Il problema non è l'innalzamento dell'ITCZ, che non sta manifestando affatto questa tendenza.
E' uno spauracchio che la gente tira fuori di continuo, ma che in realtà fa parte, anch'essa, di una normale oscillazione.
Casomai la tendenza degli ultimi 2-3 anni è, e vi sembrerà difficile crederlo, l'abbassamento verso sud del fronte polare!
Fatene una domanda e ponetela a Guidi all'evento del del 25!

Insomma, c'è gente che vede in oscillazioni, tendenze per il futuro, ma trattasi di normali oscillazioni che hanno sempre caratterizzato la circolazione atmosferica, e sempre lo faranno.
Che si tratti di El Nino, dell'anticiclone africano, dello zonale o dei flussi meridiani, il tutto si alterna con prevalenze dell'uno o dell'altro, in una ciclicità complessa e composita che, comunque, difficilmente ripresenterà situazioni perfettamente sovrapponibili con altre del passato.
Il problema è che la mente umana tende a voler inquadrare e "mediare" le cose.
Non è una siccità di qualche anno a dirci che ci desertificheremo, non è l'eccessiva piovosità di qualche anno a dirci che ci tropicalizzeremo, non è il freddo di qualche annata a farci gridare alla glaciazione, così come NON esiste il TIPICO clima Mediterraneo. Non è affatto detto che quello che abbiamo vissuto nei primi 18 anni di vita debba essere il clima "tipo" delle nostre zone, come non è affatto detto che debba esserlo quello che hanno vissuto i nostri nonni per gran parte della loro vita.
(Ho per le mani un bellissimo lavoro di ricerca sul clima dell'Umbria (in particolare sulla Valle Umbra) nei secoli (millenni) passati che presto vi riassumerò, che ci fa capire davvero tante, ma tante cose!
)
Una volta si prevede la glaciazione (anni '70), una volta la desertificazione (anni 90), una volta la tropicalizzazione (anni 2000)... insomma, prima impareremo che il clima ha delle ciclicità (in realtà è fatto dalle ciclicità) di breve, medio e lungo periodo, e prima capiremo a non estremizzare sempre, gridando al lupo al lupo di continuo.
