Tutto ciò che induce a moderazione e a ponderata riflessione di questi tempi mi pare encomiabile.
Perciò vi rigiro un'ultim'ora di Veronesi:
17:23 Veronesi: "Su nucleare decisione con coscienza senza fretta"
"Le gravi vicende dei quattro reattori giapponesi impongono inevitabilmente a chi, come me, ha deciso di occuparsi di sicurezza degli impianti nucleari e di salvaguardia della popolazione, di mettere da parte lo sgomento e prendersi una pausa di riflessione profonda. Le caratteristiche di eccezionalità degli eventi giapponesi, dove al terremoto si è associato lo tsunami e poi l'incidente atomico, ha risvegliato in tutti noi paure ataviche e visioni apocalittiche, oltre che dolore e solidarietà sincera per la gente e per gli eroi, tecnici e scienziati , che tentano in ogni modo di salvarla. Io rimango convinto che il mondo non può fare a meno del nucleare per sopravvivere, tenendo conto che petrolio, carbone e gas hanno i decenni contati e che sono nelle mani di pochissimi Paesi, che stiamo avvicinandoci ai 7 miliardi sul Pianeta con bisogni sempre maggiori di energia, e che le altre fonti di energia non sono attualmente sfruttabili in modo tale da assicurare la copertura del fabbisogno. Dopo l'incidente delle centrali nipponiche tuttavia non posso evitare di pormi degli interrogativi. A cominciare dai sistemi di sicurezza delle centrali di Fukushima : perché non sono stati in grado di essere attivati con efficacia? Dobbiamo concludere che erano insufficienti? Mi domando poi se i modernissimi reattori di terza generazione avanzata di cui vorremmo dotarci avrebbero resistito a uno tsunami di quella portata, e se siamo sicuri che sia più opportuno e più sicuro avere pochi reattori di grande taglia, piuttosto che dotarci di una rete di minireattori. Per rispondere a queste e ad altre domande, vorrei personalmente approfondire e riesaminare i piani ( che peraltro ho sempre ritenuto eccellenti) di sviluppo nucleare del nostro Paese, anzi dell'Europa. Noi abbiamo il vantaggio di ripartire da zero e di poter fare scelte libere da vincoli e siamo quindi nelle condizioni migliori per decidere con coscienza, prudenza, intelligenza, e senza fretta", ha detto Umberto Veronesi, presidente dell'agenzia per la sicurezza nucleare.
Tutto ciò che induce a moderazione e a ponderata riflessione di questi tempi mi pare encomiabile.
Perciò vi rigiro un'ultim'ora di Veronesi:
17:23 Veronesi: "Su nucleare decisione con coscienza senza fretta"
"Le gravi vicende dei quattro reattori giapponesi impongono inevitabilmente a chi, come me, ha deciso di occuparsi di sicurezza degli impianti nucleari e di salvaguardia della popolazione, di mettere da parte lo sgomento e prendersi una pausa di riflessione profonda. Le caratteristiche di eccezionalità degli eventi giapponesi, dove al terremoto si è associato lo tsunami e poi l'incidente atomico, ha risvegliato in tutti noi paure ataviche e visioni apocalittiche, oltre che dolore e solidarietà sincera per la gente e per gli eroi, tecnici e scienziati , che tentano in ogni modo di salvarla. Io rimango convinto che il mondo non può fare a meno del nucleare per sopravvivere, tenendo conto che petrolio, carbone e gas hanno i decenni contati e che sono nelle mani di pochissimi Paesi, che stiamo avvicinandoci ai 7 miliardi sul Pianeta con bisogni sempre maggiori di energia, e che le altre fonti di energia non sono attualmente sfruttabili in modo tale da assicurare la copertura del fabbisogno. Dopo l'incidente delle centrali nipponiche tuttavia non posso evitare di pormi degli interrogativi. A cominciare dai sistemi di sicurezza delle centrali di Fukushima : perché non sono stati in grado di essere attivati con efficacia? Dobbiamo concludere che erano insufficienti? Mi domando poi se i modernissimi reattori di terza generazione avanzata di cui vorremmo dotarci avrebbero resistito a uno tsunami di quella portata, e se siamo sicuri che sia più opportuno e più sicuro avere pochi reattori di grande taglia, piuttosto che dotarci di una rete di minireattori. Per rispondere a queste e ad altre domande, vorrei personalmente approfondire e riesaminare i piani ( che peraltro ho sempre ritenuto eccellenti) di sviluppo nucleare del nostro Paese, anzi dell'Europa. Noi abbiamo il vantaggio di ripartire da zero e di poter fare scelte libere da vincoli e siamo quindi nelle condizioni migliori per decidere con coscienza, prudenza, intelligenza, e senza fretta", ha detto Umberto Veronesi, presidente dell'agenzia per la sicurezza nucleare.
da Repubblica.it
Lo stavo per postare anche io
____________ "La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre" - Albert Einstein
in pratica Veronesi sostiene ciò che dico io... nucleare sì, ma fatto con coscienza. Non dimentichiamo che l'Italia, pur essendo sismica, ha limitate aree del tutto prive di rischio (sardegna, piemonte) e comunque con fenomeni tellurici assai inferiori a quelli giapponesi.
in pratica Veronesi sostiene ciò che dico io... nucleare sì, ma fatto con coscienza. Non dimentichiamo che l'Italia, pur essendo sismica, ha limitate aree del tutto prive di rischio (sardegna, piemonte) e comunque con fenomeni tellurici assai inferiori a quelli giapponesi.
Facciamolo, ma facciamolo bene...!
...Veronesi è oramai un ******, un politico che guadagna e molto bene, sulla lotta ai tumori.
Sostiene anche che GL'inceneritori sono a rischio zero per la salute. Andate ad esempio a ricercare come hanno trattato il prof. Montanari /esperto a livello mondiale) quando alla RAI tentò di contraddire Veronesi.
Non sono mai stato d'accordo con quanto sostiene.
____________ ....pensace!
Ultima modifica di marvel il Gio 17 Mar, 2011 23:26, modificato 1 volta in totale
in pratica Veronesi sostiene ciò che dico io... nucleare sì, ma fatto con coscienza. Non dimentichiamo che l'Italia, pur essendo sismica, ha limitate aree del tutto prive di rischio (sardegna, piemonte) e comunque con fenomeni tellurici assai inferiori a quelli giapponesi.
Facciamolo, ma facciamolo bene...!
....Veronesi è oramai un barone, un politico che guadagna e molto bene, sulla lotta (o presunta) ai tumori.
Sostiene anche che GL'inceneritori sono a rischio zero per la salute. La sua fondazione ha sponsor "particolari", come petrolieri, aziende che costruiscono inceneritori, senza poi parlare dei legami con le multinazionali farmaceutiche. Andate ad esempio a ricercare come hanno trattato il prof. Montanari /esperto a livello mondiale) quando alla RAI tentò di contraddire Veronesi.
Non sono mai stato d'accordo con quanto sostiene.
...Veronesi è oramai un ******, un politico che guadagna e molto bene, sulla lotta ai tumori.
Sostiene anche che GL'inceneritori sono a rischio zero per la salute. Andate ad esempio a ricercare come hanno trattato il prof. Montanari /esperto a livello mondiale) quando alla RAI tentò di contraddire Veronesi.
Non sono mai stato d'accordo con quanto sostiene.
Lo so... infatti col mio post volevo solo evidenziare questa inaspettata disponibilità alla prudenza...
Canada: guasto a centrale nucleare, 73mila lt acqua contaminata in lago Ontario
Toronto, 17 mar. (Adnkronos/Dpa) - La centrale nucleare di Pickering a 35 chilometri dalla citta' canadese di Toronto ha riversato nel Lago Ontario 73mila litri di acqua contaminata. Lo ha reso noto la societa' che gestisce l'impianto, la Ontario Power Generation, dopo averne informato le autorita' competenti. Ieri l'acqua contaminata e' stata ''non intenzionalmente'' riversata nel lago. Sono state misurate tracce di trizio nell'acqua, ma in quantita' molto inferiori alla soglia considerata un pericolosa per la salute delle persone. ''Dal punto di vista normativo, e' un evento di importanza molto bassa. Non vi e' alcun impatto sull'acqua potabile'', ha spiegato la Ontario Power, assicurando che il malfunzionamento al sistema di scarico e' stato nel frattempo risolto.
...e chissà quante ne capitano!
Ora l'attenzione è focalizzata sull'argomento e tutti ne parlano, ma in 50 anni di produzione di energia da fonte nucleare sai quanti piccoli incidenti sranno capitati in giro per il mondo!
....non sono ancora straconvinto, ma incomincio a farmi un idea di quello che voterò al referendum!
C'è poco da fare, non c'è nessuna ragione plasibile per avviare la costruzione delle centrali nucleari, è talmente evidente che non si capisce come qualcuno possa pensare il contrario.
Come già detto l'unica via nucleare plausibile è quella delle centrali al Torio o di 4a generazione,
idea che però non sfiora nemmeno i progetti attuali.
Intanto, se ce ne fosse bisogno, per rafforsare ulteriormente la tesi antinucleare, basta dare uno sguardo a cosa ci hanno lasciato in eredità le centrali attive in Italia fino all''87.
Un pericolo e un inutile dispendio di risorse enorme che ci resterà sul groppone per chissà quanto ancora, e con una gestione aberrante da parte degli enti statali e governativi.
Pensate a cosa significherebbe riavviare un tale processo...
Quello che vuoi, Marvel, anche l'energia animale ... ma non il nucleare (comunque fossile e non disponibile in Italia, tanto per non dimenticarlo) ...
L'uranio non è combustibile fossile ma minerale, forse volevi dire "fissile"?
Hai ragione, intendo genericamente "non rinnovabile", ovvero appartenente a quella categoria di elementi che è disponibile in quanto ereditato. Intendo dire che non si rigenera e non posso crearlo. Ma quanto sei puntiglioso!!! (scherzo, eh... )
..ma avete visto il saluto ai pompieri giapponesi che vanno ad immmolarsi per la centrale nucleare? Sembrava uno squadrone di Kamikaze della seconda guerra mondiale. Tra l'altro oltre a sapere che saranno pesantemente contaminati sta cosa la fanno non per migliorare la situazione ma per mantenerla stazionaria.
Tutto perchè considerano l'ipotesi del sarcofago stile Cernobyl una sconfitta inaccettabile.
Interessante articolo di Guido Guidi a riguardo. Il grassetto l'ho messo io sui punti che considero i più salienti.
Non solo clima e non solo nuke SCRITTO DA GUIDO GUIDI IL 18 - MARZO - 2011
Siamo sconcertati, credo tutti. Siamo disorientati, credo tutti. Di fronte agli avvenimenti di questi ultimi giorni ci sarebbe ben poco da dire, se non che ciò che la Natura da la Natura riprende.
Sarà per questo che non si riesce a parlare delle solite cose. Come credo stia accadendo per la gran parte dei nostri lettori, in questi giorni impegnati con noi a gestire la cronaca degli avvenimenti in Giappone.
Credo ci sia da porsi un paio di domande: lo show deve andare avanti? La risposta è sì, facendo tesoro della lezione. E quanto ci vorrà perché si torni alla solita routine? Dipende da quanto si deciderà di surfare -letteralmente- sull’onda dello Tsunami per argomentare le proprie posizioni.
Hanno già cominciato in molti per la verità. E scopriamo con rammarico che al riguardo stiamo dimostrando di primeggiare, come ci fa notare Piero Vietti sul suo blog mettendo a confronto le prime pagine dei nostri quotidiani con quelli esteri.
Ho come l’impressione che di qui in avanti molte opinioni cambieranno. Nulla di male, purché questo avvenga perché si è imparato qualcosa in più, non per reazione emotiva. Perché il rischio che questo accada è alto, non fosse altro perché ad essere così duramente colpita è stata una nazione che pur essendo dall’altra parte del Pianeta fa parte di quelle che sentiamo più vicine. E questo genera un sentimento di prossimità che in altre occasioni non si è manifestato.
Un esempio. Il terremoto di Haiti dell’anno scorso si stima che abbia provocato 260.000 vittime, colpendo in un modo o nell’altro, oltre 4 milioni di persone. I numeri per quel che è accaduto in Giappone non sono ancora fermi, ma potrebbero essere inferiori per un ordine di grandezza o ancora meno -per fortuna. Però si è aggiunta la paura per quanto sta accadendo alle centrali nucleari e, malgrado -ancora per fortuna- di vittime sin qui non ce ne siano state, il livello di coinvolgimento emotivo è decisamente più elevato.
Ormai più di tre anni fa, abbiamo pubblicato il nostro primo post che trattava di argomenti connessi con l’energia nucleare. In quella sede, questa fonte energetica era inquadrata come un raccordo che avrebbe potuto consentire di arrivare a tecnologie rinnovabili più efficienti ed affidabili nel medio-lungo periodo. Il post ricevette critiche e consenso più o meno in pari quantità e la comunità di CM – allora molto più ristretta- cominciò a giovarsi dello strumento del dibattito per acquisire informazioni e formarsi delle opinioni.
Oggi scriveremmo le stesse cose? Qualcuno pensa che gli eventi recenti abbiano minato quanto si sapeva in termini di sicurezza sulle centrali nucleari e che la Natura abbia voluto ricordarci quanto è più forte di noi e quanto pericoloso possa essere sfidarla. Eppure, razionalmente, da questa sfida oggi non possiamo sottrarci, perché facendolo commetteremmo forse un errore ancora più grave. Con le tecnologie rinnovabili ancora decisamente insufficienti a soddisfare la fame di energia del mondo, la rinuncia allo sfruttamento dell’atomo convoglierebbe inevitabilmente le risorse verso le fonti fossili e questo, che abbia avuto o possa avere in futuro effetti sul clima o meno, sarebbe comunque un problema. Innanzi tutto geopolitico e, ancora peggio, ambientale.
Ma ci sono le radiazioni! Sì, ci sono, quante e dove andranno non lo sappiamo ma ci sono. Quanto danno possono fare? Qualcuno si è mai chiesto quante ne sono andate in giro per il mondo tra gli anni ‘50 e ‘60 per effetto degli esperimenti bellici sulle armi nucleari? Ma da allora il mondo è rinsavito! Ora c’è il trattato di non proliferazione! Sì, è talmente rinsavito che le oligarchie e i tiranni medio-orientali e nord-africani stanno prendendo a cannonate le loro stesse popolazioni per mantenere il controllo dei serbatoi di greggio del Pianeta, di cui per inciso il Giappone è il terzo consumatore mondiale. Poi magari toccherà al gas e al carbone, mentre la pentola dei metalli rari indispensabili alle tecnologie rinnovabili sta già bollendo. Siamo in ballo gente, ci tocca ballare se si vuole mantenere lo statu quo. Oppure no, si può decidere di cambiare musica, ma lo si deve fare sul serio.
Piuttosto che dilaniarsi in uno sterile e strumentale dibattito nucleare sì, nucleare no, si decida no.
Per primi? Sì, per primi.
Una volta per tutte, ricordando che questo non è mai accaduto, perché la scelta del 1987 non venne per volontà popolare ma per scelta politica, perché i quesiti referendari non proibirono l’uso dell’energia nucleare ma resero più difficile la realizzazione degli impianti. Quanto seguì fu un’interpretazione politica, legittima in quanto tale, discutibile in quanto tale, tanto che l’esito del terzo quesito è stato largamente disatteso per esempio.
Per cui, sotto. Rinunciare alla quota di energia che arriva da oltreconfine se prodotta con impianti nucleari segnerebbe la fine di quegli impianti costruiti apposta per noi. Un primo passo. Trasferire tutto il trasporto delle merci sul mare, via Tirreno e Adriatico. Niente con più di quattro ruote sulle nostre autostrade. Imporre per legge l’installazione di caldaie a condensazione e di impianti fotovoltaici domestici. Senza incentivi di sorta. Costruire termovalorizzatori e rigassificatori, potenziare la ricerca sulle smart grid, indispensabili a gestire fonti energetiche intermittenti ed altamente diversificate.
Al diavolo Kyoto e dintorni, una decarbonizzazione di fatto, non di mercato. E, infine, tirare la cinghia, e tanto, per un tempo indefinito.
Si può fare? Forse, ma se mai si comincia mai si finisce. Sono due posizioni antitetiche, ma in questo caso la verità non è nel mezzo, visto che in mezzo a questo guado ci stiamo da 25 anni e non abbiamo fatto un solo passo verso la riva.
Cosa scegliete?
Io quello che sostenevo qualche hanno fà quando è iniziata la campagna mediatica pro nucleare continuo a sostenere tutt'ora, non sono un fisico nucleare ma qualcosina di economia la capisco e le centrali in italia non sono necessarie economicamente!! togliamo gli incentivi alle energie rinnovabili ed investiamo bordate di euro per costruire le centrali che non saranno pronte fisicamente prima di dieci anni e non saranno redditizie energeticamente prima di 15 20... in pratica avremo le centrali a fissione quando sarà disponibile la fusione nucleare.....
Al costo della realizzazione ritenuto per tutti economicamente conveniente non si aggiunge mai però il costo di mantenimento il costo di "smaltimento" (che poi non sono smaltite ma solo nascoste in dei siti ritenuti sicuri) e soprattutto il costo di smantellamento della centrale una volta esausta che fanno lievitare la spesa di una decina di volte rispetto al costo di realizzazione dell'impianto.
Secondo me è solo uno spostare il problema energetico di qualche decennio lasciando ai nostri figli / nipoti il dilemma di come produrre l'energia più un bel fardello di scorie e centrali da smantellare.....
Come al solito il dubbio che le centrali in Italia portino interessi ai soliti noti è qualcosa di più che un sospetto e quando ho visto ieri Veronesi (presidente dell'agenzia per la sicurezza nucleare??? ma non era un oncologo?? non è quello che isse che provoca più cancro il pomodoro e la patata che non gli inceneritori e le polveri sottili???) mi è subito suonato il campanello d'allarme che la solita cricca si stà muovendo si prende tempo in questo momento di crisi internazionale per non perdere consenso e tra uno massimo due anni ecco che ci spunteranno le centrali.....
Questa è l'occasione di puntare sul rinnovabile con decisione e spero che l'Italia non perda anche queto treno....preferisco vedere una zona semidesertica ed ettari di capannoni industriali ricoperti di pannelli fotovoltaici piuttosto che avere una tomba nucleare nella mia regione che non risolve il problema energetico ma va ad ingrassare le tasche dei soliti noti.....
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