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marvel
Sab 11 Apr, 2009 11:33

Re: L'Aquila: c'è chi aveva previsto tutto?
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Il sismologo: c'è da aspettarsi altre scosse, è un comportamento classico degli Appennini

ROMA (10 aprile) - Thomas Brown, sismologo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dice che dopo una scossa di magnitudo 6 ci sono necessariamente scosse di magnitudo 5 e magnitudo 4, che possono riprodursi a distanza di mesi: «È una sequenza che si ripete». Brown spiega che «le repliche continuano», che «c'è da aspettarsi altre scosse», e che «per gli Appennini è abbastanza normale ed è un comportamento classico». 

Il fattore 8 non applicabile a L'Aquila. La spiegazione della successione 6-5-4 nella magnitudo delle repliche viene data dal cosiddetto "fattore 8", ovvero di un modello (non applicabile al terremoto de L'Aquila) secondo cui le scosse successive alla principale si ripetono in una scala che moltiplica il grado della scossa per 8 (come terremoti che hanno avuto una magnitudo 7 e poi una cinquantina di scosse al grado inferiore e così via). 

A proposito delle faglie, dice Brown, «tutto l'Appennino ne è pieno: si tratta di strutture già rotte in passato e se dovessero esserci più faglie non è niente di particolare perchè [b]lo sforzo cerca di prendere la faglia più debole che si riattiva[/b]». Secondo Brown il terremoto de L'Aquila potrebbe essere considerato simile a quello di Assisi-Colfiorito del 1997 dove le scosse si sono protratte per 6 mesi a differenza di quello del Molise del 2002 che ha avuto una durata più breve.

Da [i]il Mattino[/i]


