Date retta a me che lo vivo spesso sulla mia pelle: il passaggio fra la quota neve delle zone con aria fredda e quelle con richiamo caldo è spesso nettissimo. Molto più di quello che non dicano le carte.
Da queste parti, solitamente, il paesetto di Categge rappresenta il limite fra le nevicate (a nord) e le piogge (a sud) in caso di confluenza di messe d'aria diverse. La spiegazione è semplice: all'incirca attorno al valico di Fossato, la direzione dell'appennino varia bruscamente da NW-Se a NNW-SSE, per cui l'irruzione di aria fredda viene praticamente bloccata e, per molte ore, non avanza se non penetrando dal valico di Fossato, mentre l'aria che discende da quote superiori dal crinale si foehnizza e si riscalda oppure ci sono refoli di aria calda in quota..
A Categge, dunque, in corrispondenza della nuova rotonda sulla Flaminia c'è il limite nettissimo: spesso la quota neve, verso nord, diminuisce improvvisamente di oltre 600-800 metri.
Due o tre anni fa, addirittura (e non sto scherzando), la neve cadeva copiosa da un lato della rotonda, mentre dal lato opposto (quello a sud) pioveva. Il limite era tanto netto che, posizionandomi con l'auto in un certo punto, ho avuto fiocchi sul parabrezza e pioggia sul lunotto.
Dico sul serio, anche se io stesso stentavo a credere ai miei occhi.
Già dopo cento metri a nord della rotonda, la neve attecchiva al suolo, con +1°C, mentre 100 metri prima, pioveva a 3°C. E questo non per qualche minuto, ma per un giorno intero.
Secondo la mia esperienza, quindi, potrebbe davvero succedere che nevichi fino al piano in Valtiberina, Pian d'Assino fino a Branca e a Fossato. Dopo Categge, la neve potrebbe improvvisamente cadere a 800 metri, se non più. In queste condizioni, con masse d'aria diverse che s'invorticano, qui è successo molte volte.
Non so se esistano altri posti del genere in Umbria...