b]una precipitazione solida di questa entità in ottobre non si vedeva da decenni[/b]. Sempre in Polonia una tempesta di vento, neve, grandine e pioggia ha lasciato senza luce 40.000 persone. [b]Sulle Alpi settentrionali la neve caduta negli ultimi 2 giorni risulta essere la più abbondante degli ultimi 25 anni[/b]: 75cm a Kaprun, 135cm a Stubai, 40cm a Moltal, 90-150cm a Saas Fee. In Finalndia, in località Ruka, la stagione sciistica è già cominciata grazie a nevicate precoci e a temperature di 4-6°C inferiori alla media stagionale. [b]Sarajevo si è portato a soli 3°C dal record assoluto di Ottobre[/b], [b]così come Helsinki e Stoccolma, mentre Tirana non lo ha battuto per un grado[/b]. [u][b]Su Scandinavia, Paesi Baltici e Danimarca dal 1° ottobre ad oggi si sono osservate anomalie negative tra i -2 e i -5°C, con punte di -6°C in Lapponia; in quasi tutti gli Stati Uniti, invece, tra i -4 e i -8°C, con punte di -12°C tra Montana e Wyoming[/b][/u]. 

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Groenlandia-Scandinavia-Islanda: freddo anomalo[/b][/color]

Finlandia centro settentrionale. Negli ultimi giorni nevicate abbondanti e temperature molto basse

Di solito sono le vittime preferite del Global Warming, stavolta, invece, si aggiudicano la prima pagina del nostro giornale grazie al freddo. Stiamo parlando di Islanda, Groenlandia e Scandinavia, dove nelle ultime due settimane si sono registrate temperature ben al di sotto della media stagionale. Non stiamo parlando di scarti di 1-2°C, bensì di 4-6°C, con punte prossime ai -8°C in numerose aree della Groenlandia orientale e dell'Islanda. [b]Il freddo fuori stagione, accompagnato da abbondanti nevicate e vere e proprie tempeste di vento, compensa le marcate anomalie positive che ormai da 20 giorni gravano sull'Europa centro meridionale. Anzi, possiamo tranquillamente affermare che queste ultime sono figlie del grande gelo che imperversa sui Paesi Nordici. L'estrema intensità del vortice polare, infatti, unita alla sua scarsissima attività meridiana, 'risucchia' il getto subtropicale trascinandolo fin sulle medie latitudini. [/b]Ma vediamo i numeri salienti di questo clamoroso inverno anticipato.:

A un certo punto il Vortice Polare decise si piazzarsi sul Mare di Barents e da lì non si mosse (quasi) più. Possiamo riassumere a mò di novella le condizioni sinottiche che hanno prodotto, a partitre dal 25 settembre, pesanti anomalie negative su Islanda, Groenlandia e Penisola Scandinava. Negli ultimi giorni, in particolare, l'offensiva artica ha toccato livelli davvero degni di menzione. Partiamo dalla Groenlandia orientale; nella terra di Erik il Rosso (allora conosciuta come “terra verde e rigogliosa”) tra il 1° e il 5 ottobre si sono registrati scarti prevalentemente negativi. A Tasiilaq le massime sono sempre risultate inferiori alla media stagionale, palesando uno scarto di -3°C; a Ittoqqortoormiit il 5 è stato battuto il record giornaliero di freddo, mentre a Summit si sono toccati i -45°C il 5, i -46°C il 4, i -43°C il 2 e il 3 e i -41°C il primo ottobre. Sempre per quanto riguarda Summit le massime, nel periodo in oggetto, hanno toccato: -33°C, -35°C, -36°C, -38°C e -41°C. Complessivamente la stazione, localizzata nel cuore del plateau, ha messo a segno un'anomalia negativa di ben 9°C!

In Islanda il gelo artico ha trascinato al ribasso tutti i termometri, producendo anche abbondantissime nevicate. A Reykjavik il 4 e il 5 ottobre sono stati battuti due record di freddo relativi agli ultimi 10 anni (-3°C di minima), mentre lo scarto complessivo ha raggiunto i -2°C. Ancor più significativi i dati relativi ad Akureyri, città posta in nel nord dell'Isola all'interno di uno spettacolare fiordo. Le massime si sono scostate dalla media di -4.4°C, mentre le minime di -3.5°C; il 4 ottobre durante la notte sono stati raggiunti i -8°C. Per quanto riguarda la Scandinavia citiamo 3 località: Tromso (Norvegia), Kiruna (Svezia) e Muonio (Finlandia). [b]A Tromso la media dei primi 5 giorni di Ottobre è stata -1.2°C per le minime e 4°C per massime, rispettivamente a -4°C e -3°C dalla media[/b]; a Kiruna lo scarto complessivo si è attestato intorno ai -3.5°C, mentre a Muonio sui -4.5°C. Nell'ultima località citata il 3 ottobre si sono toccati i -11°C di minima. [b]Sicuramente degni di nota, infine, i -4°C di Helsinki osservati il 3 ottobre; una temperatura che si scosta dalla media di ben 7°C![/b]

[color=red][b]Scandinavia: continua il freddo anomalo[/b][/color]

Gli Stati scandinavi continuano a sperimentare condizioni climatiche tardo-autunnali se non addirittura invernali. Il tutto a causa della reiterata azione di un profondo vortice artico tra Mare di Barents ed isole della Nuova Zemlja. Quest'ultimo pilotando numerosi fronti freddi verso Sud, ha depresso i termometri a tal punto da produrre anomalie anche di -5/-6°C. Gli effetti di questo anomalo raffreddamento hanno raggiunto l'apice proprio con ottobre, facendo dei primi 13 giorni del mese uno degli esordi stagionali più freddi degli ultimi anni. Oltre al numero di gradi al di sotto della media, ciò che colpisce di più è la durata del freddo anomalo: 16 giorni. Un risultato più che positivo se pensiamo che la Scandinavia è tra le zone al mondo più esposte ai cambiamenti climatici. Quando sta succedendo sul Nord Europa dimostra, ancora una volta, la stretta correlazione tra gli indici AO/NAO e il clima del Vecchio Continente.
Dal 1° al 13 ottobre la Penisola Scandinava ha registrato temperature ben al di sotto delle medie stagionali, mettendo a segno anomalie complessive anche di -6°C. L'attuale fase fredda, cominciata all'incirca il 27 settembre scorso, è stata provocata da un deciso decadimento dell'Arctic Oscillation (fino a -2.2), cui ha fatto da sfondo un moderato calo della NAO (tra -1 e -1.5). I due indici sono stati 'sollecitati' dalla formazione di un'area depressionaria tra Isole Svalbard e Nuova Zemlja e dal forte raffreddamento occorso sulla Groenlandia (fino a -50°C il 6 ottobre). A tutto questo si è aggiunto uno strutturato bloking anticiclonico sul nord Atlantico. Le grandi irruzioni fredde sulla Penisola Scandinava (e sull'Europa continentale) hanno quasi sempre coinciso con picchi negativi degli indici AO e NAO, dimostrando come siano le oscillazioni artico-atlantiche i veri aghi della bilancia del nostro clima.
Ma vediamo qualche numero dell'attuale offensiva artica sulla Scandinavia che, lo ricordiamo, è una delle zone del pianeta più reattive ai cambiamenti climatici. [b]Ad Helsinki la media delle temperature minime dal 1° al 13 ottobre è stata di 0°C, a -3°C dal valore mensile e a circa -6°C dalla normale della prima decade.[/b] Le massime, invece, si sono scostate negativamente di circa 2°C [b](-4°C rispetto alla media decadale). [/b]Su 13 giorni di osservazione ben 10 hanno palesato valori al di sotto della normale climatica. A Sodankyla (Lapponia), l'anomalia realtiva alle temperature minime ha raggiunto i -2.7°C grazie ad una media di -6.7°C [b](fino a -4°C sulla prima decade). [/b]Per quanto riguarda le massime, invece, lo scarto negativo è stato di poco inferiore ai 2°C. Spostandoci in Svezia le cose cambiano di poco: a Stoccolma al 1° ottobre ad oggi si sono contati 6 giorni di gelo, con l'88% delle notti al di sotto della media. [b]L'anomalia complessiva supera i -4°C [/b][b] (fino a -6°C sulla prima decade), [/b]mentre per le massime raggiuge i -2°C. Ad Oslo, infine, scarto negativo di 2°C per minime e di circa 1°C per le massime col 70% dei giorni sotto la normale climatica. Nelle ultime 96h sono stati raggiunti estremi termici importanti in Lapponia (-20°C), nel Finnmark (-16°C) e nel Norrbotten svedese (-14°C).


[color=red][b]Settembre, Africa sahariana: piogge fino al +300% [/b][/color]

L'NCEP del NOAA ha reso noti i dati relativi alle piogge sul Nord Africa nel mese di Settembre. Tra Marocco e Algeria (Atlante Sahariano-Grand Erg occidentale) caduti dai 50 ai 100mm, con [b]anomalie precipitative fino al +300%[/b]. Stessi valori osservati anche sulla Tunisia centro-meridionale. Su tutta l'area osservate temperature ben al di sotto della media: dai -1°C ai -3°C in Tunisia, dai -1°C ai -4°C tra Marocco e Algerina, con punte di -5°C a sud dell'altopiano del Chott. 


[color=red][b]+400% di pioggia sulla Sicilia (Settembre)[/b][/color]

I dati ISAC riepilogativi della anomalie pluviometriche di Settembre, evidenziano una distribuzione assai irregolare e controversa sul nostro Paese. E' piovuto più del normale su buona parte del Sud e delle Isole, con un surplus pluviometrico di oltre il [b]+400% sulla Sicilia [/b]centro-occidentale e di oltre il 300% sulla Sardegna meridionale. Decisamente più secco al Centronord, in particolare tra Toscana, Marche e Romagna, dove il deficit pluviometrico supera il 50%. 


[color=red][b]Uragani: mai così pochi dal 1997 (Atlantico )[/b][/color]

Grazie a El Nino, la stagione 2009 degli uragani in Atlantico è stata la più tranquilla da 10 anni a questa parte. Nel picco della stagione – dal tardo Agosto alla metà di Ottobre – il bacino Atlantico-Caraibico ha visto appena 2 uragani ed un totale di 8 tempeste tropicali. Il fenomeno de El Nino ha giocato un ruolo fondamentale quest’anno, a detta degli esperti, nel sopprimere gli uragani in Atlantico. Se la stagione finisse oggi (in realtà chiuderebbe a Novembre inoltrato), sarebbe quella con [b]il minor numero di eventi dal 1997[/b]; in particolare, l’ultima volta che si verificarono soltanto due uragani fu nel 1982.

3bmeteo.com


