#61 marvel Gio 04 Dic, 2014 23:49
Come già evidenziato da alcuni di voi, sarà probabile un cambiamento di posizione del VP che, un po' su tutta la struttura (anche in stratosfera), andrà spostando il suo asse maggiore dalla posizione Nord America - Asia centrale (Siberia Centrale), ad Europa Centro-occidentale - Asia Orientale (Siberia Orientale) .
Finché resta dinamico, cioè non si fossilizza nella posizione che "premia" Canada e USA, tutto è possibile.
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#62 marvel Sab 06 Dic, 2014 16:36
Interessante ed argomentato articolo di Mario Giuliacci sull'inverno 2014-2015.
Aggiungerei anche l'Indice SAI, che più o meno la pensa come l'OPI (quindi positivo), e l'indice IZE che è molto più cauto ed è per un inverno neutro, forse lo metterei come "negativo" per le sorti dell'inverno.
Quindi, aggiornando l'elenco, staremmo per 6 parametri favorevoli ad un inverno freddo, contro 3 sfavorevoli.
Sulla bilancia quindi, sempre secondo questo metodo di valutazione, piuttosto forzato a dire la verità, il freddo prevarrebbe sul caldo per 2/3.
Personalmente penso che i movimenti dei prossimi giorni (1 settimana) potranno farci capire la tendenza per il prossimo mese (prima parte dell'inverno).
Come sarà l'inverno 2014-15. Ultima puntata
Sabato 06 Dicembre 2014
Il 28 ottobre in un primo articolo pubblicato su questo sito dal titolo "Inizia il nostro viaggio alla scoperta dell’inverno prossimo" avevamo passato in rassegna tutti quegli indici che sintetizzano i trend in atto in ottobre-novembre nella circolazione atmosferica e nella temperature superficiali degli oceani, e che, per la loro persistenza o impatto di lungo periodo, è lecito supporre che mantengano immutato il loro trend e/o la loro influenza anche in inverno.
Per coloro che non sono interessati alla disquisizione tecnica, consiglio di passare direttamente alle conclusioni.
In questo ambito qui ricordiamo gli Indici che hanno un credibile e collaudato valore prognostico per la stagione invernale:
OPI (October Pattern Index) vedi articolo su http://app.til.it/opi/
QBO (Quasi-Biennal Oscillation). Vedi articolo del 7.11.2014;
Attività del sole Vedi articolo dell'16.11.2014;
NAO (North Atlantic Oscillation) – Vedi articolo del 22.11.2014
Tripolo Nord atlantico (vedi articolo del 24.11.2014 e 26.11.2014
ENSO (El Niño Southern Oscillation - articolo del 28.11.2014
Snow Cover articolo del 3.12.2014
Riassumiamo gli esiti dell'analisi di tali indici in termini di prognostici per l'inverno 2014-15
1. OPI
Previsto molto negativo per l'inverno prossimo e quindi tale da favorire una AO a prevaleza negativa e quindi ad un inverno più freddo della media;
2. QBO (Quasi BiennalOscillation),
La QBO è diventata appena negativa sia a 30 che a 50 hPa (fig.3) e tale resterà per tutto il periodo invernale. Ma una QBO positiva tende ad indebolire sia l'anticiclone delle Azzorre che la bassa pressione sul vortice polare (quindi AO positiva, una situazione che favorisce lo split del Vortice polare dalla sua sede. Insomma lo stato attuale della QBO è favorevole ad un inverno più freddo del normale.
3. attività del sole
L'attività solare in termini di indice Ap (indice di attività geomagnetica) è debole da una decina di anni e quindi favorevole ad una NAO invernale negativa con un inverno più freddo della norma
4. NAO
La configurazione delle anomalie attuali nella SST atlantica è proprio quella che tende a favorire una NAO negativa e quindi un inverno in media più freddo della norma.
5. Tripolo atlantico
Nel quinto e sesto articolo dedicati al tripolo atlantico avevamo concluso per l'inverno porssimi il tripolo resterà probabilmente negativo e quindi favorevole ad irruzioni di aria più fredda della norma alle medio-basse latitudini.
6. ENSO
Anche in questo inverno l’ENSO sarà in condizioni neutre secondo le proiezioni elaborate da 25 distinti centri che prevedono anomalie di SST comprese tra -0.5 °C e +0.5 °C, avevamo concluso che quest’anno non ci sarebbe stata una influenza dell’ENSO sulle vicende invernali europee.
7. Snow cover
Nell’ultimo articolo dedicato alla copertura nevosa sull’Eurasia. avevamo però concluso che questo fattore sarebbe stato poco incidente perché quest’anno la copertura nevosa in Eurasia non si presenta nella norma.
Riassumendo ecco qui di seguito in tabella l'influenza dei 7 singoli parametri per un inverno 2014-15 più freddo della norma.
Ben 5 indici su 7 propendono per un inverno più freddo della norma, mentre due sono a sfavore.
Quindi potremmo concludere che il prossimo inverno credibilmente le probabilità giocano più a favore di un inverno freddo e nevoso piuttosto che di un inverno tiepido e piovoso.
da http://www.meteogiuliacci.it/artico...ma-puntata.html
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Ultima modifica di marvel il Sab 06 Dic, 2014 17:37, modificato 5 volte in totale
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#63 marvel Dom 14 Dic, 2014 16:04
Ancora l'analisi (con cui concordo sostanzialmente) del Colonnello Mario Giuliacci che ci fa sapere che prima di Natale non c'è niente da fare per il freddo serio.
Potrà arrivare un'ondata di freddo intenso prima di Natale?
Giovedì 11 Dicembre 2014

Tutte le irruzioni notevoli per intensità e durata di aria gelida artica proveniente direttamente dal circolo polare sul Continente europeo nascono dalle vicende atmosferiche della Stratosfera polare.
Tali irruzioni però sono sempre preannunciate 7-10 giorni prima da una intrusione dell'anticiclone canadese/Aleutine (freddo al suolo ma caldo oltre 4-5 km) entro il circolo polare, con conseguente riscaldamento della stratosfera polare e sostituzione del vortice ciclonico polare con una circolazione anticiclonica. Il vortice polare, spodestato dalla sua sede ("splitting"), è costretto a spostarsi verso il lato euroasiatico e da qui poi, si propaga poi rapidamente verso più basse latitudini, portando aria gelida e nevicate anche in pianura su gran parte del continente europeo.
In un normale inverno sono in media appena 2-3 i casi di forti e durature irruzioni di aria artica. Ma sono tali eventi a lasciare segni profondi nella stagione invernale.
Da quanto detto una eventuale colata di aria artica di notevoli proporzioni è preceduta, 7-10 giorni prima, da un surriscaldamento graduale della stratosfera polare ("stratwarming") di circa 10-20 gradi (stratwarming minor) o, in casi più rari (una volta ogni 4-5 inverni), addirittura di più di 25 gradi (stratwarming major).
Insomma lo strawarming è un buon indice precursore di tutti gli eventi invernali nei quali il freddo è grande assoluto protagonista.
Ed eccoci allora al punto.
Fino a circa 20 dicembre(vedi figura) non è previsto uno" splitting" del vortice polare dalla sua sede perché, come mostra la figura, il vortice stratosferico è ancora ben saldo e compatto nella sua sede naturale.
Ma ammesso che la stratosfera inizi a riscaldarsi intorno al 20 dicembre, prima che lo stratwarming provochi la defenestrazione del vortice polare fuori dalla sua sede passerebbero almeno 7-10 giorni
Ecco perché non prevediamo irruzioni di aria artica di notevole intensità prima di Natale.
Ciò non esclude che possa arrivare qualche ondata"minore" di freddo come quella avvenuta tra mercoledì e giovedì appena passati.
http://www.meteogiuliacci.it/artico...-di-natale.html
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#64 gubbiomet Dom 14 Dic, 2014 18:26
Ancora l'analisi (con cui concordo sostanzialmente) del Colonnello Mario Giuliacci che ci fa sapere che prima di Natale non c'è niente da fare per il freddo serio.
Potrà arrivare un'ondata di freddo intenso prima di Natale?
Giovedì 11 Dicembre 2014

Tutte le irruzioni notevoli per intensità e durata di aria gelida artica proveniente direttamente dal circolo polare sul Continente europeo nascono dalle vicende atmosferiche della Stratosfera polare.
Tali irruzioni però sono sempre preannunciate 7-10 giorni prima da una intrusione dell'anticiclone canadese/Aleutine (freddo al suolo ma caldo oltre 4-5 km) entro il circolo polare, con conseguente riscaldamento della stratosfera polare e sostituzione del vortice ciclonico polare con una circolazione anticiclonica. Il vortice polare, spodestato dalla sua sede ("splitting"), è costretto a spostarsi verso il lato euroasiatico e da qui poi, si propaga poi rapidamente verso più basse latitudini, portando aria gelida e nevicate anche in pianura su gran parte del continente europeo.
In un normale inverno sono in media appena 2-3 i casi di forti e durature irruzioni di aria artica. Ma sono tali eventi a lasciare segni profondi nella stagione invernale.
Da quanto detto una eventuale colata di aria artica di notevoli proporzioni è preceduta, 7-10 giorni prima, da un surriscaldamento graduale della stratosfera polare ("stratwarming") di circa 10-20 gradi (stratwarming minor) o, in casi più rari (una volta ogni 4-5 inverni), addirittura di più di 25 gradi (stratwarming major).
Insomma lo strawarming è un buon indice precursore di tutti gli eventi invernali nei quali il freddo è grande assoluto protagonista.
Ed eccoci allora al punto.
Fino a circa 20 dicembre(vedi figura) non è previsto uno" splitting" del vortice polare dalla sua sede perché, come mostra la figura, il vortice stratosferico è ancora ben saldo e compatto nella sua sede naturale.
Ma ammesso che la stratosfera inizi a riscaldarsi intorno al 20 dicembre, prima che lo stratwarming provochi la defenestrazione del vortice polare fuori dalla sua sede passerebbero almeno 7-10 giorni
Ecco perché non prevediamo irruzioni di aria artica di notevole intensità prima di Natale.
Ciò non esclude che possa arrivare qualche ondata"minore" di freddo come quella avvenuta tra mercoledì e giovedì appena passati.
http://www.meteogiuliacci.it/artico...-di-natale.html
Sai la stima che ho per te e per il colonnello Giuliacci, ma non credo che 10-14 giorni di distanza ci sia bisogno di interrogare la stratosfera per dire che non ci sarà nessuna ondata di freddo intensa ...
Questi studi che rispetto e seguo, credo che debbano dare indicazioni più a lunga gittata.....
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#65 marvel Dom 14 Dic, 2014 21:59
Ancora l'analisi (con cui concordo sostanzialmente) del Colonnello Mario Giuliacci che ci fa sapere che prima di Natale non c'è niente da fare per il freddo serio.
Potrà arrivare un'ondata di freddo intenso prima di Natale?
Giovedì 11 Dicembre 2014

Tutte le irruzioni notevoli per intensità e durata di aria gelida artica proveniente direttamente dal circolo polare sul Continente europeo nascono dalle vicende atmosferiche della Stratosfera polare.
Tali irruzioni però sono sempre preannunciate 7-10 giorni prima da una intrusione dell'anticiclone canadese/Aleutine (freddo al suolo ma caldo oltre 4-5 km) entro il circolo polare, con conseguente riscaldamento della stratosfera polare e sostituzione del vortice ciclonico polare con una circolazione anticiclonica. Il vortice polare, spodestato dalla sua sede ("splitting"), è costretto a spostarsi verso il lato euroasiatico e da qui poi, si propaga poi rapidamente verso più basse latitudini, portando aria gelida e nevicate anche in pianura su gran parte del continente europeo.
In un normale inverno sono in media appena 2-3 i casi di forti e durature irruzioni di aria artica. Ma sono tali eventi a lasciare segni profondi nella stagione invernale.
Da quanto detto una eventuale colata di aria artica di notevoli proporzioni è preceduta, 7-10 giorni prima, da un surriscaldamento graduale della stratosfera polare ("stratwarming") di circa 10-20 gradi (stratwarming minor) o, in casi più rari (una volta ogni 4-5 inverni), addirittura di più di 25 gradi (stratwarming major).
Insomma lo strawarming è un buon indice precursore di tutti gli eventi invernali nei quali il freddo è grande assoluto protagonista.
Ed eccoci allora al punto.
Fino a circa 20 dicembre(vedi figura) non è previsto uno" splitting" del vortice polare dalla sua sede perché, come mostra la figura, il vortice stratosferico è ancora ben saldo e compatto nella sua sede naturale.
Ma ammesso che la stratosfera inizi a riscaldarsi intorno al 20 dicembre, prima che lo stratwarming provochi la defenestrazione del vortice polare fuori dalla sua sede passerebbero almeno 7-10 giorni
Ecco perché non prevediamo irruzioni di aria artica di notevole intensità prima di Natale.
Ciò non esclude che possa arrivare qualche ondata"minore" di freddo come quella avvenuta tra mercoledì e giovedì appena passati.
http://www.meteogiuliacci.it/artico...-di-natale.html
Sai la stima che ho per te e per il colonnello Giuliacci, ma non credo che 10-14 giorni di distanza ci sia bisogno di interrogare la stratosfera per dire che non ci sarà nessuna ondata di freddo intensa ...
Questi studi che rispetto e seguo, credo che debbano dare indicazioni più a lunga gittata..... 
Io la penso esattamente come te, ma non posso certo negare che la stratosfera non sia proponendo nulla di particolare per il prossimo futuro. 
D'altronde c'è una cosa che Giuliacci non dice, ovvero che le oscillazioni termiche stratosferiche, individuate dai modelli, permettono di vedere più in là di quanto i modelli stessi non vedano. Nel senso che se i modelli deterministici prevedono un forte riscaldamento (di tipo Major), noi possiamo spingerci ancora più avanti e capire le probabilità che questo possa sfondare in troposfera (situazione di coupling) oppure no, e addirittura ipotizzare su quali quadranti emisferici potranno andare ad esprimersi le eventuali colate dovute allo split del VP.
Non è certo un caso che da anni si stiano studiando queste dinamiche a fini predittivi.
Dinamiche ancora difficili da simulare, visto che non tutti i tasselli del meccanismo sono stati chiariti, ma in gran parte conosciute e quindi utilizzate, anche se ancora "empiricamente".
Comunque ad oggi siamo in grado di prevedere un probabile riscaldamento stratosferico per la fine di dicembre. Ci sono delle possibilità che l'evento possa anche essere di tipo major, anche se al momento non andrei oltre al 50%.
Se così fosse, comunque, gli effetti troposferici non si dovrebbero palesare prima dell'Epifania, forse entro la prima decade del mese gennaio, anche se al momento sono prevalenti le probabilità che si tratti di un fenomeno di tipo displacement, quindi senza bilobazione o split. Il displacement lo darei quasi certo, per un 80% rispetto ad un 20% per uno split (concesso giusto per l'incertezza intrinseca in queste previsioni).
Quindi con queste informazioni, e ferma restando questa la situazione, non dovremmo ricevere un granché da questo eventuale, primo episodio di riscaldamento stratosferico... sempre che le cose vadano in questo modo e sempre che avvenga una propagazione in troposfera (anche quella resta in dubbio).
Restando ancora nel campo delle ipotesi, e lavorando alacremente di fantasia, per immaginare quale evento stratosferico potrebbe cambiare le carte in tavola a nostro favore, potrei immaginare un secondo impulso stratosferico in grado di gonfiare un forcing sulla wave2, che arrivi a collaborare, in successione, con il forcing aleutinico, per stringere a tenaglia il VPS- VP e produrre un eventuale split... ma qui sto semplicemente fantasticando, infatti al momento non c'è la benché minima traccia di tutto ciò.
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#66 gubbiomet Lun 15 Dic, 2014 09:10
Ciao Massi, approfitto della discussione per capire qualcosa in più...
Quello che si vede nella carta è uno split o che altro?
Grazie
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#67 marvel Lun 15 Dic, 2014 12:52
Ciao Massi, approfitto della discussione per capire qualcosa in più...
Quello che si vede nella carta è uno split o che altro?
Grazie

Non lo è per un semplice motivo, a salire sono solo i valori di pressione al suolo, cosa normale in zone così fredde, mentre salendo di quota non si palesano anticicloni dinamici.
Ti ricordo che il VP è un vortice di alta quota e lo puoi localizzare soprattutto grazie ai geopotenziali.
Per esempio, sopra ad un anticiclone termico, può tranquillamente scorrazzare il Vortice Polare. Infatti in quota, sopra ad un anticiclone termico, c'è una depressione.
Anche se vai a guardare a quote superiori a quella dei 300HPa , 200HPa o 100HPa, ti puoi rendere conto che infatti il Vortice Polare mantiene la sua struttura, insomma, non splitta.
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#68 marvel Gio 18 Dic, 2014 16:45
Francesco, questa assomiglia più ad uno split del VP (anche se non è compiuto fino in fondo)  :
E in effetti il riscaldamento stratosferico sopra la Siberia finirà col gonfiare l' HP dinamico che dal settore aleutinico salirà fino in sede artica, destabilizzando il VP e cercando un aggancio (per ora non molto probabile) con il collega atlantico.
Questa azione di forcing, comunque, assesterà un bel colpo al Vortice Polare che, proprio per il fatto di essere costretto ad un rallentamento del getto, probabilmente cederà su più fronti, compreso quello atlantico, consentendo all'alta pressione di spingersi più a nord, e alle saccature artiche di scendere verso sud.
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Ultima modifica di marvel il Gio 18 Dic, 2014 17:27, modificato 4 volte in totale
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#69 gubbiomet Ven 19 Dic, 2014 11:53
Grazie Massi, chiaro come sempre...
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#70 gubbiomet Ven 19 Dic, 2014 15:22
Certo che quell'alta in sede polare può creare vari sconquassi!!
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#71 marvel Dom 21 Dic, 2014 22:49
Splendida analisi di Andrea Corigliano su Facebook.
Mi trova completamente d'accordo.
La prossima settimana non vedremo epocali ondate di freddo, mentre si tratterà di episodi invernali di entità non eccezionale.
Arriverà il freddo, arriverà l'inverno... come forse non accadeva da troppo tempo, e direi che questa è già una bella notizia!
NEI PROSSIMI GIORNI NON CI SARANNO LE CONDIZIONI PER IRRUZIONI DI ARIA FREDDA INTENSE ED ORGANIZZATE: ECCO IL MOTIVO.
Si parla spesso ed a sproposito di ondate di gelo e di neve che ripetutamente dovrebbero colpire la nostra penisola salvo poi scoprire che il tutto si risolve o con un nulla di fatto o con l’arrivo di aria solo normalmente o al più moderatamente fredda per la stagione invernale che è ormai al suo debutto anche dal punto di vista astronomico. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli fisico-matematici continuano a seguire la strada tracciata ieri a proposito di una diminuzione delle temperature che dovrebbe interessare l’Italia dopo Natale, ma sussistono ancora delle incertezze su quanta aria fredda potrebbe realmente entrare, a conferma del fatto che questo tipo di dinamica atmosferica è normalmente tra le meno predicibili a medio e lungo termine a causa delle numerose variabili che possono condizionare il risultato, ad iniziare dalla complessa orografia che circonda il nostro bacino del Mediterraneo. Indipendentemente, però, da quanto possano essere importanti le emissioni modellistiche che quotidianamente – ed anche più volte al giorno – si occupano di calcolare il futuro stato del tempo partendo da un nuovo stato iniziale, non possiamo vedere quello che non c’è e che invece continuano a farci vedere, palando di eventi epocali in arrivo, come se le previsioni del tempo fossero specchietti per le allodole. Che cosa non c’è? Per rispondere a questa domanda, bisogna guardare l’assetto della circolazione generale dell’atmosfera per scorgere se ci sono le condizioni affinché si possano strutturare, alle nostre latitudini, configurazioni sinottiche capaci di pilotare masse di aria fredda verso il Mediterraneo, all’interno di un meccanismo meridiano che sia robusto e stazionario: solo da una situazione del genere, infatti, può nascere alle nostre latitudini un episodio invernale capace di sfociare in un evento per cui vale davvero la pena scomodare quel vocabolario che si è usato, ad esempio, negli inverni del 1956 o del 1985, tanto per citare i più noti. Ma allo stato attuale, queste condizioni non solo non ci sono, ma sono addirittura fuori da ogni logica. A questa conclusione si può arrivare osservando la disposizione della vorticità potenziale sulla superficie isoentropica di 380 Kelvin, corrisponde alla superficie isobarica di circa 200 hPa: questo parametro, essendo conservativo, è un ottimo indicatore del probabile comportamento del Vortice Polare, ovvero di quell’immerso lago di aria gelida che è presente sul Polo Nord e che è evidenziato in figura 1 all’interno dell’ellisse dove le tonalità cromatiche tendenti al rosso indicano valori di vorticità maggiori. Al di fuori dell’ellisse, si possono osservare delle ondulazioni – che sono sede di nuclei di vorticità di minore intensità collegati al Vortice – racchiuse entro la linea nera tratteggiata, in allungamento verso le basse latitudini: esse, in pratica, individuano le saccature che si muovono pilotate dal flusso zonale che corre da ovest verso est. In seno a queste saccature, si muovono le masse di aria fredda che attingono al Polo e che scendono di latitudine. Ebbene, come è stato accennato all’inizio, nei prossimi giorni ed almeno fino all'inizio del nuovo anno non ci sono le condizioni affinché tali impulsi meridiani di vorticità diventino sufficientemente stazionari da convogliare ripetutamente masse d’aria fredde verso il Mediterraneo, dal momento che la velocità media zonale (figura 2) presenta valori positivi consistenti – ad indicare un moto da ovest verso est piuttosto spedito – su tutta la colonna troposferica (soprattutto tra 200 e 500 hPa), con i massimi che si trovano spostati maggiormente verso le basse latitudini piuttosto che le alte (si veda il segno + all’interno della riquadro rosso).
Ciò sta a significare che le ondulazioni di cui sopra, protese verso le basse latitudini, viaggiano all’interno di un flusso zonale che proprio alle basse latitudini presenta la massima velocità di moto e di conseguenza è davvero poco probabile che possano diventare stazionarie a tal punto da permettere discese di aria fredda in grado di organizzarsi. Nei prossimi giorni, quindi, aspettiamoci un cambio di passo della stagione invernale a seguito della fase particolarmente mite che ha caratterizzato queste prime tre settimane di dicembre (stando la situazione di partenza, non è che ci voglia molto per cambiare registro...), per vedere il probabile passaggio di episodi invernali che rientrano a pieno titolo nelle normali dinamiche della stagione in corso, alle nostre latitudini. Nulla, davvero nulla, di trascendentale, come invece ci vogliono far credere per catturare attenzione e pubblicità.
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Ultima modifica di marvel il Dom 21 Dic, 2014 23:11, modificato 1 volta in totale
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#72 marvel Mer 24 Dic, 2014 12:51
Attenzione ragazzi che come da me insperatamente ipotizzato , la stratosfera farebbe partire un nuovo intenso riscaldamento che non farebbe altro che alimentare la wave2 atlantica con possibili, importanti conseguenze per il periodo dell'epifania e dopo... occhio e speriamo!
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#73 andrea75 Mer 24 Dic, 2014 12:54
Attenzione ragazzi che come da me insperatamente ipotizzato , la stratosfera farebbe partire un nuovo intenso riscaldamento che non farebbe altro che alimentare la wave2 atlantica con possibili, importanti conseguenze per il periodo dell'epifania e dopo... occhio e speriamo!

Sta a vedere che diventa veramente l'inverno più freddo degli ultimi 30 anni... e dopo chi li sente quelli?
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#74 marvel Mer 24 Dic, 2014 13:15
Attenzione ragazzi che come da me insperatamente ipotizzato , la stratosfera farebbe partire un nuovo intenso riscaldamento che non farebbe altro che alimentare la wave2 atlantica con possibili, importanti conseguenze per il periodo dell'epifania e dopo... occhio e speriamo!

Sta a vedere che diventa veramente l'inverno più freddo degli ultimi 30 anni... e dopo chi li sente quelli? 
Comunque guardando meglio, bisogna assestare il tiro, è vero che le conseguenze sul VPS- VP avrebbero quella tempistica, ma un eventuale retrogressione di un lobo, bisognerebbe aspettare più giorni.
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#75 marvel Mer 24 Dic, 2014 13:15
Attenzione ragazzi che come da me insperatamente ipotizzato , la stratosfera farebbe partire un nuovo intenso riscaldamento che non farebbe altro che alimentare la wave2 atlantica con possibili, importanti conseguenze per il periodo dell'epifania e dopo... occhio e speriamo!

Sta a vedere che diventa veramente l'inverno più freddo degli ultimi 30 anni... e dopo chi li sente quelli? 
Comunque guardando meglio, bisogna assestare il tiro, è vero che le conseguenze sul VPS- VP avrebbero quella tempistica, ma un eventuale retrogressione di un lobo, bisognerebbe aspettare più giorni.
____________ "La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre" - Albert Einstein
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