1) tasse aumentate
2) pensioni calate (lista troppo lunga)
3) esodati
4) allungamento età pensionabile
5) potere d'acquisto degli stipendi calato
6) PIL calato del 2,5%
7) Debito Pubblico aumentato di almeno 50 miliardi
8) Rapporto debito/pil che probabilmente chiuderà al 127%
9) disoccupazione aumentata
10) volume d'acquisti diminuito
11) tagli dei costi della politica, nulla (di parlamentari addirittura ce n'è uno in più, Monti)
12) piani di sviluppo, industriale, agricolo etc, niente
13) taglio degli stipendi degli alti dirigenti pubblici, niente
14) spread btp/bund, parzialmente diminuito ma sempre elevato
15) agenda digitale, una buffonata
16) evasione fiscale, recupero in lieve aumento ma si son fatti soprattutto degli spot
17) export calato in un anno del 4,2% quindi record dal 2009
18) cassa integrazione aumentata
19) fallimenti ed aziende chiuse in aumento
I dati sono inequvocaboli,
la protesta monta,
la gente è a spasso
i politici fanno finta di nulla...
A mio avviso la rivoluzione è vicina più di quanto pensiamo
____________ Le medie non sono altro che un tentativo della mente umana di dare un ordine ad un sistema che per natura sua è disordinato www.perugiameteo.it
Ultima modifica di prometeo il Sab 17 Nov, 2012 19:56, modificato 1 volta in totale
Secondo me chi vincerà le elezioni metterà Monti al Governo. Scelta obbligata da questioni di maggioranza ma anche dettata dall'oligarchia europea e finanziaria. In pratica sarà comunque Monti bis, a meno che Grillo non riesca nell'impresa... ma a quel punto i mercati ci metterebbero nelle condizioni di far tornare il commissariamento europeo, come successo con Berlusconi. Scordatevi la democrazia, sono tutti burattini e le elezioni, primarie comprese, sono solo un triste e surreale teatrino.
Non è un caso che anche il sondaggio, qui di seguito riportato, si riferisce di un crollo dei consensi per il Governo, ma più contenuto per Monti... Sempre che quei dati siano reali e non truccati ad arte...
Secondo me qualcuno sta cercando di salvare il "nostro benefattore", infangando i suoi ministri, per riproporcelo come Presidente del Consiglio a capo di una coalizione, questa volta con veri politici (quasi che questa fosse garanzia di democrazia e capacità...), per dare quella parvenza di democrazia che qualcuno sta rivendicando. Tutta una buffonata.
Governo Monti, consensi in picchiata dopo un anno fiducia ridotta a un terzo Il rilevamento effettuato in occasione dell'anniversario dell'esecutivo tecnico fotografa la delusione del Paese:
solo il 32% ci crede ancora.
Record negativo per Fornero: -26% di gradimento in 12 mesi.
Resiste solo il presidente del Consiglio (48%)
ROMA - Il governo Monti compie un anno, ma c'è poco da festeggiare. Quanto meno dal punto di vista del consenso. Se infatti la percentuale di gradimento del presidente del Consiglio rimane piuttosto alta, la fiducia degli italiani nell'esecutivo dei tecnici ha toccato il punto più basso proprio in concomitanza con l'anniversario del suo insediamento.
A fotografare la delusione - e l'apparentemente contradditorio credito di cui continua invece a godere il Professore - è il sondaggio realizzato da Ipr Marketing per Repubblica.it su un campione di mille italiani consultati per via telematica. Gli intervistati che dichiarano di avere molta/abbastanza fiducia in Mario Monti sono il 48%. Una percentuale in forte calo (-4%) rispetto all'ultimo rilevamento dello scorso settembre, quando nell'aria c'era ancora l'eco degli apparenti successi ottenuti dal presidente del Consiglio nel corso dei vertici estivi con i partner europei, e addiritura in picchiata rispetto al picco del 62% conquistato nel gennaio scorso, ma comunque non lontana da quel 50% che lo aveva accolto al momento del suo ingresso a Palazzo Chigi a metà novembre del 2011.
Molto diverso è il discorso per la sua squadra, soprattutto per quanto riguarda i titolari dei dicasteri di punta. Gli italiani che sostengono di avere "molta/abbastanza" fiducia nel governo nel suo complesso sono crollati al 32% mentre un anno fa erano il 54%, ben 4 punti in più del gradimento riservato negli stessi giorni al premier. Il ministro che riscuote maggiore fiducia è la responsabile del Viminale Anna Maria Cancellieri con il 47%: 3 punti in meno rispetto allo scorso settembre e 8 punti in meno rispetto al giorno del suo giuramento. A seguire viene il ministro della Cooperazione internazionale Andrea Riccardi con il 43%, anche lui in calo rispettivamente di 3 e 5 punti in confronto con settembre 2012 e novembre 2011. Male anche Corrado Passera. Ad avere fiducia nel ministro dello Sviluppo economico è il 41% (a settembre come al momento del suo insediamento era il 46%).
Ma a forza di gaffe, provocazioni e provvedimenti contestati, chi ha davvero dilapidato il credito ricevuto al momento del suo arrivo al governo è il minstro del Lavoro Elsa Fornero. Un anno fa ad avere fiducia nella professoressa che si accingeva a mettere nuovamente mano alle pensioni degli italiani era il 58% degli intervistati, una percentuale altissima che non riscuoteva nessun altro componente dell'esecutivo tecnico. Oggi quel patrimonio di fiducia si è quasi dimezzato e solo il 32% (-26%) concede alla Fornero "molta/abbastanza" fiducia.
(17 novembre 2012)
23/11/2012 L’Italia come la Costa Concordia
di Giovanni Surace
Presentato il XVII rapporto sull’economia globale e l’Italia redatto con la collaborazione di UBI Banca e del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi
L’incontro per la presentazione del XVII rapporto sull’economia globale e l’Italia, oltre ad aver fornito un chiaro quadro di come l’economia mondiale si stia sviluppando, ha anche aperto la strada a numerosi spunti di riflessione. La ricerca si chiama “Sull’asse di equilibrio” ed è stata redatta, con la collaborazione di UBI Banca e del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi, da Mario Deaglio.
Il professore ha portato alla luce numerosi spunti utili a comprendere l’evoluzione dell’economia globale e il ruolo che l’Italia ricopre in essa. Il rapporto evidenzia come il baricentro economico continui a spostarsi da Occidente a Oriente, dai paesi sviluppati a quelli emergenti, dall’Europa al resto del mondo e che i vecchi, classici equilibri, stiano mutando sempre più rapidamente. L’Europa ad esempio non è più oggetto di grande interesse legato al mondo dell’economia reale da parte degli Stati Uniti, i quali concentrano le loro attenzioni al Gigante Rosso e al Medio Oriente, quanto più che altro di interesse finanziario, legato all’indissolubile legame esistente tra il vecchio continente e l’economia più avanzata al mondo. Ha inoltre evidenziato come si possa osservare un flusso migratorio relativamente consistente di persone in età lavorativa diretto dagli Stati Uniti verso il Canada e l’Australia e di persone non più in età lavorativa verso il Perù, dove a parità di pensione il potere di acquisto è decisamente superiore.
In questo contesto l’Italia, ormai l’ultima tra i G7, sembra indossare i panni di un irlandese che fomentato dalla leggenda sulla pentola d’oro situata ai piedi dell’arcobaleno si concentra più sul calcolare profitti e posti di lavoro non creati che a investire seriamente in se stessa, a snellire la burocrazia e ad uscire dalla “sindrome di Milocca” che l’ha resa un’economia stagnante e ancorata all’industria classica del made in Italy. I giusti sforzi potrebbero riportare le industrie straniere a investire nel bel paese e la locomotiva d’Europa sfruttare il basso costo del denaro che la contraddistingue per intensificare gli investimenti esteri e generare crescita condivisa tra i membri dell’UE.
Il professor Deaglio ha chiarificato anche il singolare rapporto che vige tra sistema informativo e sistema economico, definendolo come “intreccio infernale”, capace di far mutare le aspettative degli operatori ecomico-finanziari con una rapidità disarmante che non sempre rispecchia i reali fondamentali economici sottostanti.
In conclusione, il motto “un dollaro vale un dollaro” potrebbe non valere più a lungo, e l’economia saldamente piantata nel nord America ed in bilico tra dollari e euro potrebbe a breve attraversare l’Oceano e stabilirsi nel Paese, la Cina, che per industrializzazione supera anche la Germania di Hitler e che preferisce dare ai suoi cittadini servizi invece denaro da spendere pur di non trasformarsi in una nuova America.
Più che maiali io direi che siamo proprio dei cogli..ni
Portogallo
Irlanda
Italia
Grecia
Spagna
Questi 5 stati (sarebbe quindi Piigs la corretta dicitura, ma evidentemente non era considerata sufficientemente dispregiativa! Tra l'altro, se ci fosse stata la volontà di evitare qualsiasi assonanza, sai quanti acronimi avrebbero potuto trovare?! ) sono accomunati dalle seguenti caratteristiche:
elevato rapporto debito/PIL
elevato indebitamento con l’estero
elevato deficit pubblico
scarsa produttività
Ma veniamo all'articolo:
24 novembre 2012 - 11.40 CHI SONO I MAIALI DA SALVARE?
In Europa dicono che siamo Pigs, maiali, e ci ricordano costantemente che dobbiamo essere salvati. Eppure, proprio all’Europa abbiamo dato più soldi di quanti non ne abbiamo presi. Tra il 2000 e il 2011 abbiamo versato nelle casse di Bruxelles 145 miliardi di euro, e ne abbiamo ricevuti 120. Abbiamo cioè lasciato giù 25 miliardi secchi: 50mila miliardi di lire.
Non male, per essere considerati "maiali da salvare".
Ma noi siamo brutti, sporchi e cattivi: abbiamo "la casta", una specie di scabbia che si prende insieme alla cittadinanza. In Europa al contrario sono tutti campioni di rigore, onestà e trasparenza. Come accadde quando qualcuno si prese la briga di controllare cosa combinava la Commissione Santer, e scoprì che si verificava una gravissima malagestione dei fondi, che in alcuni casi venivano anche "distratti", e per non farsi mancare niente assumevano a manetta anche parenti e amici (tecnicamente, si chiama nepotismo e familismo). Tutti i commissari furono costretti a dimettersi perché, fu scritto testualmente, "non potevano non sapere". Tra quei commissari c'erano Mario Monti ed Emma Bonino. Ma non ditelo al Corriere della Sera, non amano ricordarlo.
Qualcuno ha poi fatto le pulci all'utilizzo che dei fondi - compresi i nostri 50mila miliardi di lire - che si fa a Bruxelles. Ne sono uscite fuori cose interessanti. Ve ne elenco qualcuna:
- 411mila euro per un centro fitness per cani, che non è mai stato costruito.
- 900mila euro per corsi di golf, hotel, piscine e centri benessere che hanno ospitato Angela Merkel.
- 5 milioni in limousine per i parlamentari europei.
- 1 milione e 600mila euro al Re di Svezia travolto dagli scandali sessuali, per coprire le sue perdite finanziarie.
- Oltre 5 milioni per un centro culturale, una specie di “bocciofila” evoluta in Lussemburgo per burocrati europei molto snob.
- 5 milioni e mezzo per una città del lusso in Ungheria, con tanto di finto Ponte dei Sospiri.
- 7 milioni per un finto paesaggio canadese che scimmiotta lo Yukon, allo zoo di Hannover.
- 44 mila euro in cocktails per festeggiamenti.
- 150mila euro a Londra per corsi di golf e per dare la caccia alla volpe.
- 40mila euro in regali per il Consiglio d'Europa.
- 238 euro a parlamentare in cartoline.
- 57mila euro per una orchestra europea fatta di soli joystick da computer, quelle graziose levette che servono per giocare.
- 2milioni e mezzo per la costruzione di un villaggio romano in Germania.
- Quasi 1 milione e mezzo nello sviluppo di videogiochi.
- 16mila euro a contadini tirolesi per potenziare la loro connessione emotiva con il paesaggio.
- 7 milioni e mezzo di fondi europei all'Andalucia, che li ha utilizzati per spiegare a cosa servono i fondi europei.
E come dimenticare il pezzo della TV tedesca che inseguiva Giorgio Napolitano all'aeroporto - un vero e proprio cult - , chiedendogli conto dei rimborsi per i voli da Bruxelles a Roma e viceversa, per i quali percepiva 800 euro a tratta, spendendone tuttavia solo 90 grazie ai voli low-cost?
Ma l'Europa è una gran figata, mentre noi abbiamo "la casta".
Nel frattempo, abbiamo già pagato 15 miliardi di anticipo per il fondo salva-stati che, intanto che aspettiamo di essere salvati, sono già stati investiti nel cosiddetto Club della Tripla A, cioè in titoli di stato tedeschi, olandesi, svedesi, finlandesi, inglesi, danesi.
Stiamo togliendo il pane di bocca ai nostri imprenditori per finanziare le loro economie.
Un po' come per la costosissima lotta alla CO2, per tentare di ridurre il presunto impatto dell'effetto serra di origine antropica (allego grafico in fondo), così l'Europa, Italia in primis, sta demolendo le economie dei paesi più deboli, con un piano di austerity orientato a mettere a posto i conti! Si sta facendo uno sfacelo, mentre il mondo va in tutt'altra direzione. Questa politica europea non fa altro che farci perdere ulteriore terreno sui competitor internazionali, Cina in primis, che stanno letteralmente fagocitando tutto!
Invece di spingere sulla ricerca, sulla crescita, sul progresso delle nostre aziende, per controbilanciare una crescita esplosiva orientale (oltre alla Cina c'è anche l'India) stiamo dibattendo con i "ragionieri tedeschi" che insistono per il rigore prima di tutto!
In Europa (giustamente, per carità) si guarda alle regole, ai diritti civili, a mille attenzioni nelle aziende, all'inquinamento, al rigore perfino sulla lunghezza degli spaghetti... e poi importiamo prodotti cinesi fatti chissà come, chissà da chi e in quali condizioni... ma dove credevamo di arrivare in questo modo???
I miei complimenti ai ricchi dirigenti europei! Vi sarete resi protagonisti del crollo definitivo dell'occidente intero! Ringraziamo in coro anche tutti i nostri "piccoli" politicanti, gente insulsa, inconsistente e completamente asservita a chi la foraggia.
CROLLA TUTTO. I dati Ocse che nessuno commenta
L'attivita' economica in Italia ''dovrebbe continuare a contrarsi nel breve tempo'' come conseguenza della stretta di bilancio, dell'indebolimento del clima di fiducia e della stretta creditizia. E' scritto nell'Economic Outlook pubblicato oggi dall'Ocse, che sconfessa dunque le previsioni del Governo Monti e che stima un ritorno alla crescita ''nel corso del 2013'' se il Governo conseguirà gli obiettivi di bilancio per il 2013 e il 2014. Ma non solo: l'Ocse ritiene che sia necessario ''un ulteriore inasprimento fiscale nel 2014 per raggiungere gli obiettivi di riduzione del debito pubblico'' dell'Italia, ''che e' entrata nella sua seconda recessione grave in tre anni''.
Saremo comunque in recessione anche l'anno prossimo: -1%. L'export continuerà a calare impietosamente. Monti non garantisce la sanità pubblica. I consumi delle famiglie, secondo la Banca d'Italia, sono tornati al livello del primo dopoguerra. L'Ocse riconosce che la conseguenza dell'austerity è la contrazione dell'economia, ma non contento chiede nuova austerity e una nuova manovra di lacrime e sangue nel 2014.I tecnici al Governo però sono ottimisti!
Ma la cosa più inquietante sono le previsioni a lungo termine sulla composizione del Prodotto Interno Lordo globale, che attualmente vede l'Europa con il 17 della produzione mondiale (calcolata su 34 paesi Ocse e su 8 paesi del G20 ma non OCSE).
Crescerà la Cina, passando dal 17% al 28% già nel 2030. Crescerà l'India, passando dal 7% attuale all'11% del 2030 e al 18% del 2060. Caleranno gli Stati Uniti, che dal 23% di oggi scenderanno al 18% del 2030 e al 16% del 2060. Ma soprattutto, sarà il crollo dell'Unione Europa, area Euro, che oggi partecipa al 23% della produzione globale, ma che già nel 2030 non rappresenterà che il 12% e nel 2060 finirà al 9%.
Ecco per cosa stiamo aggiungendo austerity ad austerity, ecco per cosa stiamo pagando lacrime e sangue: per un Europa e per un Euro che tra 17 anni non conteranno più niente.
ECCO CHE COSA VUOLE L'EUROPA "DEMOCRATICA": poter decidere indipendentemente dai popoli e dai loro rappresentanti!
(RICORDO che i rappresentanti della COMMISSIONE EUROPEA, la TROIKA, coloro che decidono le politiche economiche dell'Unione, non sono eletti dal popolo, né dal parlamento!
Questo è un GOLPE CONTINENTALE ad opera dei grandi gruppi finanziari internazionali, che nemmeno sui film di fantascienza si era mai visto!!!)
3 dicembre 2012 - 10.20
Verranno a prenderci con la forza
di Valerio Valentini Mercoledì la Commissione Europea ha pubblicato un lungo rapporto in cui ha dichiarato il totale fallimento delle politiche economiche comunitarie: l’Europa non è stata in grado di reagire con coerenza alla crisi, ha lasciato che banche e finanza facessero i loro comodi ed ha permesso che alcuni Paesi guadagnassero sulla pelle di altri Paesi.
Perché mai la Commissione Europea si è lanciata in quest’accorata ammissione di colpa?
La motivazione appare subito chiara, sfogliando il rapporto: l’incapacità di reagire alla crisi viene imputata alla “mancanza di organismi direttivi al livello europeo” che possano agire indipendentemente dalle “decisioni prese a livello nazionale” e “sulla base di interessi esclusivamente nazionali”.
Se siamo alla canna del gas, insomma, è perché l’Europa è ancora eccessivamente debole rispetto ai vari governi nazionali, che costituiscono un ostacolo all'attuazione delle politiche di Bruxelles. L’unica soluzione, dunque, è che a prendere le decisioni in tema di economia e bilanci non siano più i parlamenti, ma direttamente loro. Quelli che hanno appena ammesso di avere fallito.
Nel documento di 51 pagine, poi, si legge: “la mancanza di forti istituzioni a livello europeo ha innescato un contraccolpo sui processi di integrazione e ha causato danni per imprese e famiglie semplicemente sulla base della loro appartenenza ad una o all'altra area dell'eurozona”.
E così, mercati nazionali “con condizioni quasi identiche” si sono ritrovati su due emisferi economici opposti: quelli che si trovavano “anche solo per pochi Km” dalla parte sbagliata del confine “non sono più stati in grado di finanziare investimenti” alle stesse condizioni di altri mercati nazionali che erano invece sulla sponda giusta dell'Europa.
“Da una parte del confine gli investimenti non potevano che paralizzarsi e la disoccupazione cresceva […]; dall'altra parte, gli investimenti erano vantaggiosi a la disoccupazione poteva così scendere”. Dunque questa è l’ammissione definitiva: non c’è mai stata nessuna crisi. Non nei termini in cui siamo perlomeno abituati a pensarla. Avevamo economie “quasi identiche”, ma qualcuno ha deciso che dovevamo essere fottuti.
Sfogliando il resto del lungo rapporto, si scopre però che tutta questa lunga premessa è funzionale a ribadire la necessità di rafforzare il centralismo di Bruxelles.
La Commissione Europea intende infatti creare una cassa comune, un unico “tesoro europeo”, costituendo un primo piccolo budget per tutta l'eurozona. E intende farlo entro i prossimi 18 mesi. Tuttavia, per accedere a quei fondi – come è prevedibile – gli Stati in difficoltà devono sottoscrivere un contratto con gli altri Stati membri che li obblighi a rispettare alcuni parametri.
Ma ora arriva la vera fregatura: a quanto pare di capire, la richiesta di questi aiuti non sarebbe facoltativa, come avviene per l’attuale fondo salva Stati (e infatti la Spagna sta cercando in ogni modo di evitare di ricorrervi, per non vedersi commissariata dalla Troika). D'ora in poi tutti gli Stati che violano gli standard economici arbitrariamente fissati dall'Unione Europea saranno costretti a chiedere gli aiuti, indipendentemente dal loro effettivo rischio di fallimento. Così Bruxelles potrebbe vedere istituzionalizzata una sua prerogativa che, di fatto, già esercita in maniera indiretta: intervenire nell'elaborazione delle manovre finanziarie dei singoli Stati, correggerle o addirittura bocciarle.
Ci hanno raccontato che il problema era il debito pubblico, ma eravamo solo dalla parte sbagliata del confine.
E ora, nonostante l'abbiano riconosciuto, vogliono comprarci a prezzo di saldo. In svendita.
Ma la stagione dei saldi non è ancora iniziata...
Claudio Messora: Giulio Tremonti, nel video, racconta con nonchalance che tutti i prestiti e tutti i fondi salva-nulla servono a pagare le banche francesi e tedesche. Ma è fondamentale, ripeto: fon-da-men-ta-le, sapere per primi quale sarà il nome del figlio di Kate!
5 dicembre 2012 - 17.15
E nessuno che fermi questi pazzi
Giulio Tremonti parla dell'Europa, oggi, in conferenza stampa. La politica in Europa è fallita: la curva della sua finanziarizzazione continuerà a salire fino a schiantarsi. I soldi dati alla Grecia e quelli che stiamo per dare alla Spagna servono per finanziare le banche tedesche e le banche francesi. Il conto glielo stiamo pagando noi.
I fondi salva-stati e gli aiuti servono solo a quello. Un processo né politico né democratico.
Lo spread è oggi il triplo dei primi tre anni del Governo Berlusconi. Monti si attribuisce il merito della sua recente discesa, ma tutti gli spread sono temporaneamente calati, anche in Francia, e della stessa percentuale. Il professor Monti è come il selvaggio che si alza la mattina, vede il sole ed afferma che sia sorto perché lui si è alzato dal letto. Lo scorso luglio, il differenziale tra i btp italiani e i bond omologhi tedeschi toccò il suo culmine, a 534. Ma se lo spread batte ogni record, allora quello non è merito suo, ovviamente, bensì colpa nostra. Siamo nelle mani dei selvaggi e del loro pensiero magico, venduto come oro colato, a un costo democratico altissimo.
L'Italia è un contribuente netto dell'Europa. Da quando c'è Monti siamo contribuenti netti anche del sistema bancario privato degli altri paesi. Diamo in Europa più di tre miliardi. Ne prendiamo indietro uno e mezzo. Di quel miliardo e mezzo che ritorna, ne spendiamo una quota minima. L'Europa deve accettare la filosofia della solidarietà, per la quale era nata. I fondi di cui dispone sono prevalentemente italiani: vanno su, ce li pelano, ci restituiscono le briciole, che noi non usiamo neppure per intero. Se non li usiamo, finiscono anche quelli agli altri paesi concorrenti. Non "europei", ma proprio "concorrenti". E' una gara, non una unione. Per di più, truccata.
A questi soldi aggiungiamo i miliardi dati ai fondi salva-stati che servono a salvare le loro banche (le nostre ce le salviamo da soli, perchè le abbiamo ricapitalizzate con l'acquisto di nostri titoli di stato, che significa interessi su interessi da caricare sulle tasche dei cittadini), fiumi di denaro che finiscono investiti nei titoli di stato dei paesi con la tripla A: Germania, Olanda, Finlandia, Svezia, Danimarca, Inghilterra, Lussemburgo.
Monti va a Dubai a implorare gli sceicchi di comprarsi le nostre aziende, i cui profitti usciranno così definitivamente dal Paese. Aziende che torneranno in vendita, non appena il capriccio sarà finito. Vogliono vendersi caserme, scuole, la sanità pubblica, le pensioni, anche l'oro. E nessuno che fermi questi pazzi.
Nel frattempo, il Paese trepida per sapere quale nome avrà il figlio di Kate, e guarda dal buco della serratura Brad Pitt colto in castagna da Tyson mentre spiega alla di lui moglie che i colpi sotto alla cintura sono validi eccome. Specialmente gli affondi.
Vista la mia recente visita in Germania, vorrei raccontarvi alcune impressioni/esperienze che ho vissuto in questo paese che sembra immune dalla crisi.
Innanzitutto la prima cosa che mi viene da scrivere è che i beni di prima necessità e mezzi di trasporto pubblico costano una sciocchezza. Un piccolo esempio, abbiamo parcheggiato nella zona fiera di Monaco in un parcheggio multipiano moderno, collegato con la metropolitana; ebbene per 2 giorni di parking abbiamo speso 3€ e visto che la zona era lontano dal centro cittadino, la metropolitana è costata solo €2.50 a testa, questo per incentivare l'uso dei mezzi pubblici. (parliamo di almeno 20 minuti di metropolitana fino alla stazione ferroviaria).
Abbiamo cenato nella piazza principale di Norimberga dove c'erano i mercatini, in 5 abbiamo speso poco più di 50€ mangiando carne, birra, acqua ecc..(porzioni abbondanti)
Ma anche fermarsi ad un bar o ad una bancarella per mangiare qualcosa i prezzi sono tutti molto contenuti rispetto a qui; altro esempio, un taxi per arrivare all'aeroporto di Norimberga?15€ circa ed è distante dalla città.
L'iva è al 19%, abbiamo parlato con una signora italiana che vive lì da due anni e ci ha detto che solo chi non ha voglia di lavorare non lavora e che in caso di perdita del posto di lavoro è lo stato che si occupa di trovarti un'altro posto dandoti nel frattempo uno stipendio che ti permette di vivere adeguatamente;gli stipendi sono quasi il doppio dei ns!!La sanità è impeccabile, nel giro di uno/due giorni fai tutti i controlli che vuoi senza fare file, tutti i servizi funzionano bene.
Naturalmente la benzina e il diesel erano a prezzi che è meglio che non vi dico!!forse lo stesso italiano di 6-7 anni fà!!quindi ci credo che la crisi lì non si sente anzi dovevate vedere la gente del posto come spende!!sinceramente mi sono vergognato di essere italiano!!
Vista la mia recente visita in Germania, vorrei raccontarvi alcune impressioni/esperienze che ho vissuto in questo paese che sembra immune dalla crisi.
Innanzitutto la prima cosa che mi viene da scrivere è che i beni di prima necessità e mezzi di trasporto pubblico costano una sciocchezza. Un piccolo esempio, abbiamo parcheggiato nella zona fiera di Monaco in un parcheggio multipiano moderno, collegato con la metropolitana; ebbene per 2 giorni di parking abbiamo speso 3€ e visto che la zona era lontano dal centro cittadino, la metropolitana è costata solo €2.50 a testa, questo per incentivare l'uso dei mezzi pubblici. (parliamo di almeno 20 minuti di metropolitana fino alla stazione ferroviaria).
Abbiamo cenato nella piazza principale di Norimberga dove c'erano i mercatini, in 5 abbiamo speso poco più di 50€ mangiando carne, birra, acqua ecc..(porzioni abbondanti)
Ma anche fermarsi ad un bar o ad una bancarella per mangiare qualcosa i prezzi sono tutti molto contenuti rispetto a qui; altro esempio, un taxi per arrivare all'aeroporto di Norimberga?15€ circa ed è distante dalla città.
L'iva è al 19%, abbiamo parlato con una signora italiana che vive lì da due anni e ci ha detto che solo chi non ha voglia di lavorare non lavora e che in caso di perdita del posto di lavoro è lo stato che si occupa di trovarti un'altro posto dandoti nel frattempo uno stipendio che ti permette di vivere adeguatamente;gli stipendi sono quasi il doppio dei ns!!La sanità è impeccabile, nel giro di uno/due giorni fai tutti i controlli che vuoi senza fare file, tutti i servizi funzionano bene.
Naturalmente la benzina e il diesel erano a prezzi che è meglio che non vi dico!!forse lo stesso italiano di 6-7 anni fà!!quindi ci credo che la crisi lì non si sente anzi dovevate vedere la gente del posto come spende!!sinceramente mi sono vergognato di essere italiano!!
Io a Perugia, al parcheggio di piazza Partigiani, 5 euro per 2 ore. Personalmente eviterò in futuro di contribuire al risanamento dei debiti del comune di Perugia con i miei soldi.
..tanto per comprendere chi dovremmo votare a febbraio.
Il bilancio del MONTE DEI PASCHI DI SIENA presenta un BUCO di 8,4 MILIARDI di euro (nel primo semestre 2012 altri 1,6 miliardi di perdite) praticamente quasi 2 IMU!! E Monti gli garantisce un aiuto di 3,9 MILIARDI di euro per una banca che in borsa capitalizza (vale) 2,3 miliardi di euro.
Aggiungiamoci poi gli almeno 4600 licenziamenti per ridurre le "spese".
Tralascio poi i vari raggiri ed intrallazzi e le inchiappettate dei clienti ed investitori (vedi REPORT).
...e la cosa più ridicola è che CONSOB e Banca d'Italia non controllano mentre la Guardia di Finanza indaga dopo l'inchiesta di Report.
Poi gli italiani dovrebbero dare in mano l'Italia a gente (e sappiamo di quale partito sto parlando) che gestisce così la propria banca?
domenica 9 dicembre 2012 LA GRANDE TRUFFA: FATELA CONOSCERE A TUTTI
Con questi appunti, che non vogliono essere un articolo, si cerca di ricapitolare, per titoli, la truffa che stanno attuando sulla nostra pelle. Si ha solamente l’ambizione di semplificare delle linee guida per la necessaria opera di divulgazione giornaliera su come questi criminali ci stanno massacrando economicamente, e non solo.
Di Claudio Marconi
L’ euro non è una moneta sovrana. La moneta è estranea alla nazione, è una valuta estera. Gli Stati non hanno sovranità su questa moneta ma sono costretti a chiederla in prestito alla BCE che detta le sue condizioni
Se la valuta che si usa nella nazione è presa a debito da altri non è moneta sovrana e la nazione potrebbe fallire proprio perché la moneta è di altri, che possono darla o non darla
Se una moneta è presa a debito si debbono pagare gli interessi ed il denaro che viene usato a questo scopo viene a mancare per gli investimenti ed i servizi:
1) BCE autorizza l’emissione di moneta, che rimane di sua proprietà, e la presta agli Stati
2) Gli Stati, a causa degli interessi composti, non riescono più a pagare
3) La BCE chiede misure fiscali, di politica del lavoro e le privatizzazioni per essere sicura di incassare gli interessi
4) Lo Stato inasprisce la pressione fiscale, creando recessione, e vende i beni nazionali svuotando la Nazione degli stessi beni necessari alla produzione o alla qualità della vita
5) Per mantenere questo sistema usuraio la BCE usa ogni arma a sua disposizione per bloccare l’emissione di moneta direttamente da parte degli Stati ( trattati di Maastricht e Lisbona ). In particolare il Trattato di Lisbona esautora gli Stati della propria sovranità in quanto è stato introdotto come Nuova Costituzione Europea che ha la precedenza rispetto a qualsiasi altra Costituzione Nazionale.
La situazione greca è emblematica: le banche centrali si prendono tutto per il guadagno di pochi: i porti, la terra, il turismo.
L’economia greca è controllata e animata da un ente di controllo, la famigerata troika, nominata dai tecnocrati. Per aver accettato questo stato di cose i politici greci dovrebbero essere incriminati pe tradimento verso lo Stato ed il popolo greco
La sola cosa che i tecnocrati hanno in mente è PRIVATIZZARE lo Stato. Lo Stato costretto a recuperare soldi prendendoli in prestito è completamente in balia dei mercati dei bond
Il sistema europeo esiste per distruggere per sempre la gente e creare un nuovo tipo di europa che sia disposta ad accettare povertà, sacrifici, basso tenore di vita, salari equiparati a quelli cinesi
Non ci debbono essere più Stati sovrani. Nel nuovo ordine il potere deve essere trasferito ad una classe capitalista di tecnocrati
Un tecnocrate è qualcuno messo dai banchieri per sospendere la democrazia ( vedi Irlanda o Monti )
L’unione europea non è una democrazia ma una oligarchia di banchieri
L’Argentina è crollata perché ha legato la propria moneta al dollaro ( moneta soggetta a rivalutazione e pertanto facendo perdere competitività al Peso ) praticamente era in una situazione simile alla nostra rispetto all’euro
Truman, nel 1927, disse che bisognava creare l’Europa come Nuovo Ordine, e pertanto fu il precursore della moneta unica europea
I capitalisti non sono più interessati all’economia produttiva e reale. Si sono trasformati in percettori di rendite finanziarie. Il capitalismo produttivo è morto
L’euro può sopravvivere solo se l’Italia decide di rimanerci
Gli interessi che questi criminali ci chiedono sono composti ( D= C ( 1+r ) n ) e questo sistema costringe gli Stati al fallimento. Facciamo un esempio: se si emettono Bond per 1.000.000 a 10 anni al 6% di interesse alla fine dei 10 anni lo Stato deve restituire 1.000.000 + 794.847 = 1.794.847 di cui 794.847 sono gli interessi maturati
La moneta presa a debito dalle banche porterà al fallimento perché i debiti non potranno mai essere pagati, debbono essere pagati solamente gli interessi verso i ricchi
Per fare soldi, la finanza, deve far contrarre dei debiti alla popolazione, attraverso gli Stati ( il 99% finanzia l’ 1%)
Gli interessi tolgono denaro agli investimenti ed all’occupazione. Guardate in quale “ florida “ situazione ci ha portato Monti ed i suoi complici parlamentari
Le sole che possono evitare il fallimento sono le banche che possono usufruire dei prestiti, a tasso agevolato, da parte della BCE
1) La BCE presta soldi alle banche all’ 1%
2) Le banche li prestano alle aziende ed ai privati ad un tasso variabile dal 6 al 10%
3) Oltre a questo con la riserva frazionaria creano denaro dal nulla, virtuale, esistente solo nelle tabelle dei computer
4) Chi paga ? Pagano i cittadini con le tasse e l’austerità
COME SI COPRE IL DEBITO PUBBLICO ORA
1) si aumenta la pressione fiscale
2) così facendo si crea recessione
3) con la recessione aumenta la disoccupazione e la sotto occupazione
4) con la disoccupazione viene a mancare il reddito e aumenta la richiesta di welfare
5) si crea disoccupazione pura: la gente rimane in attesa di lavoro e non fa nulla
6) in questa maniera, coprendo il deficit con repressione fiscale, il sistema è gestito male ed implode
Con l’euro:
1) ci tengono in pugno
2) non si può intervenire su politiche per creare posti di lavoro
3) non si possono fare investimenti perché il Patto di Stabilità non ce lo consente
Se questo è il mondo che sognate continuate pure a comportarvi come sempre: continuate a pagare ed a votare per i soliti partiti, se questo non è il vostro mondo astenetevi dalle votazioni ed organizzatevi territorialmente nei luoghi dove vivete.
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