sconfitta meritata quella del milan ieri sera, anche se il rigore è generoso, quest'ultimo va a compensare il rigore netto su sanchez all'andata a milano..
difficile cmq passare quando hai la squadra piu forte del mondo davanti, cmq milan a centrocampo sovrastato, giocatori come ambrosini e seedorf giunti al copolinea da diverse stagioni, l'unico che correva era nocerino
zlatan solito giocatore inconcludente in europa, lo è stato sempre e sarà sempre cosi
robinho classico giocatore che si mangia i gol
pato grossa cavolata quella di Silvio a lasciarlo al milan 35 mln di euro del psg erano un una barca di soldi per un giocatore finito..
resta il fatto che come organico il milan è sicuramente tra le prime 8 in europa ma non di più
Sognare non costa nulla. E fino alle 21.15 circa di ieri sera, è stato a tratti un sogno bellissimo. Poi è arrivato il risveglio. Un po' brusco, onestamente, ma non così traumatico, in fin dei conti. Perché sapevamo tutti che era un sogno, e, inconsciamente, ci eravamo già preparati ad essere riportati alla realtà. Siamo fuori dalla Champions. Per qualcuno lo eravamo già dal 16 marzo, giorno dei sorteggi. La sensazione è che, con un accoppiamento più benevolo, saremmo potuti andare ancora avanti. La certezza è che la nostra dimensione europea è cresciuta. Nonostante le assenze, al di là dei limiti della nostra rosa, siamo riusciti a tener testa ad una delle squadre più forti d'Europa. Almeno finché l'arbitro non ha deciso di mettere il Barça sui binari della semifinale. Ma questa è un'altra storia.
Premesso che i tiri totali del Barcellona sono stati diciassette (se la matematica non è un'opinione, nove più otto non fa ventuno), e che solo nove sono stati indirizzati verso lo specchio della porta, il dominio del Barcellona, almeno quello numerico, è un dato relativo e pompato dagli ultimi venti minuti della partita, quando in campo, ormai, c'erano solo loro. Fino al minuto 40' del primo tempo, i numeri dicevano che il Barcellona aveva tirato tre volte verso la porta di Abbiati, senza trovare gol. Il Milan una sola, ma decisiva. Il rigore "regalato" ai blaugrana ha affossato mentalmente i ragazzi di Allegri, che non sono più stati in grado di fare la partita che si erano prefissati e che, in qualche modo, stava pure riuscendo. La rete di Iniesta ha definitivamente chiuso il discorso, e da lì è nato il monologo catalano, con le statistiche che sono cresciute a dismisura. Onestamente, tuttavia, limitare la sconfitta del Milan a quel singolo episodio, sarebbe scorretto. Se in tutta la partita, riesci a produrre un solo tiro in porta, non puoi sperare di giocartela contro una superpotenza calcistica. È vero, magari senza quel rigore le cose potevano cambiare, ma è altrettanto vero che, sul 2-1, la partita non era chiusa, e si poteva ricominciare e cercare ancora un gol.
Pesa l'errore di Mexes in occasione del primo rigore, ma è un errore che poteva commettere chiunque. È mancato Antonini, che ha pagato un po' di stanchezza e, forse, un'eccessiva tensione. Ad Ambrosini, andrebbe fatto un monumento. Ha giocato tre partite in una settimana, ed ha mantenuto lo stesso, encomiabile, atteggiamento in campo. Primo a correre e sbattersi, ultimo ad arrendersi. Un vero capitano. La vera soddisfazione è stata la rete di Nocerino. Il 22 rossonero aveva esordito proprio al Camp Nou, durante i gironi, e da lì non ha saltato una partita. Il gol, seppur inutile ai fini del risultato, è comunque un premio alla straordinaria stagione del centrocampista napoletano. Sui componenti dell'attacco, quando le partite vanno così, diventa sempre difficile esprimere un giudizio. Là davanti arrivano pochissimi palloni giocabili, e da uno di questi nasce la bellissima azione che porta al gol. Ibra è sceso spesso a centrocampo a dettare il passaggio, ma i compagni di reparto non davano profondità. Si è visto qualche movimento interessante solo negli ultimi minuti, con l'ingresso di Maxi Lopez, segno che, forse, azzardare un altro attaccante al posto di Robinho (leggi Faraone), magari avrebbe dato qualche frutto in più. O magari no.
Clarence Seedorf non pervenuto. A dirlo è il tabellino della sua partita. Otto palle perse, zero tiri, zero dribbling, zero contrasti vinti. Se è vero che quasi tutti ieri sera non hanno brillato, dal culone ci si aspettava molto di più. Perché queste dovrebbero essere le sue notti, quelle dove lui si esalta. Perché, a differenza di altri, Ambrosini su tutti (per citare un ottuagenario suo pari), lui non ha giocato sabato proprio per arrivare "fresco" alla sfida di coppa. Gli applausi del Camp Nou, sono comunque il tributo ad un calciatore che, se lo augurano in tanti, ha disputato la sua ultima partita in Champions League, almeno con la maglia del Milan. Di sicuro, l'applauso va alla carriera del calciatore. Qualcuno ha ipotizzato che fosse anche un ringraziamento per la prestazione offerta in campo. Come dargli torto. La situazione di Pato sta diventando surreale. Dopo aver avuto l'ok da parte di medici di tutto il mondo, bastano quattordici minuti ed una corsetta per regalare al papero il quattordicesimo infortunio della sua breve carriera. E la mente vola a quel giorno di gennaio, quando Galliani era a Manchester a far firmare la cessione di Tevez, mentre un bischero di emiro aveva deciso di regalarci quasi trenta milioni per accaparrarsi un catorcio. Poi è intervenuto uno che di calcio sì che ci capisce, ha lasciato dov'era Tevez, e si è tenuto il catorcio, perché, sue parole, lui è il futuro della squadra. A lui, ed a tutti quelli che avevano esultato alla notizia, adesso chiedo: dove lo troviamo un altro bischero che ci da dei soldi per uno da rottamare?
da "La Stampa" - 3 aprile 2012
rubrica "BUONGIORNO" di Massimo Gramellini
L'antidoto dei play-off
ai traditori del pallone
Dunque sarebbe andata così. Gli ultrà del Bari si accorgono che i giocatori, praticamente retrocessi, vendono le partite. Ma anziché redarguirli o denunciarli si mettono in affari con loro. Scommettono contro la propria squadra del cuore.
E per farlo non scelgono una partita qualsiasi. Scelgono il derby col Lecce.
Provo a immaginarmi mentre scommetto contro il Toro in un derby e al solo pensiero vengo sopraffatto da brividi di sgomento per un simile atto contro natura. E questi sarebbero dei tifosi? I tifosi del Bari, quelli veri, entrano allo stadio ignari. Par di vederli prendere posto sui gradini con i figli appesi a bandieroni più grandi di loro. «Papà, oggi vinciamo, vero?». E in quella domanda risuona ancora una fiducia totale nell’andamento lineare del mondo. Comincia la partita e le cose per il Bari si mettono male: il Lecce segna un gol. Ma si può sempre rimontare, niente è più bello di un derby vinto in rimonta. Poi il leccese Jeda spara un cross innocuo in mezzo all’area barese e il difensore Andrea Masiello si avventa sul pallone a gambe sguainate. Col primo piede lo manca, ma lo colpisce col secondo. E come lo spigolo di un flipper lo sospinge in fondo alla rete.
Un autogol talmente sguaiato da sembrare sincero persino ai telecronisti più sgamati. Masiello perfeziona l’inganno con gesti da attore consumato: prima si butta all’indietro e poi si siede per terra, la testa reclinata sulle ginocchia. È una réclame della disperazione. Penso al bambino col bandierone sugli spalti, alle sue lacrime irrefrenabili, perché tutti i maschi da piccoli hanno pianto una volta alla fine di un derby perduto e per molti di loro - di noi - è stato il primo appuntamento con la durezza della vita e dei suoi verdetti spesso incomprensibili.
In questo caso il verdetto è truccato. Il difensore * ha preso duecentotrentamila euro per «cristallizzare» il risultato, come egli stesso ammette con linguaggio assurdamente forbito nella confessione controfirmata davanti agli inquirenti. Duecentotrentamila euro per far piangere tanti bambini e far guadagnare tanti soldi agli ultrà e ai compagni di squadra coinvolti nella truffa. E pare che non finisca qui. Grazie alla vittoria «cristallizzata» da Masiello, il Lecce infatti è salvo con una giornata di anticipo e alcuni suoi giocatori possono tranquillamente vendersi l’ultima di campionato contro la Lazio. Questa, almeno, la convinzione della magistratura. Sta di fatto che il giorno dopo l’allenatore del Lecce straccia il contratto e se ne va senza dare spiegazioni. Le scommesse nel calcio sono come il doping nel ciclismo: molti le praticano, tutti lo sanno, nessuno ne parla. Lo chiamano «quieto vivere», ma il suo nome vero è «omertà».
A questo punto dovrebbe partire il pistolotto moralista contro il pallone, specchio e metafora di una società avida e sregolata: Masiello come i broker di Wall Street. Il quadro è disperante, perché a vario titolo coinvolge tutti gli attori (è il caso di dirlo): giocatori, allenatori, dirigenti e ultrà. Un sistema di professionisti cinici che campa sulle spalle di alcuni milioni di creduloni che continuano a pagare il biglietto o l’abbonamento televisivo per nutrirsi di emozioni sempre più edulcorate. Ma in attesa dell’illuminazione collettiva che cambierà la natura umana - o semplicemente dell’esplosione di questo giocattolo gonfiato da troppi soldi, partite, interessi - mi permetto di proporre una soluzione che ai ladri toglierebbe, se non la voglia, almeno l’occasione per rubare. I playoff.
Un campionato a sedici squadre che finisca a Pasqua e poi lasci il posto a due tornei a eliminazione diretta: fra le prime otto per lo scudetto e fra le ultime otto per la salvezza. Così tutte le sfide di primavera diventerebbero decisive e sarebbe molto difficile architettare giochi sporchi. La condizione ideale per la truffa è che una delle due squadre, come il Bari di Masiello in quel derby, non abbia più stimoli sportivi. Solo i playoff garantiscono la par condicio. La garantiscono prima, quando le partite contano poco. E dopo, quando contano troppo, ma sempre per entrambi.
Certo, che pena. Mi torna alla mente l’ultima intervista a Giorgio Bocca in casa sua. Dopo averlo sentito enumerare per due ore le nefandezze del mondo, gli chiesi: ma secondo te esiste ancora qualcosa di pulito in cui credere? Gli occhi di Bocca si illuminarono: «Oh sì! Un bicchiere di vino rosso e una bella partita in tv». Come tutti i vecchi, era tornato bambino. Non ebbi il coraggio di rovinargli l’incanto, suggerendogli di circoscrivere i suoi sogni di purezza al vino.
rigore inventato...stop di braccio di lopez e palo!
furto a S Siro!
avevi dubbi che ci scappava il rigorino...
Ora che la fiorentina ha pareggiato qualcosa uscirà ancora
____________ Le medie non sono altro che un tentativo della mente umana di dare un ordine ad un sistema che per natura sua è disordinato www.perugiameteo.it
rigore inventato...stop di braccio di lopez e palo!
furto a S Siro!
incommentabile
____________ Il mondo é diviso in uomini che lavorano, sudano, soffrono e "caporali" che sfruttano il lavoro, il sudore e la sofferenza dei primi. Toto'
rigore inventato...stop di braccio di lopez e palo!
furto a S Siro!
incommentabile
Oggi da non credente posso dire:
In alto c'è qualcuno
____________ Le medie non sono altro che un tentativo della mente umana di dare un ordine ad un sistema che per natura sua è disordinato www.perugiameteo.it
Spero facciano fuori la metà dei giocatori in campo più allenatore e secondo allenatore....squadra completamente sbagliata dall'inizio con Maxi buttato nella mischia a far a botte con Ibra...ostinato allenatore che continua a far giocare Emanuelson che, da giocatore mediocre quale è, sbaglia praticamente tutto....non c'è un uomo che faccia la regia in questa squadra...buttiamo su i palloni sperando in una giocata di qualcuno...SCANDALOSO!!! Zambrotta che continua a percepire uno stipendio SCANDALOSO!!!
Alla fine quel mezzo allenatore che butta dentro tutti gli attaccanti che esistano in Italia e becca giustamente goal....NON E' LA' DAVANTI IL PROBLEMA, IMBECILLE!!!
Non ho parole.....dico solo FORZA JUVE che spero vincerà questo campionato, guadagnato tutto nel finale di campionato!!!
Ed ora tocca a noi a Palermo ci vorra una grande Juve,spero non si facciano prendere dalla frenesia di vittoria che in questi casi é sempre in agguato.....FORZA RAGAZZI...
____________ Il mondo é diviso in uomini che lavorano, sudano, soffrono e "caporali" che sfruttano il lavoro, il sudore e la sofferenza dei primi. Toto'
la Juventus in questo momento è di gran lunga più forte (ed in forma) del Milan... poco da fare. Speriamo di perdere meno punti possibile in queste 2/3 giornate sperando di recuperare giocatori e forma.
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