https://www.lineameteo.it/viewtopic.php?f=22&t=6926&p=131770#p131770
-----------------------------------
icchese
Ven 02 Ott, 2009 16:32

Re: Grazie Boschi.......
-----------------------------------
[quote user="and1966" post="131732"]
Effettivamente, il sisma del marzo '98 ebbe Cerqueto di Gualdo come epicentro, mentre quello dell' '84 ebbe Monte Urbino (12 km a SO di Gubbio) come epicentro. Se consideriamo che i sismi di Valfabbrica nell' ottobre '82 erano probabilmente relativi a faglie secondarie (chiedo conforto, in tal senso, a Icchese e Federico  :D ), restano "scoperti" proprio i km che separano le due località citate per prime (20/25 km in linea d'aria, non pochi se li si considera facenti parte di un' unica faglia). Ricordando che a Branca e dintorni vi sono pure cavità nel sottosuolo derivanti dall' estrazione di lignite (proseguita fino al dopoguerra, ed il cui imbocco è a 500 mt dall'ospedale....), tali cavità possono avere ripercussioni su sismi ? E tale tratto puo' essere a rischio ? E la piana alluvionale Chiascio/Saonda farebbe da smorzatore o amplificatore ?? (oppure dico una marea di caxxate ?  :oops:  :oops: ).
Grazie e  :bye:[/quote]

Per rispondere a Fede, la notizia riportata da Boschi ultimamente sulla possibilità che l'alta valle del Tevere possa essere interessata in un futuro non troppo lontano da una scossa sismica importante, non è uno scoop dell'ultima ora, ma è una prospettiva nota da almeno un decennio. Infatti in quelle aree sono stati effettuati studi di microzonazione sismica e vulnerabilità degli edifici, come ad esempio per il centro storico di Città di Castello.

Sulla possibilità che Branca di Gubbio possa essere la zona epicentrale di un futuro forte terremoto sono piuttosto scettico. Non si ha storicamente traccia di eventi simili. I terremoti di Gualdo Tadino e di Monte Urbino sono legati a due faglie differenti che non hanno un punto di contatto nella zona di Branca. Le gallerie della miniera di lignite credo che ormai si siano completamente richiuse e non possono rappresentare un problema per la zona. I sedimenti fluvio -lacustri che riempiono il tratto di valle citato, non hanno spessori rilevanti e pur amplificando l'onda sismica non presentano caratteristiche tali da dare origine a liquefazioni. Inoltre basta adeguare i criteri progettuali a tali tipi di terreni e si dovrebbe dormire tranquilli.  :bye:


