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Meteocafè - Verso il disastro



DragonIce [ Dom 16 Set, 2007 23:27 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
Si però bisogna trovare una via di mezzo tra catastrofismo e menefreghismo.. tutto qui..


burjan [ Dom 16 Set, 2007 23:45 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
Io non sono catastrofista.

Ho solo detto, con termini vivaci, quello che dice questo qui.

http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=16282

Poi abbiamo cominciato a parlare dei massimi sistemi.


zerogradi [ Lun 17 Set, 2007 08:18 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
burjan ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Io non sono catastrofista.

Ho solo detto, con termini vivaci, quello che dice questo qui.

http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=16282

Poi abbiamo cominciato a parlare dei massimi sistemi.


No dai, pallucca (Autore) nooooooooooooooooooo!!!!!!!!


mausnow [ Lun 17 Set, 2007 11:59 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
burjan ha scritto: [Visualizza Messaggio]
In ogni caso va bene, prendo atto che nessuno è preoccupato e che non ci sono problemi; presto torneranno neve e piogge in quantità. Tutto va bene, madama la marchesa. Capisco che nessuno di noi vuol perdere il proprio giocattolino, ma il giocattolino è rotto e quella che una volta era una passione si sta trasformando, giorno per giorno, nella cronaca di una enorme disgrazia. Io preferisco passare da Cassandra che chiudermi gli occhi, fate voi.


Ma perché estremizzare così i punti di vista? "Giocattolino"? Eh, no... Non è molto rispettoso parlare così.
Cerchiamo di moderare i termini, per favore.
Io so di non avere molta competenza e molti dati su cui ragionare, non siamo messi bene e nessuno lo nega, altrettanto tuttavia non so su quali basi si possa dire che la situazione così com'è non potrà far altro che peggiorare all'infinito.
Qui non è questione di "giocattolini": dell'attuale (ATTUALE!...) situazione siamo TUTTI preoccupati, sia che crediamo che la causa sia imputabile solo all'influenza umana oppure che ipotizziamo la ciclicità naturale degli eventi climatici.
Allora, anziché alzare gli steccati, cerchiamo di ragionare sulle soluzioni. Ve ne sono?

Si vuole, si pretende che la Natura sia tenuta a pareggiare il conto dei nostri scellerati sprechi?
Bene, allora diamogli una sveglia, chessò, cospargiamo di ioduro d'argento le nubi, buttiamo il ghiaccio secco dagli aerei, bombardiamo gli anticicloni...

Non funziona? No. Allora cerchiamo di essere più "umili", costruiamo una rete di tubature che esporti l'acqua del lago di Garda sulle zone più bisognose. Ardito. Comunque buono per le colture, ma per le falde? Che si studia? Nubi artificiali? Depressificatori atmosferici? Importazione del ghiaccio antartico sugli Appennini?
... no, eh?

Adattamento è la parola d'ordine, volenti o nolenti. Ridurre tutti gli sprechi e santificare ogni goccia d'acqua, ma che comincino a farlo soprattutto le industrie, sennò... 'nti corb***i !!!! che io ci sto attento e che i grossi consumatori di potabile fanno quello che tubo (appropriato!) gli pare. E che si turino 'ste dannate falle degli acquedotti!...

Continuare a perseguire l'obiettivo dell'eliminazione della Co2 ??
Sacrosanto obiettivo, che non so quanto ci verrà a costare in termini di eco-tasse e via dicendo, ma un giorno si scoprirà che deve essere eliminata anche quella prodotta dai vulcani...
Quando saremo riusciti ad eliminarla totalmente e la temperatura globale continuerà a salire, spero che mi sia permesso di sbellicarmi dalle risate, se la gola non sarà troppo secca, così come mi sbellicherò anche nel caso che la fase calda terminasse ben prima dell'avvenuta riduzione degli inquinanti.

Cinghia, ragazzi... e ci vorrebbe una maggiore elasticità nelle colture... Quello che è vero oggi può non esserlo più l'anno prossimo e così via.
Tutto questo è fatalismo o rimanere nelle vecchie illusioni? Non mi pare.


andrea75 [ Lun 17 Set, 2007 18:31 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
Sono totalmente daccordo con Mausnow... Luis, stavolta il tuo messaggio proprio non lo condivido, ma non tanto nei contenuti, sui quali alla fine è questione di opionioni, ma sullo spirito col quale l'hai scritto. Una scienza, come la meterologia, scienza rimane. Sia che essa la si studi, che la si viva da addetto ai lavori o da appassionato. Definirla come "cronaca di una enorme disgrazia" mi sembra davvero troppo, fin troppo esagerato.
Capisco le difficoltà nel gestire delle situazioni in cui quello che viene giù dal cielo diventa davvero così importante: la tua passione di "ortobotanico", tanto per fare un esempio, immagino che stia diventando frustrante, ma alla fine penso che il tuo disagio stia davvero andando oltre quello che è la situazione reale attuale.
Stavolta non vado a fondo nei dettagli, cred se ne sia parlato già troppo, e che ognuno abbia espresso la propria opininione in merito alle cause e a gli effetti, ma voglio soffermarmi esclusivamente su quello che ci tiene legati qui: la passione verso una scienza che molti sottovalutano, che non comprendono, che ritengono superflua, ma che ci ha tenuti intere notti attaccatti ad un monitor, che ci ha fatto esaltare anche per un acquazzone di 2 minuti che nessuno aveva previsto o che ci ha fatto fare salti di gioia da bambini dell'asilo per il primo fiocco di neve della stagione.
Io credo che quello che ci sta accadendo in questo mmomento può essere davvero preoccupante, ed è una situazione che merita di certo tutta la nostra attenzione, ma è uno dei tanti aspetti da studiare di questa scienza complessa e difficile da capire, che di certo non può esserci insegnata da un politico o da un climatologo che la interpreta dal canto dei merli e tantomeno un inaffidabile modello a 3 mesi può dirci che ora di buttarci da un ponte.
Caro Luis, io la mia squadra del cuore la posso veder retrocedere, perdere 10 partita di fila, ma la domenica allo stadio vado a tifarla con più entusiasmo di prima!


burjan [ Lun 17 Set, 2007 19:30 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
andrea75 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Sono totalmente daccordo con Mausnow... Luis, stavolta il tuo messaggio proprio non lo condivido, ma non tanto nei contenuti, sui quali alla fine è questione di opionioni, ma sullo spirito col quale l'hai scritto. Una scienza, come la meterologia, scienza rimane. Sia che essa la si studi, che la si viva da addetto ai lavori o da appassionato. Definirla come "cronaca di una enorme disgrazia" mi sembra davvero troppo, fin troppo esagerato.
Capisco le difficoltà nel gestire delle situazioni in cui quello che viene giù dal cielo diventa davvero così importante: la tua passione di "ortobotanico", tanto per fare un esempio, immagino che stia diventando frustrante, ma alla fine penso che il tuo disagio stia davvero andando oltre quello che è la situazione reale attuale.
Stavolta non vado a fondo nei dettagli, cred se ne sia parlato già troppo, e che ognuno abbia espresso la propria opininione in merito alle cause e a gli effetti, ma voglio soffermarmi esclusivamente su quello che ci tiene legati qui: la passione verso una scienza che molti sottovalutano, che non comprendono, che ritengono superflua, ma che ci ha tenuti intere notti attaccatti ad un monitor, che ci ha fatto esaltare anche per un acquazzone di 2 minuti che nessuno aveva previsto o che ci ha fatto fare salti di gioia da bambini dell'asilo per il primo fiocco di neve della stagione.
Io credo che quello che ci sta accadendo in questo mmomento può essere davvero preoccupante, ed è una situazione che merita di certo tutta la nostra attenzione, ma è uno dei tanti aspetti da studiare di questa scienza complessa e difficile da capire, che di certo non può esserci insegnata da un politico o da un climatologo che la interpreta dal canto dei merli e tantomeno un inaffidabile modello a 3 mesi può dirci che ora di buttarci da un ponte.
Caro Luis, io la mia squadra del cuore la posso veder retrocedere, perdere 10 partita di fila, ma la domenica allo stadio vado a tifarla con più entusiasmo di prima!


Aridaje con l'autocoscienza...., si sono depresso, incazzato nero, il mondo mi crolla intorno e proprio l'anno che ho meno tempo dovrei stare sempre lì a innaffiare... d'accordo. Ma non svilite il mio ragionamento, per favore.
Certo che la meteo era e rimane una scienza. Ma non è più, per quanto mi riguarda la scienza dell'allegria. Che sia un gran casino te almeno lo riconosci, altri no e me ne dispiace, eppure basterebbe leggere le carte che ha postato Massy per vedere in che situazione ci troviamo.

Eravamo abituati a vedere tante cose belle che oggi non ci sono più; tutto quello che abbiamo letto sui libri, pensa all'orso russo, scompare giorno dopo giorno. Adesso dovevamo vedere tempeste equinoziali e c'è st'instabilità balorda con la temperatura a 30 gradi e il libeccio a tutta callara.

E' un clima del cavolo per il quale mi sto preparando a disdire l'abbonamento.

Io allo stadio non vado a tifare, ma a divertirmi e tendenzialmente me diverto solo quando vinco. Purtroppo, son fatto così. Non me ne vogliate.


nicola59 [ Lun 17 Set, 2007 19:40 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
burjan ha scritto: [Visualizza Messaggio]
andrea75 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Sono totalmente daccordo con Mausnow... Luis, stavolta il tuo messaggio proprio non lo condivido, ma non tanto nei contenuti, sui quali alla fine è questione di opionioni, ma sullo spirito col quale l'hai scritto. Una scienza, come la meterologia, scienza rimane. Sia che essa la si studi, che la si viva da addetto ai lavori o da appassionato. Definirla come "cronaca di una enorme disgrazia" mi sembra davvero troppo, fin troppo esagerato.
Capisco le difficoltà nel gestire delle situazioni in cui quello che viene giù dal cielo diventa davvero così importante: la tua passione di "ortobotanico", tanto per fare un esempio, immagino che stia diventando frustrante, ma alla fine penso che il tuo disagio stia davvero andando oltre quello che è la situazione reale attuale.
Stavolta non vado a fondo nei dettagli, cred se ne sia parlato già troppo, e che ognuno abbia espresso la propria opininione in merito alle cause e a gli effetti, ma voglio soffermarmi esclusivamente su quello che ci tiene legati qui: la passione verso una scienza che molti sottovalutano, che non comprendono, che ritengono superflua, ma che ci ha tenuti intere notti attaccatti ad un monitor, che ci ha fatto esaltare anche per un acquazzone di 2 minuti che nessuno aveva previsto o che ci ha fatto fare salti di gioia da bambini dell'asilo per il primo fiocco di neve della stagione.
Io credo che quello che ci sta accadendo in questo mmomento può essere davvero preoccupante, ed è una situazione che merita di certo tutta la nostra attenzione, ma è uno dei tanti aspetti da studiare di questa scienza complessa e difficile da capire, che di certo non può esserci insegnata da un politico o da un climatologo che la interpreta dal canto dei merli e tantomeno un inaffidabile modello a 3 mesi può dirci che ora di buttarci da un ponte.
Caro Luis, io la mia squadra del cuore la posso veder retrocedere, perdere 10 partita di fila, ma la domenica allo stadio vado a tifarla con più entusiasmo di prima!


Aridaje con l'autocoscienza...., si sono depresso, incazzato nero, il mondo mi crolla intorno e proprio l'anno che ho meno tempo dovrei stare sempre lì a innaffiare... d'accordo. Ma non svilite il mio ragionamento, per favore.
Certo che la meteo era e rimane una scienza. Ma non è più, per quanto mi riguarda la scienza dell'allegria. Che sia un gran casino te almeno lo riconosci, altri no e me ne dispiace, eppure basterebbe leggere le carte che ha postato Massy per vedere in che situazione ci troviamo.

Eravamo abituati a vedere tante cose belle che oggi non ci sono più; tutto quello che abbiamo letto sui libri, pensa all'orso russo, scompare giorno dopo giorno. Adesso dovevamo vedere tempeste equinoziali e c'è st'instabilità balorda con la temperatura a 30 gradi e il libeccio a tutta callara.

E' un clima del cavolo per il quale mi sto preparando a disdire l'abbonamento.

Io allo stadio non vado a tifare, ma a divertirmi e tendenzialmente me diverto solo quando vinco. Purtroppo, son fatto così. Non me ne vogliate.


A Luisiiiii, non me ne volere, ma la vita non è la meteo, sembra che per te esistano solo piogge e temporali, ci sono cose molto più importanti, come i figli e quindi la famiglia. Se te la prendi in questo modo per un tipo di clima o di tempo che non fa più quello che dovrebbe fare.... allora stai male(senza offesa), lo sai che condivido questa passione da molti anni certo in modo meno maniacale e professionale del tuo, ma sii più positivo.Un grande ciao


Poranese457 [ Lun 17 Set, 2007 21:25 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
Caro Nicola,
Mi sento di difendere luisito non dal punto di vista dei suoi pensieri sull'argomento ma almeno da quello "umano"...
Non me ne voglia il caro Nicola ma il tuo mi sembra un attacco un pò troppo crudo, vabbè ke luisito probabilmente esagera con il rattristamento da meteo ma sono sicuro che non mette questa passione al primo posto della sua personale piramide delle priorità...
Indubbiamente come ogni passione, come ogni amore, come ogni fede, anche la meteo è spesso responsabile di cambi di umore dovuti a "vittorie" o "sconfitte", ma un'attacco così pesante sinceramente... mi sembra troppo!

Leonardo


Icestorm [ Lun 17 Set, 2007 21:34 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
Conoscendo Nicola, ho capito che, nel suo intervento nel quale sono presenti parole a prima vista crude, il suo intervento è solo una esortazione a dar meno peso a questa situazione, a dargli il giusto peso rispetto ad altre situazioni ed a pensarla più positivamente..si colgono infatti tratti del discorso in cui vedo slanci di amicizia, e non pensieri duri.

Non è il caso di Nicola essere irrispettoso verso gli altri insomma..


nicola59 [ Lun 17 Set, 2007 21:41 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
Poranese457 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Caro Nicola,
Mi sento di difendere luisito non dal punto di vista dei suoi pensieri sull'argomento ma almeno da quello "umano"...
Non me ne voglia il caro Nicola ma il tuo mi sembra un attacco un pò troppo crudo, vabbè ke luisito probabilmente esagera con il rattristamento da meteo ma sono sicuro che non mette questa passione al primo posto della sua personale piramide delle priorità...
Indubbiamente come ogni passione, come ogni amore, come ogni fede, anche la meteo è spesso responsabile di cambi di umore dovuti a "vittorie" o "sconfitte", ma un'attacco così pesante sinceramente... mi sembra troppo!

Leonardo


Prima di tutto non mi sembra un attacco nei confronti di Luisito e pura e semplice mia personalissima costatazione, se così fosse chiedo venia; secondo ho scritto in quel modo, e ripeto non mi sembra un'attacco, perchè tutto sommato ho una certa confidenza con Luisito, visto che ci conosciamo da più di 21 anni, comunque se ritenete che sia stato offensivo ripeto chiedo scusa al Forum e soprattutto a Luisito.


nicola59 [ Lun 17 Set, 2007 21:43 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
ternano ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Conoscendo Nicola, ho capito che, nel suo intervento nel quale sono presenti parole a prima vista crude, il suo intervento è solo una esortazione a dar meno peso a questa situazione, a dargli il giusto peso rispetto ad altre situazioni ed a pensarla più positivamente..si colgono infatti tratti del discorso in cui vedo slanci di amicizia, e non pensieri duri.

Non è il caso di Nicola essere irrispettoso verso gli altri insomma..


Ti quoto e grazie


burjan [ Lun 17 Set, 2007 22:07 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
E tanto siamo finiti sull'autocoscienza, anzi peggio sulla psicanalisi del sottoscritto.
Nessun problema Nico, non mi offendo ed hai perfettamente ragione. Tranqui, comunque, non trascuro certo la famiglia .
Il problema è che questa situazione incide direttamente sulla nostra vita, anche su quella della mia famiglia, con grandi investimenti di tempo e risorse che se ne vanno a ramengo.
Se sono maniacale è perché è la situazione che è estrema, e quello voleva essere l'oggetto del topic. Punto.
Grazie a Leo per la solidarietà.
Prego in ogni caso Andri di chiudere il thread, che è andato palesemente OT ed è per me umanamente imbarazzante.

Grazie.


Poranese457 [ Mar 18 Set, 2007 08:56 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
nicola59 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Poranese457 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Caro Nicola,
Mi sento di difendere luisito non dal punto di vista dei suoi pensieri sull'argomento ma almeno da quello "umano"...
Non me ne voglia il caro Nicola ma il tuo mi sembra un attacco un pò troppo crudo, vabbè ke luisito probabilmente esagera con il rattristamento da meteo ma sono sicuro che non mette questa passione al primo posto della sua personale piramide delle priorità...
Indubbiamente come ogni passione, come ogni amore, come ogni fede, anche la meteo è spesso responsabile di cambi di umore dovuti a "vittorie" o "sconfitte", ma un'attacco così pesante sinceramente... mi sembra troppo!

Leonardo


Prima di tutto non mi sembra un attacco nei confronti di Luisito e pura e semplice mia personalissima costatazione, se così fosse chiedo venia; secondo ho scritto in quel modo, e ripeto non mi sembra un'attacco, perchè tutto sommato ho una certa confidenza con Luisito, visto che ci conosciamo da più di 21 anni, comunque se ritenete che sia stato offensivo ripeto chiedo scusa al Forum e soprattutto a Luisito.


ooooopsss... allora sono io a dover chiedere scusa, nn immaginavo vi conosceste da così tanto tempo e oltretutto ho mal interpretato il messaggio di Nicola... PARDON


snow96 [ Mar 18 Set, 2007 09:30 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
Beh, se vi può interessare il mio punto di vista "socio-morale" sull'argomento.... anche a me giravano, e vorticosamente!

Non ho mai seguito l'orto e non sono appassionato di funghi, ma ho sempre sognato che Spoleto fosse la Finlandia, adoro lo sci, il ghiaccio ... e certo che mi deprimo un po'!

Ma l'adattamento passa anche dal punto di vista psicologico. Quest'anno in Nevada ho adorato il clima desertico, per dire (oh, non me lo auguro, ma è fantastico!).

Poi certo io non ho famiglia, mi sono trasferito al nord, e se mi girano vado pure a Tromsoe un mese a riprendere fresco...comunque il cambiamento del clima, dal punto di vista psicologico non mi rovinerà. Almeno per questo effetto serra o cicli possono anche andare a prendersela in quel posto (e non sapete che gusto che da!)


zerogradi [ Mar 18 Set, 2007 09:36 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
snow96 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Beh, se vi può interessare il mio punto di vista "socio-morale" sull'argomento.... anche a me giravano, e vorticosamente!

Non ho mai seguito l'orto e non sono appassionato di funghi, ma ho sempre sognato che Spoleto fosse la Finlandia, adoro lo sci, il ghiaccio ... e certo che mi deprimo un po'!

Ma l'adattamento passa anche dal punto di vista psicologico. Quest'anno in Nevada ho adorato il clima desertico, per dire (oh, non me lo auguro, ma è fantastico!).

Poi certo io non ho famiglia, mi sono trasferito al nord, e se mi girano vado pure a Tromsoe un mese a riprendere fresco...comunque il cambiamento del clima, dal punto di vista psicologico non mi rovinerà. Almeno per questo effetto serra o cicli possono anche andare a prendersela in quel posto (e non sapete che gusto che da!)


Credo che una reazione psicologica al cambiamento climatico sia dimostrazione di forza e anch'essa fa parte dell'evoluzione in piccola parte.
Io faccio quel che posso ma non mi danno se fa 40° C....tanto dannandomi suderei soltanto di più.
Lo scorso inverno è stato sempre molto caldo...?? Bene, 500 euro di metano in meno!


elisa19821236982001 [ Mar 18 Set, 2007 09:47 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
zerogradi ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Credo che una reazione psicologica al cambiamento climatico sia dimostrazione di forza e anch'essa fa parte dell'evoluzione in piccola parte.
Io faccio quel che posso ma non mi danno se fa 40° C....tanto dannandomi suderei soltanto di più.
Lo scorso inverno è stato sempre molto caldo...?? Bene, 500 euro di metano in meno!


Beato te che riesci a vivere questo cambiamento con filosofia!
Io quando vedo i 40° in arrivo mi danno eccome!!! E' più forte di me, non sopporto il caldo!!!


zerogradi [ Mar 18 Set, 2007 09:50 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
elisa19821236982001 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
zerogradi ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Credo che una reazione psicologica al cambiamento climatico sia dimostrazione di forza e anch'essa fa parte dell'evoluzione in piccola parte.
Io faccio quel che posso ma non mi danno se fa 40° C....tanto dannandomi suderei soltanto di più.
Lo scorso inverno è stato sempre molto caldo...?? Bene, 500 euro di metano in meno!


Beato te che riesci a vivere questo cambiamento con filosofia!
Io quando vedo i 40° in arrivo mi danno eccome!!! E' più forte di me, non sopporto il caldo!!!


Non lo sopporto nemmeno io Elì, però cerco di fare qualcosa che me lo faccia sentire di meno. In ufficio con il condizionatore e poi in piscina a fare un tuffo...quest'estate ho fatto sempre così con temperature over 35° C.
Si soffre, ma c'è di peggio...


mausnow [ Mar 18 Set, 2007 10:03 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
burjan ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Aridaje con l'autocoscienza...., si sono depresso, incazzato nero, il mondo mi crolla intorno e proprio l'anno che ho meno tempo dovrei stare sempre lì a innaffiare... d'accordo. Ma non svilite il mio ragionamento, per favore.
Certo che la meteo era e rimane una scienza. Ma non è più, per quanto mi riguarda la scienza dell'allegria. Che sia un gran casino te almeno lo riconosci, altri no e me ne dispiace, eppure basterebbe leggere le carte che ha postato Massy per vedere in che situazione ci troviamo.

Eravamo abituati a vedere tante cose belle che oggi non ci sono più; tutto quello che abbiamo letto sui libri, pensa all'orso russo, scompare giorno dopo giorno. Adesso dovevamo vedere tempeste equinoziali e c'è st'instabilità balorda con la temperatura a 30 gradi e il libeccio a tutta callara.

E' un clima del cavolo per il quale mi sto preparando a disdire l'abbonamento.

Io allo stadio non vado a tifare, ma a divertirmi e tendenzialmente me diverto solo quando vinco. Purtroppo, son fatto così. Non me ne vogliate.


Okay... mi pare di capire che di adattamento, malleabilità e resistenza è inutile parlarne...
Allora, quali altre soluzioni, visto che queste non piacciono o sono scomode?
Mi piacciono moltissimo (davvero!) la tua franchezza e la tua provata competenza.
Per cui sarò franco anch'io, e perdonami la durezza: disperarsi per disperarsi serve a ben poco.
Ripeto, le soluzioni? Solo l'abbattimento della Co2? E nel frattempo? Ci chiudiamo in frigo?

Secondo: le cose belle di cui tu dici (che ricordo bene, negli anni '70 e '80 già disegnavo a mano nelle mie agende o nei diari scolastici le sinottiche, per tenerle come archivio) torneranno o non torneranno?
Credendo che la colpa sia tutta da imputare all'uomo, è più facile dire che NON torneranno.
Sta tutta qui la differenza.
Se anch'io credessi così, forse mi dispererei anch'io, in effetti.
Ma ci sono tanti fattori che mi fanno pensare il contrario, che già elencai nel dibattito serristi-antiserristi.
Certo, se pensare "contro" vuol dire farsi appioppare subito l'etichetta di struzzo... o peggio...

Su con la vita! Vedrai quando si realizzarà l'alta (di latitudine) alleanza tra l'azzorriano e lo scandinavo... e col VP pressocché bloccato...
I nostri monti passeranno direttamente dal secco-brullo-giallino alla neve polverosa... via via sempre più compatta!


massy [ Mer 26 Set, 2007 10:58 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
SEGNALI DALLA TERRA
Nell'immagine sotto, elaborata dal NSIDC (National Snow and Ice Data Center), sono a confronto i due minimi (20/21 settembre 2005 e 16 settembre 2007) di estensione della calotta glaciale artica. La linea magenta, invece, rappresenta l'estensione media dei ghiacci per il mese di settembre nel breve periodo 1979 - 2000.


20070920_extent_ice_sea_web

20070920_timeseriesthumb


marvel [ Mer 26 Set, 2007 11:37 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
massy ha scritto: [Visualizza Messaggio]
SEGNALI DALLA TERRA
Nell'immagine sotto, elaborata dal NSIDC (National Snow and Ice Data Center), sono a confronto i due minimi (20/21 settembre 2005 e 16 settembre 2007) di estensione della calotta glaciale artica. La linea magenta, invece, rappresenta l'estensione media dei ghiacci per il mese di settembre nel breve periodo 1979 - 2000.


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Si è aperta una via ad ovest, quella che non si era mai aperta in passato.... ma contamporaneamente si è chiusa quella ad est, che ad es. nel 2005 era aperta.
Si, evidentemente stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti... ma in quale direzione e con quali conseguenze è assai difficile dirlo.
C'è anche da sottolineare che abbiamo pochissima esperienza in tal senso.
Le osservazioni satellitare sono iniziate a metà degli anni '70, proprio durante un periodo freddo... abbiamo pochi elementi per trarre conclusioni.


massy [ Ven 28 Set, 2007 10:27 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
massy ha scritto: [Visualizza Messaggio]
SEGNALI DALLA TERRA
Nell'immagine sotto, elaborata dal NSIDC (National Snow and Ice Data Center), sono a confronto i due minimi (20/21 settembre 2005 e 16 settembre 2007) di estensione della calotta glaciale artica. La linea magenta, invece, rappresenta l'estensione media dei ghiacci per il mese di settembre nel breve periodo 1979 - 2000.


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Si è aperta una via ad ovest, quella che non si era mai aperta in passato.... ma contamporaneamente si è chiusa quella ad est, che ad es. nel 2005 era aperta.
Si, evidentemente stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti... ma in quale direzione e con quali conseguenze è assai difficile dirlo.
C'è anche da sottolineare che abbiamo pochissima esperienza in tal senso.
Le osservazioni satellitare sono iniziate a metà degli anni '70, proprio durante un periodo freddo... abbiamo pochi elementi per trarre conclusioni.



Vero,
ma una riduzione di 1.2 kmq di superficie ghiacciata al Polo Nord, ovvero 20% in meno rispetto al valore minimo registrato nel settembre 2005, non è che ci sta tanto da pensare! La calotta glaciale artica non l'ha inventata Babbo Natale, sta lì da un bel po', tutti i mesi dell'anno ... e si sta sciogliendo.


marvel [ Ven 28 Set, 2007 12:02 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
massy ha scritto: [Visualizza Messaggio]
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massy ha scritto: [Visualizza Messaggio]
SEGNALI DALLA TERRA
Nell'immagine sotto, elaborata dal NSIDC (National Snow and Ice Data Center), sono a confronto i due minimi (20/21 settembre 2005 e 16 settembre 2007) di estensione della calotta glaciale artica. La linea magenta, invece, rappresenta l'estensione media dei ghiacci per il mese di settembre nel breve periodo 1979 - 2000.


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Si è aperta una via ad ovest, quella che non si era mai aperta in passato.... ma contamporaneamente si è chiusa quella ad est, che ad es. nel 2005 era aperta.
Si, evidentemente stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti... ma in quale direzione e con quali conseguenze è assai difficile dirlo.
C'è anche da sottolineare che abbiamo pochissima esperienza in tal senso.
Le osservazioni satellitare sono iniziate a metà degli anni '70, proprio durante un periodo freddo... abbiamo pochi elementi per trarre conclusioni.



Vero,
ma una riduzione di 1.2 kmq di superficie ghiacciata al Polo Nord, ovvero 20% in meno rispetto al valore minimo registrato nel settembre 2005, non è che ci sta tanto da pensare! La calotta glaciale artica non l'ha inventata Babbo Natale, sta lì da un bel po', tutti i mesi dell'anno ... e si sta sciogliendo.


Massy.... scusa ma dovresti quantificarmi un po' di cosuccie...

1) che significa che la calotta artica sta li da un bel po'... quantificami quel "bel po'", anche perchè a me risulta che in età medievale, a cavallo dell'anno 1000 (sono dati storici) i Vichinghi avessero colonizzato le coste groenlandesi, 300 fattorie vichinghe, con una comunità di almeno 3000 individui che allevavano bestiame e coltivavano il terreno.
A quanto pare le coste groenlandesi orientali erano libere dal ghiaccio praticamente tutto l'anno (arrivarono anche a colonizzare parte del Labrador).
Poi, a partire dal 1300, le cose cambiarono e il ritorno del freddo (con l'imminente PEG) fu la causa della scomparsa (è proprio il caso di parlare di scomparsa) della suddetta colonia, della quale non si ebbero notizie per 50 anni, solo allora una missione potificia riusci ad aggirare i ghiacci e a giungere sul posto... senza trovare più traccia dei coloni e delle loro fattorie ormai ingoiate dal ghiaccio!
Solo in epoca recente, infatti, è stato possibile ritrovare traccia di queste antiche fattorie vichinghe... per altro ancora avvolte dal ghiaccio (dove il permafrost impedisce ancora qualsiasi coltura). Oltre alla Groenlandia ci sono prove per lìIslanda, la Scandinavia, e persino la Mongolia.
Insomma, questo per dire che anche all'epoca, durante l'ormai resuscitato Optimum Climatico Medievale (riammesso alla storia anche dall'IPCC, dopo l'ufficiale ammissione dell'errore/imbroglio del famoso Hockey stick) probabilmente la Calotta Artica era messa piuttoto maluccio. (e di oscillazioni del genere, più o meno lunghe, ne è costellata la storia, recenrte e remota)

2) Chi ha mai detto che le cose debbano restare immutate così come le conosciamo... ?
I ghiacciai alpini arretrano? L'hanno sempre fatto, per poi riavanzare anche più velocemente.
Essendo io un convinto assertore e sostenitore della ciclicità climatica, sono convinto che l'attuale ciclo abbia, in gran parte, origine naturale.
Certo, l'uomo non fa bene alla natura, e ce la sta mettendo tutta per alterarne i ritmi e i suoi cicli altalenanti, ma, fortunatamente, a mio avviso (ma secondo molti, moltissimi ricercatori) non ha tutta questa influenza sul clima... anche se la maggior parte della comunità scientifica mondiale reputa quasi per certe le responsabilità umane sul cambiamento climatico attuale (che ha lo stesso valore che dire che i miei amici pensano che io sia superman in persona).
Non esiste lo straccio di una prova che quello che stia accadendo non possa essere naturale, anzi, numerosi indizi puntano proprio in questa direzione.
PS(non t'ho fatto un predicozzo, anche perchè so' come la pensi e che non sei sostenitore dell'una o dell'altra teoria, ma ho detto solo la mia)

In quanto a Babbo Natale... oh, mi sa che dovrà adeguarsi e togliere gli scii alla slitta! Slitta idrovolante trainata da Foche magiche!


Icestorm [ Ven 28 Set, 2007 13:56 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
D'accordissimo Massimiliano sulla ciclicità degli eventi però......proprio in questo periodo dovevamo capitare??????

Spero ci sia una netta inversione di tendenza a brevissimo termine....anche se è un pò utopico devo ammettere..il trend è chiaro e non si cambia da oggi a domani..


marvel [ Ven 28 Set, 2007 16:02 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
ternano ha scritto: [Visualizza Messaggio]
D'accordissimo Massimiliano sulla ciclicità degli eventi però......proprio in questo periodo dovevamo capitare??????

Spero ci sia una netta inversione di tendenza a brevissimo termine....anche se è un pò utopico devo ammettere..il trend è chiaro e non si cambia da oggi a domani..


No, sicuramente non si cambia da oggi a domani... però potremmo essere vicini ad un cambio di rotta...
A mio avviso il cambiamento dovrà manifestarsi con un ritorno a configurazioni in stile anni '60-'70, con una prevalenza di NAO negativa per l'Europa.
Il cambio di circolazione degli ultimi 20 anni è stato caratterizzato da diverse fasi.
Inizialmente si è manifestato con una spiccata tendenza alle westerlies, con un potenziato flusso zonale, responsabile di un incremento delle temperature (soprattutto invernai) sui continenti boreali (probabilmente il tutto è stato indotto dalla tendenza a degli El Nino sempre più importanti... ora in fase calante).
Un flusso zonale particolarmente irruento è in grado di mantenersi piuttosto basso di latitudine e di sfondare fino in aree continentali, altresì dominate da HP termici inscalfibili in inverno.
E' ovvio, quindi, che l'aumento termico invernale dovuto a tale "sfondamento" è in grado di elevare enormemente le medie termiche boreali.
Diciamo che attualmente, probabilmente, stiamo in una fase di passaggio in cui, stante la diminuita efficacia di El Nino, dovremmo assistere ad un riequilibrio tra westerlies e azioni di blocco, situazione, questa, ancora non in grado di diminuire le T emisferiche.
In tale situazione si possono avere anche degli estremi molto ravvicinati con estati torride o freche, inverni miti o particolarmente rigidi... in una fase apparentemente contraddittoria e sicuramente ricca di estremi.

ipotesi_ciclo_nao

La fase successiva dovrebbe essere una fase, appunto a NAO prevalentemente negativa (vedi anni '50-'80), mentre ora siamo in una fase (normalizzando) piuttosto neutra ma in calo.
Considerando che il ciclo completo potrebbe essere 60ennale o 70ennale (il primo a NA negativa è iniziato ad inizio anni '50 per passare la neutralità ad inizio anni '80) con picco minimo negativo d'andata (nao-) intorno al 1965 e picco di ritorno massimo positivo intorno al 1990-1995, vedrei probabile in passaggio a fase negativa intorno a fine di questo decennio-inizio del prossimo.
Proprio come nella fase di passaggio in zona neutra degli anni '80, potrebbero manifestarsi effetti estremi proprio come in quegli anni (ricordiamoci gli inverni '85-86 con brevi ma intensi periodi freddi e nevosi, intervallati da estati decisamente variabili ed estreme).
Analizzando il grafico, inoltre, si possono leggere delle onde secondarie in corrispondenza alla prima parte degli anni '70 fino a metà anni '80, periodo caratterizzato, appunto, da fenomeni molto contrastanti ed estremi, con una NAO altalenante intorno alla zona neutra... un periodo simile potrebbe essere proprio quello di questi anni e soprattutto dei prossimi.

Forse avresti preferito vivere da giovane gli anni più freddi e nevosi e da vecchio quelli più caldi e miti... mettiamola così... hai qualche possibilità di giocare a pallate di neve con i tuoi nipotini!

Ciao ciao.

PS(ne parlai già in questo articolo di qualche anno fa http://www.umbriameteo.com/editoriale.php?id=21 )


Icestorm [ Ven 28 Set, 2007 19:36 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
Che dire, il trend previsto riporterebbe un pò le cose apposto facendoci rivivere qualcosa di già avvenuto nel passato...staremo a vedere...


burjan [ Ven 28 Set, 2007 22:57 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
Io riconduco tutto all'impostazione originale del topic.
Quando parlavo di disastro non mi riferivo a cicli decennali, od al sempiterno problema delle cause del Global Change.
Poiché, in fin dei conti, di mestiere faccio gli stipendi, fino ad un certo punto posso arrivare, poi cedo doverosamente a chi ne sa più di me. Anche se la mia idea è ben nota.

Qui il punto è un altro.

Dopo molti anni in cui le piogge nella nostra regione non hanno fatto altro che calare, scendendo a livelli mai visti da quando vi sono misurazioni scientifiche (ed almeno per quanto riguarda la mia città e Perugia ci sono serie mica da ridere), si prospetta (o forse farei meglio a dire si prospettava? Bah...) una crisi idrica di eccezionale gravità, non sono con grandi disagi per la popolazione ma anche con compromissione su larga scala degli ecosistemi. Rileggetevi gli interventi estivi di meteopalius.

I mei colleghi dell'Ufficio Ambiente mi confermano che la vitalità dei suoli e degli alberi sta scemando, soprattutto a causa degli squilibri stagionali ereditati dallo scorso inverno. Si vedono ancora e sempre più foglie pendule, alberi addirittura spogli, prati d'altura gialli e marroni. Anche l'ultima perturbazione è stata una via di mezzo fra un sorso di temporaneo sollievo ed una gigantesca occasione mancata.

Può anche darsi che il nostro ecosistema, anche dopo la fuoruscita da questo tunnel temporaneo, si assesti ormai stabilmente su livelli più caldoaridi. Ci adatteremo.
Berremo acqua di falda profonda anziché la carbonatica dell'appennino, non coltiveremo più specie un tempo tipiche delle nostre zone, il grano duro sostituirà i meloni e i cetrioli, compreremo i funghi sloveni nei congelatori dei supermercati.

Che bello.


snow96 [ Sab 29 Set, 2007 12:05 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
burjan ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Qui il punto è un altro.

Dopo molti anni in cui le piogge nella nostra regione non hanno fatto altro che calare, scendendo a livelli mai visti da quando vi sono misurazioni scientifiche (ed almeno per quanto riguarda la mia città e Perugia ci sono serie mica da ridere), si prospetta (o forse farei meglio a dire si prospettava? Bah...) una crisi idrica di eccezionale gravità, non sono con grandi disagi per la popolazione ma anche con compromissione su larga scala degli ecosistemi. Rileggetevi gli interventi estivi di meteopalius.


Però Luisito, scusami, ma io sono cresciuto con la consapevolezza che Perugia si attestasse sugli 800 mm/anno e Spoleto, ad esempio, un po' più verso i 1000, giusto?
Beh, onestamente, tralasciando Foligno che in effetti sta vivendo una situazione negativa, siamo tanto lontani da questi valori? Diverse città in Umbria superano i 500 mm, qualcuna ha raggiunto i 600 e abbiamo davanti i mesi (facciamo le corna) più piovosi dell'anno. Non mi sembra un miraggio chiudere in media o poco sotto.

E mi pare che valori prossimi o superiori (Spoleto per dire chiude sopra media da anni) siano stati raggiunti anche negli anni passati. Mi pare che sia in media l'alto Tevere, parte dell'appennino....

Insomma, non stiamo mica chiudendo annate a 300 mm. Con questo non discuto sugli effetti negativi sulla vegetazione e sulle colture, ma penso allora che ci siano altri fattori... boh... illuminami!

burjan ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Può anche darsi che il nostro ecosistema, anche dopo la fuoruscita da questo tunnel temporaneo, si assesti ormai stabilmente su livelli più caldoaridi. Ci adatteremo.
Berremo acqua di falda profonda anziché la carbonatica dell'appennino, non coltiveremo più specie un tempo tipiche delle nostre zone, il grano duro sostituirà i meloni e i cetrioli, compreremo i funghi sloveni nei congelatori dei supermercati.

Che bello.


Secondo me corri troppo!

E poi cerchiamo sempre il lato positivo: i cetrioli mi fanno schifo (li chiamo acqua solida), il melone mi gonfia e quando vado a funghi 9 volte su 10 torno arrabbiato perché non ritrovo lu postu!!!

P.S: ero giù ad Avellino, ed evidentemente li il problema non si è presentato: c'erano tonnellate di porcini di macchia in vendita per le strade, roba da strabuzzare gli occhi.
Vivo su a Vicenza, nel nord i fiumi non se la passano affatto male, il Po è bello gonfio e il Bacchiglione anche, peccato per quel colorino ruggine/verde ramarro. Molto meglio comunque di quanto accadde un paio di estati fa, con le centrali Enel che dovettero risalire il corso del Po per trovare un po' d'acqua.
Insomma, guardiamo anche di la della valle umbra, sennò facciamo peggio dei nordovestini anni orsono su ML....

Buona giornata!


burjan [ Sab 29 Set, 2007 12:26 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
Ma allora perché le falde sono allo stremo? Proprio nell'anno in cui in Valle Umbra è sparito il tabacco e hanno rifatto l'acquedotto di Rasiglia? Il Folignate è stato massacrato dalla meridianizzazione delle correnti, d'accordo, ma l'Appennino?

Secondo me, una componente non trascurabile è quella del vento: mai come in questi ultimi 5-10 anni si era vista tanta di questa maledetta tramontana asciutta, che penalizza proprio le valli dove piomba praticamente priva di umidità.

Ti devo dar ragione in molte cose.

1) I cetrioli fanno schifo, io non li mangio e li ho sempre coltivati dietro grandi insistenze dei familiari. Il prossimo anno li indirizzerò al competente reparto COOP, possono star sicuri.
2) Non c'è alcuna convenienza nell'andare a funghi, salve botte di culo clamorose. Anche lì devo dire che i reparti surgelati fanno miracoli, si risparmia tempo e benzina;
3)Sto facendo peggio dei nordovestini. Mi copro il capo di cenere e smetto coi lamenti. Giuro. Tanto c'è il post degli accumuli... quello parla da solo!


zerogradi [ Sab 29 Set, 2007 12:41 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
burjan ha scritto: [Visualizza Messaggio]
3)Sto facendo peggio dei nordovestini. Mi copro il capo di cenere e smetto coi lamenti. Giuro. Tanto c'è il post degli accumuli... quello parla da solo!


Torre dei Calzolari- Gubbio (Cester).........600.2 mm (agg. 28/09)
Chiusi (MeteoChiusi)................................528.0 mm (agg. 28/09)
San Sisto (PG) (andrea75).......................506.4 mm (agg. 05/09)
Castiglione del Lago (klaus81).................495.6 mm (agg. 28/09)
Terni nord (Ternano)................................475.2 mm (agg. 28/09)
Porano (Poranese).................................401.2 mm (agg. 28/09)
Foligno Sud (Burjan)...............................372 mm (agg. 28/09)

Mi sembrano tutt'altro che siccitosi, al limite leggermente sotto media. Cadessero 200 mm da qui a fine anno (e secondo le medie dovrebbero caderne di più) si chiuderebbe un'anno con un normalissimo scarto dalla media. Boh, ma quanta acqua volete??
E comunque a star peggio rispetto alla media (900-1000 mm) è Terni, e non Foligno, che di media '60-'90 ha soili 650 mm (libricino dell'aeronautica...).


snow96 [ Sab 29 Set, 2007 14:03 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
burjan ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ma allora perché le falde sono allo stremo? Proprio nell'anno in cui in Valle Umbra è sparito il tabacco e hanno rifatto l'acquedotto di Rasiglia? Il Folignate è stato massacrato dalla meridianizzazione delle correnti, d'accordo, ma l'Appennino?

Secondo me, una componente non trascurabile è quella del vento: mai come in questi ultimi 5-10 anni si era vista tanta di questa maledetta tramontana asciutta, che penalizza proprio le valli dove piomba praticamente priva di umidità.


Infatti è proprio questo il punto, secondo me ci sono altre cause....ANCHE altre cause!

burjan ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ti devo dar ragione in molte cose.

1) I cetrioli fanno schifo, io non li mangio e li ho sempre coltivati dietro grandi insistenze dei familiari. Il prossimo anno li indirizzerò al competente reparto COOP, possono star sicuri.
2) Non c'è alcuna convenienza nell'andare a funghi, salve botte di culo clamorose. Anche lì devo dire che i reparti surgelati fanno miracoli, si risparmia tempo e benzina;
3)Sto facendo peggio dei nordovestini. Mi copro il capo di cenere e smetto coi lamenti. Giuro. Tanto c'è il post degli accumuli... quello parla da solo!


E infatti quello che dice il post degli accumuli, a parte Foligno, non è drammatico, devi ammetterlo, dai!


massy [ Sab 29 Set, 2007 15:42 ]
Oggetto: Re: Verso Il Disastro
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
massy ha scritto: [Visualizza Messaggio]
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massy ha scritto: [Visualizza Messaggio]
SEGNALI DALLA TERRA
Nell'immagine sotto, elaborata dal NSIDC (National Snow and Ice Data Center), sono a confronto i due minimi (20/21 settembre 2005 e 16 settembre 2007) di estensione della calotta glaciale artica. La linea magenta, invece, rappresenta l'estensione media dei ghiacci per il mese di settembre nel breve periodo 1979 - 2000.


20070920_extent_ice_sea_web

20070920_timeseriesthumb


Si è aperta una via ad ovest, quella che non si era mai aperta in passato.... ma contamporaneamente si è chiusa quella ad est, che ad es. nel 2005 era aperta.
Si, evidentemente stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti... ma in quale direzione e con quali conseguenze è assai difficile dirlo.
C'è anche da sottolineare che abbiamo pochissima esperienza in tal senso.
Le osservazioni satellitare sono iniziate a metà degli anni '70, proprio durante un periodo freddo... abbiamo pochi elementi per trarre conclusioni.



Vero,
ma una riduzione di 1.2 kmq di superficie ghiacciata al Polo Nord, ovvero 20% in meno rispetto al valore minimo registrato nel settembre 2005, non è che ci sta tanto da pensare! La calotta glaciale artica non l'ha inventata Babbo Natale, sta lì da un bel po', tutti i mesi dell'anno ... e si sta sciogliendo.


Massy.... scusa ma dovresti quantificarmi un po' di cosuccie...

1) che significa che la calotta artica sta li da un bel po'... quantificami quel "bel po'", anche perchè a me risulta che in età medievale, a cavallo dell'anno 1000 (sono dati storici) i Vichinghi avessero colonizzato le coste groenlandesi, 300 fattorie vichinghe, con una comunità di almeno 3000 individui che allevavano bestiame e coltivavano il terreno.
A quanto pare le coste groenlandesi orientali erano libere dal ghiaccio praticamente tutto l'anno (arrivarono anche a colonizzare parte del Labrador).
Poi, a partire dal 1300, le cose cambiarono e il ritorno del freddo (con l'imminente PEG) fu la causa della scomparsa (è proprio il caso di parlare di scomparsa) della suddetta colonia, della quale non si ebbero notizie per 50 anni, solo allora una missione potificia riusci ad aggirare i ghiacci e a giungere sul posto... senza trovare più traccia dei coloni e delle loro fattorie ormai ingoiate dal ghiaccio!
Solo in epoca recente, infatti, è stato possibile ritrovare traccia di queste antiche fattorie vichinghe... per altro ancora avvolte dal ghiaccio (dove il permafrost impedisce ancora qualsiasi coltura). Oltre alla Groenlandia ci sono prove per lìIslanda, la Scandinavia, e persino la Mongolia.
Insomma, questo per dire che anche all'epoca, durante l'ormai resuscitato Optimum Climatico Medievale (riammesso alla storia anche dall'IPCC, dopo l'ufficiale ammissione dell'errore/imbroglio del famoso Hockey stick) probabilmente la Calotta Artica era messa piuttoto maluccio. (e di oscillazioni del genere, più o meno lunghe, ne è costellata la storia, recenrte e remota)

2) Chi ha mai detto che le cose debbano restare immutate così come le conosciamo... ?
I ghiacciai alpini arretrano? L'hanno sempre fatto, per poi riavanzare anche più velocemente.
Essendo io un convinto assertore e sostenitore della ciclicità climatica, sono convinto che l'attuale ciclo abbia, in gran parte, origine naturale.
Certo, l'uomo non fa bene alla natura, e ce la sta mettendo tutta per alterarne i ritmi e i suoi cicli altalenanti, ma, fortunatamente, a mio avviso (ma secondo molti, moltissimi ricercatori) non ha tutta questa influenza sul clima... anche se la maggior parte della comunità scientifica mondiale reputa quasi per certe le responsabilità umane sul cambiamento climatico attuale (che ha lo stesso valore che dire che i miei amici pensano che io sia superman in persona).
Non esiste lo straccio di una prova che quello che stia accadendo non possa essere naturale, anzi, numerosi indizi puntano proprio in questa direzione.
PS(non t'ho fatto un predicozzo, anche perchè so' come la pensi e che non sei sostenitore dell'una o dell'altra teoria, ma ho detto solo la mia)

In quanto a Babbo Natale... oh, mi sa che dovrà adeguarsi e togliere gli scii alla slitta! Slitta idrovolante trainata da Foche magiche!


Magari ne parliamo meglio in ufficio, visto che giustamente Luisito ha riportato la discussione più sulle vicende di casa nostra ... comunque tanto per chiarire, se vogliamo credere a ciò che sostengono i paleoclimatologi, l'ultima volta che il polo nord o il Mar Glaciale Artico ha perso fino all'ultimo dei suoi cristalli di ghiaccio, il calanderio datava 50 milioni di anni fa, l'atmosfera era irrespirabile e l'Italia era ancora sott'acqua (che buffo, parlare di siccità in quel periodo proprio non era il caso!), tanto per dare una dimensione alle cose.

Poi chissà quanti altri cicli di riduzione/estensione avrà avuto.

Della colonizzazione delle terre verdi della Groenlandia intorno all'anno mille, ovviamente possibile grazie a condizioni climatiche differente da quelle attuali, stiamo comunque parlando delle coste meridionali groenlandesi e non sappiamo realmente l'estensione della calotta glaciale in quel periodo.

Nel 2002 gli scenziati osservarono una riduzione dello spessore medio dei ghiacci artici da 7 a 3 metri nel mese di dicembre, una riduzione dell'estensione della calotta glaciale del 9% ogni decennio (calcolata dal 1978, anno in cui la NASA avviò un programma di studi e ricerche sul Polo Nord con osservazioni satellitari e dati meteorologici), secondo i loro calcoli (del 2002) entro la fine di questo secolo il mar glaciale artico sarà solamente acqua!

Prendiamo le distanza da tali proclami catastrofici, rimane però il fatto che nel 2005 è stato raggiunto il minimo storico di estensione dei ghiacci (nel periodo caldo), record battuto proprio in questi giorni con 1,2 milioni di kmq in meno.

Ribadiamo il concetto che il clima è per definizione mutevole, e che quindi ciclicità, feedback e variazioni sono parte integrante del sistema Terra, ma non ignoriamo i segnali che ci invia il nostro pianeta. Diffidiamo, se vogliamo, del mezzo grado di temperatura in più o meno, dove incide sicuramente l'errore strumentale; ignoriamo un anno senza inverno e un'estate torrida, ma non possiamo non rimanere indifferenti ai segnali della Terra!

E non toccatemi Babbo Natale, l'ho conosciuto personalmente in Lapponia quest'inverno (lì cade ancora la neve nel semestre freddo) e ha promesso che mi viene a trovare, speriamo non muoia di caldo!


burjan [ Sab 29 Set, 2007 22:06 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
Non sono io a volere l'acqua. Sotto casa ce ne ho un palazzo. E' la Natura ad essere in sofferenza, e questo nessuno lo può negare. Lo dicono i nostri corpi acquiferi, i nostri prati, etc.
Inutile negarlo: al di là dei dati puramente quantitativi (poi Ale mi farai avere quel dato da 650 mm. di Foligno, il libricino di cui parli colpevolmente non l'ho mai letto né visto, i dati 1954-70 dicono 885 mm.) gli squilibri sono sotto gli occhi di tutti.
E' chiaro, ad esempio, che con un luglio stabilmente tre gradi sopra media nelle massime gli equilibri vengono ad essere sconvolti, perché quello è il punto di maggiore delicatezza. Anche quest'anno registriamo una bella massima assoluta di 40,8°C....


zerogradi [ Dom 30 Set, 2007 09:59 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
burjan ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Non sono io a volere l'acqua. Sotto casa ce ne ho un palazzo. E' la Natura ad essere in sofferenza, e questo nessuno lo può negare. Lo dicono i nostri corpi acquiferi, i nostri prati, etc.
Inutile negarlo: al di là dei dati puramente quantitativi (poi Ale mi farai avere quel dato da 650 mm. di Foligno, il libricino di cui parli colpevolmente non l'ho mai letto né visto, i dati 1954-70 dicono 885 mm.) gli squilibri sono sotto gli occhi di tutti.
E' chiaro, ad esempio, che con un luglio stabilmente tre gradi sopra media nelle massime gli equilibri vengono ad essere sconvolti, perché quello è il punto di maggiore delicatezza. Anche quest'anno registriamo una bella massima assoluta di 40,8°C....


Te lo faccio avere. Credo che il dato di 885 mm si riferisce ad una stazione posta proprio ai piedi della dorsale. Avevo anche altri dati di zone pianeggianti limitrofe che si aggiravano sui 700 mm annui, come Gualdo Cattaneo (potrei confodermi, ma erano comunque paesi posti nell'area pianeggiante prospicente Foligno).
Sarebbe effettivamente interessante chiarire definitivamente le differenze medie di pioggia caduta nell'area del Folignate (collina-pianura).
Dai Zio che da qui a dicembre te fà 400 mm....

PS: Tutte le cose che dici sono vere (la natura soffre etc) e secondo me più che per la siccità il tutto è da correlarsi alla mal distribuzione temporale delle piogge...poca per troppo tempo e troppa tutta insieme.


burjan [ Lun 01 Ott, 2007 11:36 ]
Oggetto: Re: Verso il disastro
sarà anche vero tutto, ma credo che questi dati ufficiali dell'UCEA tronchino molte discussioni:

http://www.politicheagricole.it/uce...yd01_area03.htm




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