Stamattina secondo me sono molto esplicative sul medio-lungo termine le ENS del modello europeo che, a mio parere, a queste distanze sono lo strumento migliore.
L'ultima perturbazione dovrebbe esaurirsi nella giornata di sabato prossimo ed essere seguita da una sfreddata dovuta ad un parziale rientro da est dovuto proprio al peggioramento in uscita.
In questa immagine notiamo anche la forte spinta sul Pacifico, che però, ormai appare quasi certo, non avrà una risposta sul lato Atlantico, a causa delle situazione pregressa di mancanza di vorticità sul lobo canadese del
VP ed un'
HP tra Canada e Groenlandia.
Questa situazione quindi degenererà presto in un pattern "a ciambella", visibilissimo nella 216h.
Questa situazione comporta un'
HP calda sull'Artico, che favorisce lo sviluppo di altissimi circuiti antizonali i quali comportano un abbattimento dell'attività d'onda troposferica (situazione che potrebbe avere effetti nefasti anche in stratosfera ma è presto per parlarne) e di fatto un azzeramento della dinamicità. Nel nostro comparto una roba del genere è deleteria, perché di fatto confina le perturbazioni troppo a nord e non permette lo sviluppo di circuiti secondari antizonali bassi. In sostanza alta pressione mite, dalla quale forse si salverebbero le pianure grazie alle inversioni.
Ovviamente la distanza impone cautela, ma la maggior parte degli spaghi, tra cui ufficiale e controllo, concordano in questa visione.
Una situazione simile la vivemmo 2 anni fa.
Questa si sbloccò con la perturbazione di Natale e Santo Stefano che poi portò il bel periodo dinamico fino a tutta la prima decade di gennaio.
In tutto durò un 10-12 giorni. Anche stavolta credo che questo possa essere più o meno la durata, prima che l'
HP perda la sua parte dinamica e diventi puramente termico. Spero ovviamente in uno sblocco prima, ma una situazione del genere può incancrenirsi parecchio.
Che dire, prendiamoci la pioggia (anche se mite) che arriverà la settimana ché dopo potrebbero chiudersi i rubinetti per un po'