#165 Poranese457 Ieri alle 10:32
Come sempre i conti si faranno alla fine ma permettetemi di fare una rapida riflessione
Stiamo a tutti gli effetti vivendo un'ondata di caldo storica!! Le vicissitudini non solo italiane ma anche di Spagna, Francia, Inghilterra, Germania ampliano il raggio d'azione di quella che potrebbe essere ricordata come la fase calda più intensa ed estesa dal 2003 in avanti. Chiaro che il 2003 poi proseguì per altri due mesi mentre stavolta ci si augura una fine più breve ma rimane l'assoluta rilevanza dell'evento di quest'anno
Che poi ad appena 12 mesi da quello che sembrava un traguardo irraggiungibile, cioè battere l'anomalia termica positiva di Giugno 2025, ci troviamo praticamente a fare il bis dimostra l'accelerazione inequivocabile del riscaldamento globale che, permettetemi, non può in alcun modo banalizzato o narrato come "nuova normalità climatica" perchè risulta semplicemente essere un mostro che ogni anno batte se stesso. Quindi non ci sono nuove normalità, c'è solo un costante balzello verso l'alto che frantuma record di caldo su record di caldo non dando a niente e nessuno alcuna possibilità di adattamento o accettazione non dando a niente e nessuno alcuna possibilità di adattamento o accettazione.
E il punto, secondo me, è proprio questo: non siamo davanti al “solito caldo”, né a una semplice estate partita forte. Siamo davanti a una sequenza di eventi che ormai tende a riscrivere continuamente la scala del possibile. Il 2003 fu uno spartiacque perché sembrò un’anomalia irripetibile; oggi, invece, il rischio è che eventi di quella portata vengano non solo raggiunti, ma avvicinati o superati con una frequenza sempre più ravvicinata.
La cosa più inquietante non è il singolo picco termico, per quanto estremo, ma la vastità geografica dell’evento, la sua precocità, la persistenza delle anomalie e la facilità con cui vengono coinvolte aree molto diverse tra loro: Mediterraneo, Francia, Germania, Regno Unito, Europa centrale. Quando un’ondata di caldo riesce a diventare continentale, a mettere sotto stress reti elettriche, sanità, agricoltura, trasporti e vita quotidiana, allora non stiamo più parlando solo di meteorologia, ma di tenuta complessiva dei nostri sistemi.
Poi, come sempre, saranno i dati finali a stabilire il posto esatto di questa fase negli archivi climatici. Ma già oggi possiamo dire che minimizzarla sarebbe un errore enorme. Perché il clima non sta semplicemente cambiando: sta accelerando. E ogni estate che passa sembra aggiungere un nuovo gradino a una scala che non avremmo mai voluto salire così in fretta.
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