Le uniche parole delle quali esser certi, penso siano riconducibili del tutto in questo comunicato del direttore della IESN rete sismica sperimentale italiana.
Intervento chiarificatore anche in base alla diatriba sulla possibilità di prevedere o meno terremoti. Gli unici ragionamenti che si possono fare con le tecniche di studio attuali, si concentrano sull'osservazione della serie sismica in atto e sul suo esame.
Anche in questo caso, sempre col senno di poi, si è riusciti ad individuare un evento di foreshock risalente al 30 marzo, quello che veramente poteva allarmare per un possibile imminente main shock venuto poi 7 giorni dopo.
In seguito al foreshock, si denota chiaramente una pausa temporanea e relativa dell'attività dello sciame microsismico(1-5 aprile con "solamente" un paio di scosse più significative in 6 giorni).
La successiva ed ultima intensificazione dell'attività dello sciame sismico, ripresa di gran carriera la serata del 5 con 2-3 eventi importanti in poche ore, è stata veramente significativa e statisticamente rispondente all'imminenza di un probabile main shock di li a poche ore, avvenuto poi.
Si noti però che si parla di
probabile main shock, in quanto tutto ciò è frutto di statistica, considerazioni basate sul parallelismo di sciami sismici avvenuti negli anni indietro e su probabilità di ritorno dello stesso in loco.
Si può notare quindi come la previsione di un terremoto non possa prescindere da serie storiche, tempi di ritorno e calcoli derivati. Le persone preposte all'esame della serie sismica che si protrae dal 16 gennaio 2009 nell'Aquilano, sicuramente avranno di giorno in giorno individuato almeno 5-6 probabili foreshock, puntualmente poi uno solamente di questi è il vero foreshock...vai un pò a considerare quale può essere quello giusto!
Senza contare che nei casi meno sciagurati non vi sono foreshock di precursione, ed il tutto si "addormenta" fino alla prossima attività che può ricadere un anno, dieci o cento più tardi.
L'associazione quindi di un evento sismico estremo, con un accostamento temporale ben definito e "circoscritto" come può essere una data di probabile shock sismico, o peggio ancora un orario, è puramente fantasia che deve essere sanzionata come si fa per i procurati allarmi, niente più niente meno, affinchè non ci si svegli la mattina e ci si reinventi centri sperimentali non referenziati, capaci di asserire strafalcioni senza che se ne prendano le responsabilità di ciò che si comunica in maniera simil-ufficiale.
Scusate se vi ho tediato lungamente, ecco il comunicato che in origine volevo mostrare:
COMUNICATO I.E.S.N.
In questo momento di apprensione per la sorte della città dell'Aquila, duramente e tragicamente colpita dall'immane tragedia dell'evento sismico, ci sentiamo in dovere di chiarire alcuni aspetti fondamentali verso tutti coloro che stanotte e nei giorni scorsi si sono rivolti alla I.E.S.N. onde cercare di comprendere cosa stesse o cosa sia successo
Tecnicamente il Main Shock (evento principale) è stato preceduto da una corposa sequenza microsismica iniziata il 16 gennaio scorso e composta da molti eventi di bassa magnitudo (max 2.9). Il giorno 30 marzo alle ore 13.38 utc accade quello che ben può essere definito (oggi) come foreshock, ovvero "precursore". La sequenza poi evidenzia venerdi 3 aprile un altro evento di magnitudo 3.1. Da quel momento la stessa subisce un'improvvisa pausa fino alle 20.48 di ieri sera, allorquando in rapida successione si verificano un M 3.9 ed un M 3.4. Null'altro fino alle ore 01.33.
Ciò detto, è bene evidenziare che nessuno, nella comunità scientifica, poteva prevedere l'accadimento odierno. Tutte le valutazioni tecniche possibili e anche realiste alla luce dell'andamento dello "sciame", si possono trarre purtroppo solo con il senno del poi.
La città dell'Aquila come ampiamente ripetuto in queste ultime settimane è una zona ad altissimo rischio sismico, costellata nei secoli scorsi anche da grandi eventi (1703). Statisticamente l'evento di oggi potrebbe anche ricadere in una "finestra" temporale di "ritorno", ma anche i dati storici non permettevano alcuna certezza.
Ciò che ancora una volta si è dimostrata grandemente nefasta è la situazione del patrimonio abitativo della città, che seppur classificata come zona sismica di I^ cat in alcuni casi ha dimostrato di non essere adeguata ad un evento sismico, scientificamente medio-forte, di tal genere.
Ed è questa l'unica vera considerazione e certezza su cui TUTTI in Italia debbono riflettere.
6 aprile 2009, ore 8.30 - Il Direttore