Ed ora veniamo all'
analisi delle temperature a 850 hPa, fonte Snow96.
Ho analizzato tutte le carte di temperatura a 850 hPa di Wetterzentrale, dal 1° dicembre 1950 al 20 marzo 2010, con la seguente metodologia.
Giorni: 1-10-20 dicembre, 1-10-20 gennaio, 1-10-20 febbraio, 1-10-20 marzo di OGNI ANNO.
Temperatura rilevata
sulla verticale dell'Isola d'Elba. Perché? Perché è univocamente identificabile sulle mappe ed è alla latitudine di Foligno.
Se il punto prescelto si trovava sull'isoterma, prendevo l'isoterma di riferimento. Se si trovava fuori dall'isoterma, dividevo l'intervallo in 4 parti. Al 1° quarto assegno l'isoterma inferiore, al 2° e 3° quarto l'isoterma centrale (non marcata), al 4° quarto l'isoterma superiore. In caso di aree molto vaste, superiori ai 200 km, prendevo l'isoterma centrale della fascia (es.: fascia 0/+2 > +1).
Si tratta di un totale di
720 dati su un intervallo temporale di 60 anni.
Per ciascun anno ho poi calcolato la media. Ovviamente tutti i dati sono in un file excel che utilizzerò per ulteriori analisi, soprattutto sull'andamento delle temperature nei periodi estremi dell'inverno nei vari anni e sull'oscillazione delle stesse nell'ambito dello stesso anno.
Ma soffermiamoci sulle medie. Il metodo di rilevazione
non è ovviamente esente da errori, ma essendo gli errori casuali, su un numero sufficientemente grande, si compensano. La loro somma è uguale a zero. Inoltre il risultato è talmente univoco che gli eventuali errori casuali non possono modificarne il concetto.
Il risultato è questo:
E' di nuovo evidente, se mai ce ne fosse bisogno, di come un primo scarto avvenga già negli anni '70, ma in particolare nel
fatidico 88-89, che da sempre identifico come la "rottura del giocattolo".
Da quell'anno in poi i valori minimi si portano ostinatamente sopra a +1° di media, per poi scendere al di sotto in maniera del tutto occasionale. Ma soprattutto i valori massimi raggiungono picchi di 1° superiori a quelli dei 40 anni precedenti! E non venite a dirmi che le date prescelte hanno un bias di qualsiasi tipo.
Attenzione! Queste non sono le medie ufficiali delle annate considerate, sono le medie scaturite dalla mia analisi statistica. La fonte dei dati è però omogenea per distribuzione e modalità, per cui non possono essere considerate come valori assoluti, mentre sono valide come valori di confronto!
Non posto il file excel, perché sarebbe illeggibile, ma vi garantisco che serie tanto lunghe di
HP (o se volete, parentesi tanto brevi di
LP) non ve ne sono prima di quella fatidica data. E le lunghe serie di
HP determinano alti valori termici in aria libera. E poche precipitazioni.
Dopo il 1969/70 nessun anno ha avuto media negativa. Prima del 1988/89 nessun anno ha avuto media superiore ai 3°.
Tornando sul discorsivo: in questo lavoro da amanuense (praticamente non ci vedo più!) ho incontrato le "scaldate" di anni fa, c'erano. Si che c'erano, anche intense, ma più saltuarie. Ho incontrato anche le freddate degli anni recenti. Anche intense, ma più saltuarie.
Scorrendo le mappe, osservando i colori e la forma delle figure bariche, il nuovo corso è drammaticamente evidente. Il giallo sostituisce gradualmente il verde.
Quindi, per concludere, e considerando i dati di accumulo nivometrico e i valori termici mostrati nella prima parte del thread,
confermo con assoluta certezza (e stavolta dati alla mano), che nel periodo '70-'90 gli inverni del centro Italia (ma quelli di tutta l'Italia) erano più freddi, più dinamici e più nevosi e che la nevosità oltre i 1000 m e la durata del manto erano decisamente maggiori.
Vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno? Dall'88 a oggi la situazione è stabile o in moderatissimo calo.
Domani farò altre analisi su questa enorme mole di dati. Seguitemi!